venerdì 29 maggio 2009

BARZELLETTA STUPIDINA


Una donna di mezza età è in ospedale per un banale intervento.
Mentre è sotto anestesia vede il Creatore che le tende la mano.

"E' arrivata la mia ora?" chiede lei.
"No - risponde Lui - ti rimangono 23 anni,
22 giorni e 5 ore di vita".

Dopo l'intervento la donna decide di rimanere in ospedale e si fa fare:
lipo su addome e cosce, lifting, seno nuovo, collagene nel labbro
superiore, protesi per rialzare i glutei e si fa anche segare due costole
per avere la vita più sottile...


Esce dall'ospedale, inguainata in un abitino di Armani e tacchi 12...


splendida..


Attraversa la strada e... viene investita da un tir !
Si ritrova davanti al Creatore e gli dice:


"Ma non mi avevi detto che avevo ancora oltre 20 anni di vita?"

"Caspita sei tu? Non ti avevo riconosciuta!".


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mercoledì 27 maggio 2009

LA VALIGIA



Quando la nostra vita inizia abbiamo tutti una sola valigetta in mano.
Man mano che gli anni e il tempo passano, il tuo bagaglio aumenta di volume perché lungo la strada raccogli molte cose pensando siano importanti e alcune lo sono.

A un certo punto però ti accorgi che la tua valigia pesa molto.
Allora puoi scegliere.

Sederti ai margini del sentiero, ma è dura perché chi passa di lì come te ha già il suo peso da portare, oppure svuotarne il contenuto ed eliminare ciò che non serve.

Ma che cosa getti via?

Comici a tirare fuori tutto quello che c’è dentro.

Amicizia, amore, tenerezza, gioia, generosità, speranza, risate…Bene però tutte queste cose non “pesano” nulla.

C’è dell’altro sul fondo che pesa molto e si fa fatica a tirare fuori: è la rabbia e come pesa!
Seguono poi l’incomprensione, la paura, la tristezza, le preoccupazioni, l’intolleranza, il pessimismo, l’amarezza che quasi ti risucchia dentro la valigia.

Ora tiri fuori con tutte le tue forze qualcosa che stava nascosto nel doppio fondo: è un sorriso.

E se guardi bene ce ne sono tanti altri, ed ecco che esce anche la felicità .

A questo punto la valigia è vuota e devi riempirla con il necessario.

Per prima cosa metti il buon umore, la forza, l’entusiasmo, il coraggio, la speranza, la responsabilità l’equilibrio e la pazienza che ti servirà in abbondanza.

Bene ora il tuo bagaglio è pronto e puoi riprendere il cammino.

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NON DIMENTICHIAMO DI FARE QUEST’AZIONE PIU’ VOLTE NEL CORSO DELLA NOSTRA VITA PERCHE’ IL CAMMINO E’ LUNGO.
IO OGGI MI SONO FERMATA E L’HO FATTO.

GRAZIE STEFANO PER QUESTO GRANDE INSEGNAMENTO CHE HO RICEVUTO DA TE,
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martedì 26 maggio 2009

SORELLE

In un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa di sua madre e insieme si sedettero sul sofà a bere the ghiacciato. Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle responsabilità e degli obblighi dell’età adulta, la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lanciò un’occhiata serena e intensa alla figlia.

“Non dimenticare le tue sorelle!” le raccomandò, facendo turbinare le sue foglie di the sul fondo del bicchiere di vetro. “Esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai. Non importa quanto amerai tuo marito o i bambini che potrai avere: avrai sempre bisogno di Sorelle. Ricordati di viaggiare con loro ogni tanto : ricordati di fare delle cose con loro…ricordati che ‘Sorelle’ significa TUTTE le donne…le tue amiche, le tue figlie e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno. ”

“Ma che strano consiglio!” pensò la giovane donna, “Non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio? Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta! Sicuramente mio marito e la famiglia che costruiremo insieme, saranno tutto ciò di cui ho bisogno per realizzarmi!” Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne contatti con le altre donne ed ebbe sempre più ‘sorelle’ ogni anno che passava. Un anno dopo l’altro venne gradualmente a capire che sua madre sapeva molto bene di cosa stava parlando .

Stava parlando di come mentre il tempo e la natura operano i loro cambiamenti e i loro misteri sulla vita di una donna, le sorelle sono il suo sostegno. Dopo più di cinquanta anni vissuti in questo mondo, questo è tutto ciò che aveva imparato.

Il tempo passa. La vita avviene. Le distanze separano. I bambini crescono. I lavori vanno e vengono. L’amore scolorisce o svanisce. Gli uomini non fanno ciò che speriamo. I cuori si spezzano. I genitori muoiono. I colleghi dimenticano i favori. Le carriere finiscono.
MA….le Sorelle sono là!

Non importa quanto tempo e quante miglia ci sono tra voi. Un’amica non è mai così lontana da non poter essere raggiunta. Quando dovrai camminare per quella valle solitaria – e dovrai farlo da sola – le donne della tua vita saranno sull’orlo della valle, incoraggiandoti, pregando per te, tenendo per te, intervenendo a tuo favore ed attendendoti con le braccia aperte all’estremità della valle. A volte, infrangeranno persino le regole e cammineranno al tuo fianco, oppure entreranno e ti strapperanno da lì.


Amiche, figlie, nuore, sorelle, cognate, madri, suocere, nonne, zie, nipoti, cugine e famiglia estesa, tutte benedicono la tua vita! Il mondo non sarebbe lo stesso senza donne.

Quando abbiamo cominciato questa avventura denominata DONNA non avevamo idea delle gioie o dei dispiaceri incredibili che avremmo incontrato. Né sapevamo quanto avremmo avuto bisogno le une delle altre.

Ogni giorno, ne abbiamo ancora bisogno.


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Ringrazio tutte le donne della mia vita, perchè con la loro presenza e il loro affetto, contribuiscono a colorarla.


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BARZELLETTA in dialetto romano (o romanesco?)


Partita di calcetto tra nani.


Al momento di doversi spogliare, i giocatori scoprono che gli spogliatoi non sono agibili.

"Non è possibile!Come facciamo ora a giocare se non possiamo spogliarci?"
"Ve chiedo scusa...- dice l'allenatore - Famo nà cosa...annate ar bar di fronte e spojateve dentro ar bagno...il bar è de n' amico mio, nun ve preoccupate...vè lo fà fare tranquillamente..."

I 10 nani entrano nel bar e spiegano la situazione.

Il barista "Tranquilli regà, nun c'è probblema..."

Intanto al bancone c'è un uomo ormai giunto al quinto campari col gin...

che da una porta vede uscire 5 nani in maglietta rossa.......

.....strabuzza gli occhi, ma ricomincia a bere...


dopo un altro pò vede uscire 5 nani con la maglietta blu........

Allora si gira di scatto verso il barista e con voce sbiascicata urla :

"Ahooò, và un pò a vedè de là!!! Me sa che te stanno a smontà er bijardino!!!"


:-)

lunedì 25 maggio 2009

LA MORALE DI UNA STORIA

Si dice che alcuni anni fa alle paraolimpiadi di Seattle, nove atleti tutti mentalmente o diversamente abili, erano pronti sulla linea di partenza dei 100mt.

Allo sparo della pistola iniziarono la loro corsa, non tutti correndo, ma con la voglia di arrivare e vincere.

In tre correvano, quando un piccolo ragazzino cadde sull’asfalto, fece un paio di capriole e si fermò piangendo.

Gli altri otto lo sentirono, rallentando il passo guardano indietro. Si fermarono….ognuno di loro.

Una ragazza con la sindrome di Down si sedette accanto al ragazzino e cominciò a baciarlo e a dire : “Adesso stai meglio?” Allora tutti e nove si abbracciarono e camminarono insieme verso la linea del traguardo.

Tutti nello stadio si alzarono in piedi e gli applausi durarono diversi minuti.

Persone che erano presenti raccontano ancora questa storia.

Perché?

Perché dentro di noi sappiamo che la cosa importante nella vita va oltre il vincere per se stessi;
aiutare gli altri a vincere, anche se a volte comporta il rallentare la nostra corsa , regala al nostro cuore, al nostro essere, un’importante senso di fratellanza, di amore, di calore umano.

Questi tre grandi doni che abbiamo, spesso poco utilizzati e in disuso non dobbiamo cercarli come si fa con la caccia al tesoro; dovremmo sempre averli con noi, a portata di mano e soprattutto di cuore.
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venerdì 22 maggio 2009

SOGNANDO IL MARE






Quest'anno il mare con molta probabilità, lo vedrò solo in cartolina.

Il mare è il mio elemento, anche se non so nuotare.

Amo stare sotto l'ombrellone, a risolvere i rebus e a fare le parole crociate.

Il sole lo prendo con il contagocce perchè non resisto e ho perennemente gli occhiali da sole sul naso e un berrettino sportivo in testa.
Amo il colore blu in tutte le sue sfumature eppure nel guardaroba ho pochi capi di abbigliamento di questo stupendo colore.

Mi piace il mare di notte con le luci dei pescherecci e delle lampare, piccoli puntini luminosi che mi ricordano le lucciole, quando da piccola nella campagna friulana le catturavo tra le mie piccole mani giunte e cercavo di capire come erano fatti questi piccoli insetti.

il mare più bello che ho visto fin'ora è quello della Sardegna, ma non è da meno quello di Otranto o dei laghi Alimini nel salento, posti dove ho passato delle estati fantastiche

Ma anche a Torre Pedrera bagno 67 con torta e vino bianco il giorno di ferragosto, è bella l'atmosfera con la musica che ti fa compagnia tutto il giorno.
Quest'anno la mia spiaggia sarà il mio balcone, la musica non mancherà, le parole crociate nemmeno e ho diversi libri che aspettano di essere aperti e letti.

Quest'anno niente mare ma va bene lo stesso. Relax a tutto spiano, qualche giro in moto e tanti progetti per il futuro.

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mercoledì 20 maggio 2009

I CHIODI DELLA PAZIENZA


C’era una volta un ragazzo che aveva un pessimo carattere. Suo padre un giorno gli regala un sacchetto pieno di chiodi e gli dice di piantarne uno nella palizzata del giardino, ogni volta che perde la pazienza e bisticcia con qualcuno.

Il primo giorno ne pianta 37 nella palizzata e man mano che passano i giorni impara a controllarsi finchè dopo qualche settimana diminuendo il numero dei chiodi piantati, si accorge che è più facile imparare a controllarsi che piantare chiodi.

Finalmente arriva il giorno in cui il ragazzo non fissa nessun chiodo; contento va dal padre e dà la bella notizia.

Suo padre allora gli dice di levare un chiodo dalla palizzata per ogni giorno che riesce a non perdere la pazienza.

Il tempo passa e finalmente il ragazzo può andare dal padre e contento gli dice di aver levato tutti i chiodi . Il padre allora s’incammina con il figlio e davanti alla palizzata gli dice “ Bravo, ma quanti buchi hai lasciato…questa palizzata non sarà più come prima”.


La morale di questa storia è che quando litighi con qualcuno e lo fai con rabbia, gli lasci delle ferite.
Puoi infilzare un uomo con un coltello e poi toglierlo, ma lascerai sempre una ferita; poco importa quante volte ti scuserai, la ferita può rimarginarsi ma la cicatrice resta.

Una ferita verbale a volte fa più male di una ferita inflitta fisicamente.



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Io sono piena di cerotti invisibili…


lunedì 18 maggio 2009

UN SALTO NEL PASSATO



Ero tanto piccola, andavo alle elementari e la mia era la mamma più bella del mondo. E' così per ogni figlio o figlia. Foto in bianco e nero degli anni 60, ero terribile, facevo disperare, ne combinavo una tutti i giorni e anche se andavo bene a scuola ogni tanto qualche sculacciata arrivava. Devo dire che probabilmente mi ha anche fatto bene.

Un litro di latte allora costava 70 lire me lo ricordo ed era nel triangolo di cartone che ad aprirlo ci voleva la laurea e tanta pazienza; mio papà quando era a casa la domenica usciva e tornava con cinque garofani per la mamma, io avevo il vestito bello della domenica che regolarmente mi sporcavo ancora prima di uscire di casa.

Cantavo a squarciagola il venerdi quando c'era la Hit Parade con Luttazzi alla radio, che mi sentivano fino in cortile e suonavo i campanelli e poi scappavo per la strada.

Il primo bacio dato al figlio del materassaio anche se mi piaceva da morire il figlio della portinaia che aveva i capelli rossi.

Lo schiaffo di mia madre sulla bocca alla prima parolaccia uscita per sbaglio, le sue carezze quando mi punse una vespa.....le feste in casa che dava mio fratello con un vecchio giradischi Geloso e noi chiusi in camera per non disturbare, e il suo amico Clito che mi faceva fare le piroette e quando andavano tutti via scolavo il fondo di tutti i bicchieri sul tavolo e poi mia madre mi beccava e me le dava.

I dispetti a mia sorella, quando aveva il ragazzo che facevo la spia a papà e mamma se li avevo visti baciarsi...

Che storie...

Quanto tempo è passato e quanto può far tornare alla mente una fotografia; la memoria è un grande archivio davvero, l'importante è non dimenticare la semplicità e la bellezza di come eravamo per lasciare un'impronta di come ora siamo.
.......


giovedì 14 maggio 2009

PREGHIERINA PRIMA DI INIZIARE A LAVORARE


Sarà l'età ma non li reggo più !
Spesso hanno il cervello in vacanza, il cuore in valigia e il buon senso lo stanno ancora cercando.
Sono i personaggi con cui lavoro.
Trascrivo qui di seguito il testo di una mail ricevuta da un amico.

Di solito il mio gergo è molto più leggero, ma a volte una parola pesante rende bene l'idea



Donami la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che non posso accettare e la saggezza di nascondere i corpi di coloro che ho dovuto uccidere oggi perchè mi hanno rotto le palle ieri.Aiutami a stare attento ai piedi che pesto oggi, perchè potrebbero essere collegati al sedere che potrei baciare domani.Aiutami a ricordare che ci vogliono 42 muscoli per aggrottare il viso e solo 4 per distendere il mio dito medio e mandarli a cagare!
PER CONCLUDERE:Siate come la piccola supposta che quando è chiamata a compiere il suo dovere, lo fa fino in fondo e senza mai guardare in faccia a nessuno, mettendosi subito in cammino e cercando umilmente la sua strada…..…..e se qualcuno le si para davanti, dicendole con presunzione e arroganza:”Lei non sa chi sono io!!!!”, intimamente sa già che non può essere altro che uno stronzo!!!


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venerdì 8 maggio 2009

8 MAGGIO




27.
Il mio numero preferito.
L’età che avevo quando è nato Stefano.
Il numero bianco sull’ultima rossa Ferrari di Gilles.

Ogni anno l’8 maggio ha per me un particolare significato.
Esattamente ventisette anni fa Villeneuve a Zolder volava via.

Ai tempi lavoravo come receptionist a Milano. Il mio centralino era posto in un locale di quattro metri quadri ed era interamente tappezzato da poster e foto , in particolare c’era un disegno 50 x 70 fatto da me (e ancora lo conservo), che avevo spedito a Maranello e mi era ritornato autografato di suo pugno con un gentile omaggio.
Mi sorride il cuore al pensiero.


Quando ricordo Gilles lo penso sempre con affetto, anche se non l’ho conosciuto di persona, ma tanto l’ho stimato anche per le emozioni che ha fatto vivere a chi l’ha capito.

Voglio pensarlo con Ayrton a scorazzare per le vie del cielo, sulla sua rossa 27…

Quanti pensieri col sorriso sulle labbra affiorano nella mia mente stamattina, mentre Lucio Dalla canta Nuvolari.
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giovedì 7 maggio 2009

PAROLE PER DARE PIU' "SPINTA" ALLA VITA















Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia mai la marca e il colore dei vestiti,chi non parla a chi non conosce.


Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.


Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna e della pioggia incessante.


Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.


Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.


Pablo Neruda.




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Io sono viva respiro consapevole del mio essere e anche se sono infelice sul lavoro e non rischio la certezza per l’incertezza all’inseguimento di un sogno, per ora resisto, combatto senza riposo, a volte con tanta fatica.
Ma un giorno raggiungerò il mio sogno e allora rinascerò.
Questa consapevolezza di riuscita mi farà gustare e assaporare a fondo il mio traguardo, per il quale sono sicura, sarà valsa la pena di resistere e lottare.
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martedì 5 maggio 2009

NON SOLO PAROLE

Di fronte a sciocchi e imbecilli, esiste un
solo modo per rivelare la propria
intelligenza : non parlare con loro.
( A. Shopenhauer )
Niente è peggio di un'ignoranza attiva.
( Goethe )
Due cose sono immense nella vita :
l'universo e la stupidità umana.
( Albet Einstein )
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Saranno anche solo parole, ma purtroppo tanto

appropriate alle persone con cui lavoro.

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Consigli per la mente, gli occhi, il cuore

  • IL PICCOLO AVIATORE - Andrea Scanzi
  • IO & MARLEY - John Grogan
  • IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO - Marcello D'orta
  • L'ONDA PERFETTA - Sergio Bambaren
  • LA BIBBIA
  • LA PROFEZIA DI CELESTINO - James Redfield
  • MESSAGGI DAI MAESTRI - Brian Weiss
  • NEL FUOCO - Nicholas Evans
  • RITROVARSI - Rosemary Altea
  • SE SOLO FOSSE VERO - Marc Levy
  • STORYTELLERS - Paola Maugeri, Luca De Gennaro
  • UN'ALTRA OCCASIONE PER VIVERE - Ken Grimwood