domenica 30 dicembre 2012

BUONI PROPOSITI





Domani finirà quest'anno.
E' stato carico di pensieri, preoccupazioni, notizie e fatti poco lieti, arrabbiature, incomprensioni, lacrime, perdite ma anche di piccole gioie, riconciliazioni, ritrovamenti d'affetti anche se il bottino positivo non è tanto pesante, continuo ad annaffiare il seme della speranza.

Speranza di continuare il mio cammino, di esserci per le persone che mi vogliono bene, per quelle che mi amano e apprezzano e anche per quelle a cui non piaccio tanto come sono, forse con il tempo potrebbero imparare a vedere oltre lo scudo del mio brutto carattere, perchè fondamentalmente mi ritengo una persona buona.

Vorrei cancellare dal totale di quest'anno che sta salutandoci, tutte le lacrime che ho versato, per me,
per chi ho perso, per chi soffre e sta soffrendo, e mi auguro che in questo piccolo mare possano affogare le delusioni, le aspettative non realizzate, i piccoli risentimenti, le rabbie che ho ingoiato, specialmente in campo lavorativo.

Vorrei cominciare il nuovo anno con buoni propositi, pochi ma fattibili.

Non desidero cose materiali, non sono i desideri materiali che ci fanno crescere dentro; voglio imparare ad essere un pò più positiva,  voglio esplorarmi fino in fondo ed essere un pò meno permalosa.

Voglio imparare tutto quello che posso, dedicarmi di più alla lettura, a chiacchierare con Dio, a vedere anche l'altro lato della medaglia con un sorriso.

Voglio stare bene di salute, perdere per strada il peso che mi rincorre e mi raggiunge sempre senza lasciarmi, voglio smettere di fumare, voglio curarmi di più, eliminare le rughe che incrinano i pensieri positivi, coccolare di più il mio uomo e infine, voglio essere più presente nella vita di chi mi vuole bene, parenti, amici spesso trascurati, voglio avere tempo. Tempo per  esserci, per essere migliore  per volermi un po piu bene e darne a chi è carente.

Voglio usare di piu il cervello che ogni tanto metto in stand by, curare di più i miei affetti.

Voglio arrivare a fine 2013 e poter tirare delle belle somme.

Auguro a mio figlio di poter realizzare le sue aspettative, che possa riabbracciare presto Laure e continuare la sua avventura australiana sotto i migliori auspici, ai miei familiari di ritrovarci presto insieme tutti in buona salute, a mia sorella di avere fiducia e pazienza, sono al suo fianco anche quando non ci sono, a mio fratello auguro di ritrovare il sorriso e la spensieratezza che non
vedo da un pò sul suo viso perchè pensa troppo agli anni che passano, ma quel che conta è ciò che abbiamo costruito e serve OSSERVARE l'amore che abbiamo intorno, è un compito che va fatto ogni giorno.
Ai miei nipoti, ai parenti e agli amici  auguro di poter abbracciare la vita che ci aspetta senza preoccupazioni.

E' stato un anno difficle, pieno di prove, un'olimpiade infinita.

Come dice Baglioni " la vita è adesso "....... ieri oggi e domani.

Buon nuovo anno a tutti.


mercoledì 26 dicembre 2012

"E LE STELLE CHE CADONO NELLA NOTTE DEI DESIDERI...."

Oggi pomeriggio la TV mi è particolarmente gradita. Scrivo mentre mi sto godendo su Sky la replica di Campovolo 22 settembre 2012. E' sempre un gran bel vedere e ascoltare Biagio Antonacci, Mingardi, Negramaro , Elisa, Baglioni, Tiziano Ferro, Zucchero, Renato; ho persino gradito Piero Pelù che non è che mi sia mai piaciuto molto, mi ha sempre ispirato sudore e sesso estremo, che non sono proprio alla mia misura, ma oggi mi è piaciuto. La Mannoia poi mi ha davvero emozionato con la sua canzone ispirata a quel che le donne non dicono e Lorenzo, grande Lorenzo quanto mi piaci e infine Luciano Ligabue, il mio macho man, il mio "sogno erotico virtuale". Senza Musica davvero credo saremmo tutti un po piu poveri. E' magia come queste sette note articolate fra loro possono fornire melodie che colorano frammenti della nostra vita. Ho visto tanti concerti e la cosa più bella ed emozionante è cantare insieme a tutta la gente, ti apre l'anima, ti spacca l'amore in più parti e hai la sensazione che l'amore che hai dentro, prenda mille direzioni. E pensando al buon fine di questo concerto mi son domandata cosa ha lasciato il terremoto nel cuore degli abitanti di questa terra trafitta, sballottata che ancora trema ... Ha lasciato il seme della speranza, perchè finchè riusciamo ad avere un pensiero seguito da un'azione per gli altri, allora vuol dire che esiste la speranza che l'amore per il prossimo può sempre germogliare anche sulle macerie di un dolore. E' la notte dei desideri, canta Lorenzo. Tutti ne abbiamo. Mi son domandata quali siano i miei, i nostri. Io ho già tanto, forse più di ciò che do o ho dato. Sono fortunata. Stamattina per esempio ho avuto uno dei più bei risvegli della mia vita. Ore 7.15 sto dormento raggomitolata sotto il piumone e la voce di Stefano mi chiama "mamma, mamma, mamma" " sto sognando" penso e apro gli occhi : Massimo con il Macbook in mano e sullo schermo Stefano che mi da il buongiorno via Skype. Mezza intronata tra sogno e realtà mi son messa in verticale e ho salutato i miei amori con la gioia di averli lì davanti a me, uno vicino e l'altro in video. Si sono davvero fortunata. Ho raccolto una stella nella quale avevo nascosto un desiderio. Buon onomastico Stefano.

giovedì 20 dicembre 2012

Pensierino mattutino

Mattina presto. Ho dormito pesante e ho sognato, ma non rammento cosa. Un bacio e un abbraccio a Massimo e una sbirciata in rete; il mio caffelatte con i Bucaneve stamattina è più...energetico. Oggi non si lavora. Ma ho tante cose da fare. Devo mettermi in moto, fare la doccia e mettere in ordine le idee. La radio passa una canzone che adoro, buongiorno Bianca...il sassofono di Alta Marea mi fa pensare subito a Stefano così vicino con i suoi bigliettini appesi in cucina e così lontano in realtà. Non sento l'aria del Natale, anzi mi scivola addosso questo periodo dell'anno. Da piccola ricordo un Natale , avevo 5 anni circa mi alzai una notte e i miei piedini freddi sulle mattonelle mi facevano rabbrividire; la casa era silenziosa l'albero di natale illuminato. Mi avevano detto che la notte di Natale a mezzanotte i muri diventavano di marzapane e ci credevo a tal punto che morsicai l'angolo di muro che dava in sala. Mi resi subito conto che non era vero, ma come S. Tommaso avevo dovuto toccare "con mano" . Son sempre stata una credulona, anche ora che sono quasi grande non ho perso questa debolezza ingenua. Ma fondamentalmente sono una persona buona e vorrei continuare così con quello spicchio di coglionaggine che mi contraddistingue, mi piacerebbe però essere un pochino più guardinga imparare a valutare meglio le persone per non restarci poi male quando mi deludono. A Gesù Bambino non scrivo più letterine da tempo, ma quest'anno ho messo un biglietto in una busta sotto l'albero, quel che desidero non è materiale, quel che desidero si coltiva e cresce dentro . Sono una donna che ha pochi desideri, ogni tanto penso che non sono normale.... Chissà se chi è capitato qui a leggere le mie pistolate mattutine, mi conosce o si riconosce un pò. Tutto sommato mi voglio tanto bene e vorrei estendere la mia positività delle 6.58 alle giornate che seguiranno, che non saranno contaminate dal pensiero lavorativo per un paio di settimane. Spero poi che i Maya si sbaglino, ho ancora tantissime cose da fare e da vivere. Ho tanta voglia di divertirmi e stare bene e soprattutto ho necessità di riunire la mia famiglia fisicamente, perchè skype comincia a non bastarmi più... Passo e chiudo per oggi.

venerdì 14 dicembre 2012

Datemi tempo

Vorrei proprio stare al mondo ancora un pò. Da diversi giorni non sento paròare d'altro della data fatidica del 21 dicembre prossimo. Non so cosa mi riserverà il futuro ma so che proprio ora non vorrei che la mia storia finisse, perchè per me ogni giorni è un piccolo "inizio", una piccola tessera del domino che compone il mio vissuto, il mio destino. Stamattina poco prima delle 6 Stefano ci ha dato la notizia che lui in primis aspettava con ansia, immagino la sua espressione quando ha letto la mail... siamo tanto felici per lui e sono anche tanto curiosa di vedere come proseguirà nel tempo la sua vita dall'altra parte del mondo. Qui sta nevicando e fuori il cielo è chiaro con un gran freddo e tutto è ammantato di bianco. Quando nevica affiorano sempre pensieri che si alternano: alcuni allegri, altri che mi fanno spuntare lacrime che non riesco ad asciugare, li lascio scorrere....una volta passati lasceranno il posto alla quotidianità e a quel che arriva da questa vita. Mio figlio mi manca ma sono felice per le sue scelte, per il coraggio che ha avuto nel dare una svolta alla sua vita, che se deve "fiorire" in territorio australiano, sia. Ho spesso tanti flash quando entro nella sua camera : non abbiamo più chiuso quella porta dal 23 dicembre di due anni fa.... Datemi tempo. Ne ho bisogno, ho ancora tante cose da fare... Ma prima o poi prenderò quell'aereo, arriverò da lui anzi, arriveremo da lui, stravolti dal fuso, stanchi ma felici. In barba ai Maya spero.

giovedì 6 dicembre 2012

Son fuori?

Fa freddo. L'aria gelida si infila nei pensieri, che prendono in questi giorni pieghe poco positive. Il Natale si avvicina e mi rattrista pensare a questa festa che non sento più tale da diversi anni, quest'anno poi se passasse senza dire niente e se mi svegliassi domani già nell'anno nuovo sarei contenta. Contenta non felice. La felicità è proprio un soffio che si fa fatica a prolungare, trattenere. In ogni caso sono qui, respiro, sono in piedi con le mie articolazioni scricchiolanti come una vecchietta, di prima mattina a preparare il brasato per stasera e a sistemare le preghiere nelle direzioni giuste, ad affrontare un'altra giornata di lavoro, ad ascoltare nel frattempo la tv che parla La spengo perchè già a vedere certe facce mi vien la nausea alle 6.30 del mattino . Certi politici son proprio spudorati, non hanno la benchè minima vergogna e quanta presunzione..... Fra un paio d'ore sarò alla mia scrivania e la giornata scorrerà tra mille cose da fare... Vorrei avere il sole dentro, vorrei disporre di una bacchetta magica, far sparire i problemi, far star bene i miei cari e lenire tutti i miei acciacchi, usare il teletrasporto per andare da Stefano, azzerare le carte sulla mia scrivania, dipingere quel quadro rimasto a metà, entrare in libreria e riempire il carrello di libri, regalare speranza e tanto amore a chi ne ha davvero bisogno.... L'altro giorno un'amica mi ha detto che questi miei desideri sono fuori dal tempo. Sarà così? Non so. Io godo delle piccole cose, della carezza invisibile che ti dà un pensiero, una piccola attenzione, una telefonata, un gesto, un sorriso, un abbraccio, un bigliettino di Ste appeso in cucina.... Sarò anche fuori dal tempo, ma sono così, ci provo ogni tanto ma mi accorgo che a 54 anni non ho + tempo per cambiare registro. " Quelle come me guardano avanti, anche se il cuore rimane qualche passo indietro. A. Merini" No? ***

venerdì 23 novembre 2012

Pensieri a valanga in un mattino dentro i colori d'autunno

Oggi sono andata al lavoro in pullman : ho la Camillona dal meccanico a mettere le scarpe invernali.

Uscire di casa alle 7 del mattino e camminare affondando i piedi nelle foglie sul marciapiede in mezzo a questi splendidi colori autunnali che adoro, mi fa stare bene, nonostante ogni mattina scopra un nuovo dolorino o un nuovo acciacco. Che diamine e si che non sono vecchia vecchia!!!

E' che il tempo mi rammenta ogni giorno che passa che se ne frega di me,  fa niente, io vado avanti e anche se non riesco piu a portare i tacchi alti e preferisco le tennis, anche se non riesco a smaltire quei chiletti in più, anche se ho il fiatone dopo aver fatto quattro piani di scale a piedi  e faccio fatica a scavalcare un muretto, insomma, nonostante tutto cribbio, ci sono e intendo viverla comunque come protagonista la mia vita senza stare alla finestra, nonostante  . Della serie mi piego ma non mi spezzo (sono fortissima!!)

Son fuori lo so, ma mi vado bene così. Mentre raggiungo la stazione dei pullman prego. E' uno di quei momenti in cui mi sento bene e ho bisogno di fare quattro chiacchiere con Dio; a parte le preghierine d'obbligo che ci insegnano fin da piccoli, ho sempre un milione di domande da porgli e ragionamenti da fare insieme a Lui. 
E' una cosa che sento di fare quella di pregare dentro di me, benchè non sia un'assidua frequentatrice della Sua casa.

Hai un momento Dio, cantava Ligabue in una sua canzone. Chissà se poi gli ha passato il suo gilet...

Raduno i pensieri in girotondo e intanto dal finestrino passano mille colori di campi di auto, di cartelloni pubblicitari. Osservo la ragazza di fronte a me che parla ininterrottamente al telefonino in una lingua che non conosco, agitandosi già a quest'ora ore 7.30 del mattino: ora di sera avrà i capelli in piedi?

Al Malcantone salgono dei ragazzi, parlano, ridono, sono rumorosi, proprio quello che ci vuole per svegliare le menti in questo venerdi mattina che chiuderà una settimana pesantuccia.
Penso a Stefano . A quest'ora da lui è primo pomeriggio, se è di riposo oggi forse è al mare.

Quanti pensieri mi riportano a lui. Ho dei flash. Ora sta strillando  perchè ha fame e non riesco a farlo attaccare al seno,  poi sta giocando con il Lego, dopo un pò entriamo insieme dal fiorista a comprare un mazzolino di fiori per il compleanno di Viviana, poi lo vedo fiero sulla sua bicicletta  da cross,
il primo acquisto con il suo bancomat, un suo regalo per noi, i bigliettini sparsi per casa con scritto TVB, i suoi disegni.....

E poi scendo alla mia fermata. Dieci minuti a piedi e sono arrivata.

L'amore, quante versioni, sfaccettature, di quanti dettagi è fatto e quante forme ha.
Ma quello per un figlio è davvero una cosa diversa, ineguagliabile.

Non c'è nulla di più grande.

Davvero.










domenica 18 novembre 2012

RELAX





Domenica di estremo, anzi E S T R E M O  relax e voglia di far niente.
Sarà che il raffreddore e la tosse mi hanno sbattacchiata per bene in questi ultimi giorni...

Dopo un'ennesima notte dormita a spicchi di mezz'ora, mi sono alzata alle 8.30.
Ho fatto colazione avviato la lavatrice, sistemata la cucina e preparato il pranzo e un bel budino.
Due chiacchiere con Lida, aerosol per la mia tosse, un paio di cruciverba per mettere in moto il cervello, sistemato i miei lavoretti di decoupage e poi a pranzo un bel piatto di cappelletti in brodo: una favola .

Poi relax del dopo pranzo : mi son gustata su Raisport1 una gara di pattinaggio su ghiaccio parigino dove ho visto una farfalla americana di nome Ashley Wagner volteggiare sulle note di una musica bellissima e giustamente, vincere. Una delizia. Ogni tanto in tv si vede ancora qualcosa di emozionante.

Poi un pò di ordine dove occorreva, sistemato i conti, dato un'occhiata alla mia casella di posta del lavoro che riprenderò domani. Certo, ho riempito tre fogli di appunti per organizzarmi domattina
perchè in ufficio dopo tre giorni di assenza avrò un gran da fare : certo alcune persone dovrebbero nascere fornite di un libretto di istruzioni, considerato che in certe cose non ci arrivano proprio, ma tant'è, il buon senso e la collaborazione sappiamo bene che sono doti non alla portata di tutti.

Farò del mio meglio certo, ma mi piacerebbe tanto mandare "al gabinetto" certi elementi e lasciarceli. Ho un cervello e lo uso, qualcuno dovrebbe fare altrettanto almeno muovere le dita ...ma certe menti sono limitate.

E poi di base il problema delle menti chiuse è che hanno sempre la bocca aperta.

Ma fa niente, ci penserò domani, i mutandoni di ghisa li ho a portata di mano, però che palle... è sempre guerra bianca.

Massimo sonnecchia sul nostro divano che secondo me ha nei cuscini un sonnifero, oggi non usciamo a fare due passi, proprio siamo in relax completo tv e divano, un pisolino al volo , un the con biscotti alle 17  e in un lampo è quasi ora di cena. Ceniamo e alle 20.00 quando parte il GP di F1 abbiamo già bevuto il caffè.
Finalmente una bella gara, piena di sorpassi, senza incidenti, su un circuito nuovo di pacca, molto bello , veloce e tecnico(Texas), dove Fernando è arrivato terzo forse ha ancora qualche speranza per vincere il mondiale, ma la vedo dura, anzi durissima. Comunque domenica prossima avremo il verdetto finale.

In sintesi una domenica molto tranquilla, dove avrei voluto chiamare  Martina , dipingere,  farmi una bella pulizia del viso e invece niente di tutto ciò.
Lo farò domani sera.

Forse.

Oggi ho cazzeggiato di brutto.

Ma ogni tanto ci sta.

mercoledì 14 novembre 2012

Brividi di freddo

Copertina e minestrina dice mia nipote, fanno miracoli. Mah, non so. E' venuto il medico ha scribacchiato un paio di ricette e se n'è andato raccomandandomi calduccio, mangiare freddo (ho le placche in gola) , bere tanta acqua e mangiare tanta frutta e verdura.

Fatto. Ma non mi sento molto meglio, anzi la testa mi pesa come un macigno. Mi spiace mi abbia dato solo questi tre giorni e lunedi già tornerò al lavoro. Mi ammalerò di nuovo : lì c'è gente a cui non manca solo un venerdi, ma interi week end. Mi tocca.

Oggi poi mi sento un pò triste, sarà la sindrome influenzale, però è una giornata dal sapore strano e poi sento tutto ovattato.
Sono rinco di brutto oggi. E sì che avevo in mente di scrivere un bel post, ma dalle dita non mi esce lo spitito giusto.Poi sono tutta un dolore, muovo la testa , la schiena, persino le mni fanno crock.....non voglio pensare alla vecchiaia, forse sono solo...CROCCANTE.

Ora metterò su un cd di Steven Slachs  e poi tra un brivido e l'altro spero di chiudere gli occhi e partorire un bel sogno.


venerdì 26 ottobre 2012

PENSIERI DAVANTI A UNA TAZZA DI CAFFELATTE




Che bel colore ha il mio caffelatte.


Due o tre biscotti secchi pucciati con gusto ti fanno apprezzare la dolcezza del momento.

Ogni tanto penso che son dentro la mia vita da spettatore, aspetto e vedo come va,
pensando a come muovermi per affrontare determinate situazioni. Ogni tanto mi sento
come un biscotto...

Ogni tanto mi domando se tutto quello che ho intorno ha un senso logico, perchè
succedono determinate situazioni e accadimenti,  ma non trovo le risposte o meglio
le trovo ma non arrivo a spiegarle pienamente, e abbandono i pensieri su questo
pentagramma che è la mia esistenza, dove l'amore suona le sue note e dove la
speranza pone le sue pause.

La consapevolezza di esserci, con i piedi per terra prende il sopravvento e quando
ogni mattina apro gli occhi, mi alzo e ringrazio anche se le mie labbra non emetteono
suoni, e dentro di me ogni  cosa pian piano va a posto.

Spero solo che il nuovo giorno porti buone nuove, azioni positive , consolazione speranza
e fiducia a chi e ha più bisogno.

Il passo di ET che ho appena sveglia pian pianino diventa normale, il gesto di accendere la radio
appena sveglia è la carezza di una compagnia che non mi abbandona per un'ora
almeno, il fatto di accendere il MacBoook e sbirciare dentro la vita di Ste e dei miei
amici, mi aiuta a fare pensieri positivi, il calendario in cucina mi ricorda che il
tempo passa e ho tante cose da fare.

I biglietti di Stefano appesi al muro di salutano e mi danno la speranza di rallegrarmi
per il nuovo giorno iniziato.

I gesti di tutte le mattine scandiscono il tempo che passa e passerà sul mio viso, nei
miei occhi, facendomi sbocciare nella testa pensieri e parole che inventeranno una
nuova giornata.

Fra poco alzerò il mio culone dalla sedia e affronterò questa nuova giornata, il
lavoro mi aspetta anche se avrò a che fare con alcune persone a cui non mancano solo
qualche venerdi, ma interi week end...

Ma fa niente, anche io ho i miei limiti non tutti visibili, alcuni li scopro nuovi, altri
mi rendo conto che dovrei capirli, risolverli, espanderli o spiegarmeli. Ma sono
sempre un pò in guerra con me.

E' forse questo cercare di CAPIRE ogni cosa di me, ogni mio atteggiamento o essere
che - dicono - fa di me " una persona buona "?

Ma cosa c'era nel caffelatte stamattina?










mercoledì 17 ottobre 2012

Ciao JF


http://www.youtube.com/watch?v=eSMg8PNsd-8&sns=fb



Ho perso un pezzo del puzzle.

Nel mezzo del cammin di questa vita oggi mi son trovata in una selva oscura, poichè un amico la vita avea smarrita.

Ti ho perso Junior.

Ti abbiamo perso tutti.

Ti abbiamo perso sia io che Massimo e Stefano.  Il tuo sorriso mi insegue tra le lacrime che velano il mio sguardo da stamattina.

Ho gli occhi gonfi dal pianto, ma non m'importa.

Ti abbiamo perso Junior e mi ha fatto male sentire la voce di tuo padre, stremata, avvilita, arrendersi alla triste realtà. Tuo padre ... un pezzo della nostra vita, trent'anni di scherzi di risate, di dispiaceri condivisi.

E oggi abbiam tutti perso le parole, le emozioni  si materializzavano dall'altro capo della cornetta.

Sarà perchè sono mamma e ho un figlio dall'altra parte del mondo, sarà perchè ho vissuto da specchio un pò della tua storia, sarà perchè ti ho visto crescere, sarà perchè sei così giovane Junior che ho un cuore spaccato e vorrei tanto poterlo aggiustare svegliandomi da un brutto sogno.

Non avere fretta di volare troppo in alto, se ce la fai manda una carezza a tuoi cari, io non sarò capace di consolarli.

Questa volta l'hai davvero fatta grossa Fiore.








martedì 9 ottobre 2012

I am tired

Non ne posso più di lavorare così.
Non ne posso più di lavorare male,
di avere sempre una scrivania piena di carte,
un pc lento che va a carbonella,
un programma in rete lentissimo,
un petulante dirimpettaio di scrivania che mi interrrompe
centomila volte al minuto.

NON NE POSSO PIU'

Tutti chiedono a Bianca, tutti  pretendono da Bianca
ma Bianca non è una macchina e va a massa e quindi non
può lavorare BENE come sa fare, non ha gli strumenti adatti
non ha la conoscenza di alcune situazioni
ha mille paletti davanti che non le permettono di poter operare come si deve.

Ma nonostante tutto Bianca ha ancora il senso del dovere
fa quel che può, come può per la conoscenza e il tempo che ha
e sa che non risolverebbe nulla dandosi malata, quindi incassa
sperando che prima o poi tutti i nodi vengano al pettine,
sperando di poter mollare tutto e tutti prima che la sfiducia
in questo futuro lavorativo prenda il sopravvento.

Però sono tanto stanca.

domenica 7 ottobre 2012

PROGETTI






Parliamo con Stefano dall'altra parte del mondo, domenica mattina ore 08.30, là siamo nel primo pomeriggio, è sorridente mentre si dondola sull'altalena nel giardino dell'ostello.

Ha una bella faccia il nostro ragazzo, è sereno, con tanti programmi e prospettive in tasca.
Con Laure è una storia importante, è LA storia e mentre si racconta Lei arriva dal lavora
lo abbraccia ci saluta e si scambiano sguardi e baci ogni momento; non si lasciano le mani
e si toccano con lo sguardo.

Vediamo tanto amore nei loro occhi ed è rassicurante, ci trasmettono tanta serenità.

L'ostello è pieno di ragazzi ce ne sono tantissimi italiani; ci viene a salutare Claudio arrivato
ieri da Genova, nel pomeriggio ne arriveranno altri che in mattinata avevano chiesto del
"Mec", quindi si deduce che siano del giro di amicizie italiane di Stefano oppure abbiano
frequentato l' Isituto d'arte di Monza, e lui non vede l'ora di incontrarli.


Questi nostri ragazzi, questa generazione di giovani che se ne vanno da questo paese sventrato , sporcato, umiliato, deriso, ladro, che ha deluso in tutti  i sensi specie chi aveva aspettative di lavoro,
di futuro....anche i nostri "avi" emigrarono in america con le valige di cartone in cerca di fortuna, ma
i tempi erano diversi, la gente era diversa, c'erano meno idoli materiali, meno soldi e si apprezzava di più il poco che si aveva.

Ma oggi questi ragazzi sono più svegli, se ne vanno perchè qui non hanno futuro e non sono tutti bamboccioni, hanno gli occhi più aperti dei nostri, più voglia di rischiare  perchè vogliono fermamente un futuro diverso, un futuro in cui noi non sappiamo più credere forse.

Io sono felice per mio figlio per i suoi programmi per le sue aspettative sono felice a vederlo così
determinato e spero davvero possa realizzarle insieme a Laure , nonostante sia così lontano,
ma come dice Gibran noi siamo l'arco e i figli le frecce.

Che la mia freccia faccia centro nel suo futuro.





martedì 2 ottobre 2012

PENSIERI DELLE 6.30 DEL MATTINO

Le mani scorrono sulla tastiera, sono collegate al cervello ma non è semplice trovare le giuste parole che esprimono la gestualità. le espressioni del viso, il tono della voce, il colore delle sensazioni  che voglio comunicare. Ma ci provo ogni volta che ho l'elettricità nelle dita.

Ci sono giorni in cui mi sembra di essere un pò sbiadita, faccio fatica a capire le mie emozioni le mie sensazioni, mi sembra di nuotare in un laghetto di confusione, di pensieri e parole da ordinare,

Stamattina mi sono alzata e infilata sotto la doccia, dopo una notte dormita 7 ore piene, fatta di sogni strani e complicati; ho i capelli come Goku, in piedi a punta e mi faccio una bella risata.

Comincia un'altra giornata piena. Non ho mai giornate "tranquille" ho un ritmo veloce che purtroppo non mi fa dimagrire. Dovrei perdere peso, dovrei prendere le cose con più filosofia, dovrei dire qualche preghierina in più, cercare di stare meglio con me. Insomma ci sono giorni che non mi impegno abbastanza e sono in lotta con me.

Ci sono giorni in cui mi pongo domande nuove e mi aspetto risposte che a volte non arivano.

Ma sono viva con tutti i miei grandi difetti, con i miei piccoli pregi, con le mie sconclusionate reazioni,  e i miei desideri e aspettative da realizzare o cancellare.

Il lavoro mi succhia parecchia energia, arrivo a sera che sono scarica come una pila, mi pesa fare tante piccole cose, vorrei arrivare a casa e non fare nulla, assaporando il silenzio e la pace delle mie quattro mura.

Devo scalare le marce di questa vita, devo salire la rampa in seconda con più accelerazione tenendo vivo il motore, sensa farlo soffrire.

La mie benzina è l'amore e fortunatamente ho sempre il serbatoio pieno raso.

Pensieri delle 6.30 del mattino. Coraggio Bianca, affronta questo secondo giorno di ottobre con
un sorriso senza pesarti sulla bilancia e con pensieri positivi.

Sabato mattina presto ho un appuntamente con un'amica che non vedo da molto tempo . Mi vuole molto bene e ha il potere di stimolare e far parlare le mie dita con la sua dolcezza.

Sarà perchè ci somigliamo un pò? Siamo sclerotiche entrambe o siamo due nuvole che viaggiano insieme nel cielo di questo arcobaleno di vita?

Ai posteri l'ardua sentenza.

sabato 8 settembre 2012

SFOGLIARE I RICORDI





Oggi ho sistemato finalmente vecchie foto e documenti vari. Mi è capitato tra le mani un vecchio giornalino della Regione Giocosport 1983 e gli attestati di partecipazione ai tornei di karate organizzati quell'anno e nel 1984. Quanti ricordi...Ho trovato poi un vecchio miniraccoglitore di fotografie con dentro i biglietti dei concerti visti e le partite a S. Siro. Mi ricordo che la prima fu un Milan Real Madrid a fine anni 80 , 2° anello blu con Franco Nicoletta e Massimo. Appena iniziò la partita domandai " Ma e la telecronaca non la fa nessuno? " Biglietti, ricordi..Milan Barcellona gradinata rossa 7/12/1989, Milan Bayern 4/4/1990 gradinata rossa, Milan Verona 7/2/1990 gradinata rossa, Milan Casino Salisburgo 2° anello blu 28/9/1994, Milan rsenal 8/2/1995 2° anello blu, più tutte le tessere stadio 2° anello blu, gli anni d'oro del trio olandese, i tempi del vecchio Milan Club, la foto con Franco Baresi ed il suo libro autografato e quella di Stefano con Chicco Evani, un paio di biglietti di Partite del cuore Magistrati/cantanti 23/10/94 e 2/6/95. Tempo che passa. Concerti , musica serate con l'accendino che ti ustiona le dita.... Zucchero 18/9/1989, Bennato (il 2° concerto in primis a S. Siro con Mitzi - settembre credo 1989- Renato Zero 22/6/1999- 30/4/2002, 29/5/2004 - Eros 24/11/96 , Venditti, Ruggeri, Gatto Panceri, i Pooh, Ligabue, Baglioni, Vasco, MICHAEL JACKSON 7/7/ 1992 e altri ancora. E poi biglietti di mostre e spettacoli... I dieci Comandamenti, Benigni, la mostra di Paul Gauguin a Ferrara 2/7/1995, Pinocchio 14/3/2003, Grease.... Ho goduto di buona musica, ho goduto di bel gioco, mi sono divertita. E mi sono divertita a ricordare in questo sabato pomeriggio di come il tempo passa veloce e di quanto/cosa ho incamerato di tutto ciò. Mi fanno riflettere le vecchio foto, i bigliettini di buona giornata di Massimo e Stefano mi fanno scendere la lacrimuccia e penso che stasera vedrò nuovamente Gatto in concerto e la sua canzone che recita "..tienimi con te in una foto dove vuoi nelle tasche dei tuoi jeans nell'aria dei respiri tuoi in fondo agli occhi la notte di giorno sempre un poi mente......." mi fa pensare che questi ricordi sono come un anello al dito come dice lui. Sono viva, e tutte queste cose hanno un posto fuori e dentro di me.



lunedì 27 agosto 2012

CREATIVITA' IN CUCINA

In questi 13 giorni lontana dal lavoro ho dedicato poco tempo al decoupage, mi sono dilettata invece ad un lavoro manuale che avevo in testa da tempo. Avevo una scatola da scarpe piena di turaccioli di sughero e due tavolette di legno di uguale misura. Quando si porta in tavola una teglia di lasagne appena uscita dal forno, ovviamente scotta e il sottopentola d'uso in cucina di solito ha al massimo il formato di una piastrella 20x20cm. Per cominciare ho fatto una grossa treccia con dello spago robusto,l'ho unita facendo sporgere i due manici di presa ai lati fra le due assine, con dello scotch da pacco l'ho poi ben fissata e poi ai quattro lati ho fissato delle viti per tenerle unite. Ho poi classificato i turaccioli per misura e ho coperto il piano d'appoggio,unendoli con della colla a caldo fra loro e applicandola sul fondo degli stessi. Ho poi tagliato in misura altri turaccioli applicandoli sui quattro lati, ricoprendo il perimetro del sottopentola e ho dato una mano abbondante di colla sul tutto.
A lavoro asciutto ho passato il sottopentola con due mani di vernice lucida all'acqua. Et voilà, ecco un originale sottopentola che regalerò a Fiorenzo.
Mi piace molto!!

sabato 21 luglio 2012

Lettera di Tancredi al PADRE

Il primo pomeriggio di quel 23 maggio studiavo a casa dei miei genitori, preparavo l’esame di diritto commerciale, ero esattamente allo “zenit” del mio percorso universitario. Mio padre era andato, da solo e a piedi, eludendo come solo lui sapeva fare i ragazzi della scorta, dal barbiere Paolo Biondo, nella via Zandonai, dove nel bel mezzo del “taglio” fu raggiunto dalla telefonata di un collega che gli comunicava dell’attentato a Giovanni Falcone lungo l’autostrada Palermo-Punta Raisi. Ricordo bene che mio padre, ancora con tracce di schiuma da barba sul viso, avendo dimenticato le chiavi di casa bussò alla porta mentre io ero già pietrificato innanzi la televisione che in diretta trasmetteva le prime notizie sull’accaduto. Aprii la porta ad un uomo sconvolto, non ebbi il coraggio di chiedergli nulla né lui proferì parola. Si cambiò e raccomandandomi di non allontanarmi da casa si precipitò, non ricordo se accompagnato da qualcuno o guidando lui stesso la macchina di servizio, nell’ospedale dove prima Giovanni Falcone, poi Francesca Morvillo, gli sarebbero spirati tra le braccia. Quel giorno per me e per tutta la mia famiglia segnò un momento di non ritorno. Era l’inizio della fine di nostro padre che poco a poco, giorno dopo giorno, fino a quel tragico 19 luglio, salvo rari momenti, non sarebbe stato più lo stesso, quell’uomo dissacrante e sempre pronto a non prendersi sul serio che tutti conoscevamo. Ho iniziato a piangere la morte di mio padre con lui accanto mentre vegliavamo la salma di Falcone nella camera ardente allestita all’interno del Palazzo di Giustizia. Non potrò mai dimenticare che quel giorno piangevo la scomparsa di un collega ed amico fraterno di mio padre ma in realtà è come se con largo anticipo stessi già piangendo la sua.Dal 23 maggio al 19 luglio divennero assai ricorrenti i sogni di attentati e scene di guerra nella mia città ma la mattina rimuovevo tutto, come se questi incubi non mi riguardassero e soprattutto non riguardassero mio padre, che invece nel mio subconscio era la vittima. Dopo la strage di Capaci, eccetto che nei giorni immediatamente successivi, proseguii i miei studi, sostenendo gli esami di diritto commerciale, scienze delle finanze, diritto tributario e diritto privato dell’economia. In mio padre avvertivo un graduale distacco, lo stesso che avrebbero percepito le mie sorelle, ma lo attribuivo (e giustificavo) al carico di lavoro e di preoccupazioni che lo assalivano in quei giorni. Solo dopo la sua morte seppi da padre Cesare Rattoballi che era un distacco voluto, calcolato, perché gradualmente, e quindi senza particolari traumi, noi figli ci abituassimo alla sua assenza e ci trovassimo un giorno in qualche modo “preparati” qualora a lui fosse toccato lo stesso destino dell’amico e collega Giovanni. La mattina del 19 luglio, complice il fatto che si trattava di una domenica ed ero oramai libero da impegni universitari, mi alzai abbastanza tardi, perlomeno rispetto all’orario in cui solitamente si alzava mio padre che amava dire che si alzava ogni giorno (compresa la domenica) alle 5 del mattino per “fottere” il mondo con due ore di anticipo. In quei giorni di luglio erano nostri ospiti, come d’altra parte ogni estate, dei nostri zii con la loro unica figlia, Silvia, ed era proprio con lei che mio padre di buon mattino ci aveva anticipati nel recarsi a Villagrazia di Carini dove si trova la residenza estiva dei miei nonni materni e dove, nella villa accanto alla nostra, ci aveva invitati a pranzo il professore “Pippo” Tricoli, titolare della cattedra di Storia contemporanea dell’Università di Palermo e storico esponente dell’Msi siciliano, un uomo di grande spessore culturale ed umano con la cui famiglia condividevamo ogni anno spensierate stagioni estive. Mio padre, in verità, tentò di scuotermi dalla mia “loffia” domenicale tradendo un certo desiderio di “fare strada” insieme, ma non ci riuscì. L’avremmo raggiunto successivamente insieme agli zii ed a mia madre. Mia sorella Lucia sarebbe stata impegnata tutto il giorno a ripassare una materia universitaria di cui avrebbe dovuto sostenere il relativo esame il giorno successivo (cosa che fece!) a casa di una sua collega, mentre Fiammetta, come è noto, era in Thailandia con amici di famiglia e sarebbe rientrata in Italia solo tre giorni dopo la morte di suo padre.Non era la prima estate che, per ragioni di sicurezza, rinunciavamo alle vacanze al mare; ve ne erano state altre come quella dell’85, quando dopo gli assassini di Montana e Cassarà eravamo stati “deportati” all’Asinara, o quella dell’anno precedente, nel corso della quale mio padre era stato destinatario di pesanti minacce di morte da parte di talune famiglie mafiose del trapanese. Ma quella era un’estate particolare, rispetto alle precedenti mio padre ci disse che non era più nelle condizioni di sottrarsi all’apparato di sicurezza cui, soprattutto dolo la morte di Falcone, lo avevano sottoposto, e di riflesso non avrebbe potuto garantire a noi figli ed a mia madre quella libertà di movimento che negli anni precedenti era riuscito ad assicurarci. Così quell’estate la villa dei nonni materni, nella quale avevamo trascorso sin dalla nostra nascita forse i momenti più belli e spensierati, era rimasta chiusa. Troppo “esposta” per la sua adiacenza all’autostrada per rendere possibile un’adeguata protezione di chi vi dimorava. Ricordo una bellissima giornata, quando arrivai mio padre si era appena allontanato con la barchetta di un suo amico per quello che sarebbe stato l’ultimo bagno nel “suo” mare e non posso dimenticare i ragazzi della sua scorta, gli stessi di via D’Amelio, sulla spiaggia a seguire mio padre con lo sguardo e a godersi quel sole e quel mare.Anche il pranzo in casa Tricoli fu un momento piacevole per tutti, era un tipico pranzo palermitano a base di panelle, crocché, arancine e quanto di più pesante la cucina siciliana possa contemplare, insomma per stomaci forti. Ricordo che in Tv vi erano le immagini del Tour de France ma mio padre, sebbene fosse un grande appassionato di ciclismo, dopo il pranzo, nel corso del quale non si era risparmiato nel “tenere comizio” come suo solito, decise di appisolarsi in una camera della nostra villa. In realtà non dormì nemmeno un minuto, trovammo sul portacenere accanto al letto un cumulo di cicche di sigarette che lasciava poco spazio all’immaginazione. Dopo quello che fu tutto fuorché un riposo pomeridiano mio padre raccolse i suoi effetti, compreso il costume da bagno (restituitoci ancora bagnato dopo l’eccidio) e l’agenda rossa della quale tanto si sarebbe parlato negli anni successivi, e dopo avere salutato tutti si diresse verso la sua macchina parcheggiata sul piazzale limitrofo le ville insieme a quelle della scorta. Mia madre lo salutò sull’uscio della villa del professore Tricoli, io l’accompagnai portandogli la borsa sino alla macchina, sapevo che aveva l’appuntamento con mia nonna per portarla dal cardiologo per cui non ebbi bisogno di chiedergli nulla. Mi sorrise, gli sorrisi, sicuri entrambi che di lì a poche ore ci saremmo ritrovati a casa a Palermo con gli zii.Ho realizzato che mio padre non c’era più mentre quel pomeriggio giocavo a ping pong e vidi passarmi accanto il volto funereo di mia cugina Silvia, aveva appena appreso dell’attentato dalla radio. Non so perché ma prima di decidere il da farsi io e mia madre ci preoccupammo di chiudere la villa. Quindi, mentre affidavo mia madre ai miei zii ed ai Tricoli, sono salito sulla moto di un amico d’infanzia che villeggia lì vicino ed a grande velocità ci recammo in via D’Amelio. Non vidi mio padre, o meglio i suoi “resti”, perché quando giunsi in via D’Amelio fui riconosciuto dall’allora presidente della Corte d’Appello, il dottor Carmelo Conti, che volle condurmi presso il centro di Medicina legale dove poco dopo fui raggiunto da mia madre e dalla mia nonna paterna. Seppi successivamente che mia sorella Lucia non solo volle vedere ciò che era rimasto di mio padre, ma lo volle anche ricomporre e vestire all’interno della camera mortuaria. Mia sorella Lucia, la stessa che poche ore dopo la morte del padre avrebbe sostenuto un esame universitario lasciando incredula la commissione, ci riferì che nostro padre è morto sorridendo, sotto i suoi baffi affumicati dalla fuliggine dell’esplosione ha intravisto il suo solito ghigno, il suo sorriso di sempre; a differenza di quello che si può pensare mia sorella ha tratto una grande forza da quell’ultima immagine del padre, è come se si fossero voluti salutare un’ultima volta. La mia vita, come d’altra parte quella delle mie sorelle e di mia madre, è certamente cambiata dopo quel 19 luglio, siamo cresciuti tutti molto in fretta ed abbiamo capito, da subito, che dovevamo sottrarci senza “se” e senza “ma” a qualsivoglia sollecitazione ci pervenisse dal mondo esterno e da quello mediatico in particolare. Sapevamo che mio padre non avrebbe gradito che noi ci trasformassimo in “familiari superstiti di una vittima della mafia”, che noi vivessimo come figli o moglie di …..desiderava che noi proseguissimo i nostri studi, ci realizzassimo nel lavoro e nella vita, e gli dessimo quei nipoti che lui tanto desiderava. A me in particolare mi chiedeva “Paolino” sin da quando avevo le prime fidanzate, non oso immaginare la sua gioia se fosse stato con noi il 20 dicembre 2007, quando è nato Paolo Borsellino, il suo primo e, per il momento, unico nipote maschio. Oggi vorrei dire a mio padre che la nostra vita è sì cambiata dopo che ci ha lasciati ma non nel senso che lui temeva: siamo rimasti gli stessi che eravamo e che lui ben conosceva, abbiamo percorso le nostre strade senza “farci largo” con il nostro cognome, divenuto “pesante” in tutti i sensi, abbiamo costruito le nostre famiglie cui sono rivolte la maggior parte delle nostre attenzioni come lui ci ha insegnato, non ci siamo “montati la testa”, rischio purtroppo ricorrente quando si ha la fortuna e l’onore di avere un padre come lui, insomma siamo rimasti con i piedi per terra. E vorrei anche dirgli che la mamma dopo essere stata il suo principale sostegno è stata in questi lunghi anni la nostra forza, senza di lei tutto sarebbe stato più difficile e molto probabilmente nessuno di noi tre ce l’avrebbe fatta. Mi piace pensare che oggi sono quello che sono, ossia un dirigente di polizia appassionato del suo lavoro che nel suo piccolo serve lo Stato ed i propri concittadini come, in una dimensione ben più grande ed importante, faceva suo padre, indipendentemente dall’evento drammatico che mi sono trovato a vivere.D’altra parte è certo quello che non sarei mai voluto diventare dopo la morte di mio padre, una persona che in un modo o nell’altro avrebbe “sfruttato” questo rapporto di sangue, avrebbe “cavalcato” l’evento traendone vantaggi personali non dovuti, avrebbe ricoperto cariche o assunto incarichi in quanto figlio di …. o perché di cognome fa Borsellino. A tal proposito ho ben presente l’insegnamento di mio padre, per il quale nulla si doveva chiedere che non fosse già dovuto o che non si potesse ottenere con le sole proprie forze. Diceva mio padre che chiedere un favore o una raccomandazione significa mettersi nelle condizioni di dovere essere debitore nei riguardi di chi elargisce il favore o la raccomandazione, quindi non essere più liberi ma condizionati, sotto il ricatto, fino a quando non si restituisce il favore o la raccomandazione ricevuta. Ai miei figli, ancora troppo piccoli perché possa iniziare a parlargli del nonno, vorrei farglielo conoscere proprio tramite i suoi insegnamenti, raccontandogli piccoli ma significativi episodi tramite i quali trasmettergli i valori portanti della sua vita. Caro papà, ogni sera prima di addormentarci ti ringraziamo per il dono più grande, il modo in cui ci hai insegnato a vivere. +++++++++++++++++++++++++++ Voglio condividere con i lettori del mio blog questa lettera trovata in rete, l'emozione, il ricordo, l'insegnamento la dolcezza e l'amore che mi arrivano da queste parole, Non è mai morto chi vive nel ricordo di chi l'ha amato. *

venerdì 29 giugno 2012

" Ho un anno di più....e qualcosa in meno...."

:-)
E' tanto che non scrivo. Oltre un mese. Mi è mancato non mettere nero su bianco le mie emozioni, i miei pensieri; potrei dire che non ho avuto tempo. Invece no. Mi sono scaricata, come una pila, senza energia, senza estro, presa da altri avvenimenti, sensazioni, gioie, delusioni. La mente altrove. Ma dov'è altrove? Scrivere dev'essere un piacere, devo avere qualcosa da dire e quando sono in bianco e nero sono una rogna, quindi mi lascio stare. Ieri ho compiuto gli anni. Stamattina mi son guardata allo specchio analizzando il mio fisico; mi son messa a saltare davanti allo specchio solo per la scemenza di vedermi ballare e tremolare come una gelatina. Ho qualche ruga sul viso, tenue ma c'è. Ma dentro sono sempre io. Ma come dice il saggio l'essenziale è spesso invisibile all'occhio umano. Fa caldo, il lavoro assorbe tantae energie, mille cose da fare anche a casa, dormo ma non riposo, ho tanti pensieri, prego, per me per i miei cari, perchè vada tutto bene, ma sento che sto cambiando sia io che la mia vita intorno. Forse sto invecchiando? E' anche tanto che non metto mano al mio hobby ma ho ripreso a leggere, Paola mi ha passato una pila di libri e mi fa bene lasciar scorrere le parole e immaginare le scene; divoro le pagine velocemente, poi le rileggo con calma, le assaporo. Ma mi sento monca, mi manca una spinta di allegria, di contentezza. NOn dico felicità perchè la felicità è troppo evanescente dura il tempo di un'aspirina che si scioglie nel bicchiere. Aspetto che succeda qualcosa di bello. Ne ho bisogno . Ma non dovrei sognare troppo ad occhi aperti, avere troppe aspettative. Ma c'è una parte di me che non reggo e faccio fatica a gestire e non è solo il fatto che manca Ste. Il lavoro mi esaurisce, do sempre troppo, spendo tanto tempo ed energie , ma non trovo più gli stimoli giusti, le persone mi hanno delusa fortemente, mi hanno spento le idee, ingabbiato le capacità, nascosto i meriti, mi sono anche fatta ferire. Non ho più voglia di lottare in questo settore, altri hanno la "cattiveria"emergente per viverlo meglio di me. Ma grazie al cielo nella scala dei miei valori non viene al primo posto, benchè purtroppo e nonostante tutto riesca a svolgerlo sempre con dedizione. Bene, un anno di più dovrebbe anche lasciar presagire un po più di saggezza e maturità, quindi da oggi si rimettono le marce giuste e si esce da questo limbo triste che, tutto sommato non mi appartiene. Quindi Bianca, datti una bella pettinata, gambe in spalla e via. E il prossimo post avrà un tono diverso.

venerdì 25 maggio 2012

UNA TRIBU' CHE (S)BALLA

Stanotte mi son svegliata alle 04.00 attraversata da una sgradevole sensazione. Abito al 4° piano e se il terremoto arriva anche qui in modo pesante, son dolori. Penso alla gente nelle tende, in una terra poco distante sfregiata dagli eventi distruttivi del sisma. Domenica mattina ho preparato la borsa dell'Esselunga vicino alla porta, con dentro due copertine, un litro di latte una bottiglia d'acqua e un cambio per me e Massimo. Ho pensato a zia Lucia che dopo il terremoto del Friuli aveva fatto lo stesso a Udine. Spero di doverla svuotare presto e cancellare le preoccupazioni, ma non si sa mai. Max ha portato la nonna Dolly a casa a S. Agostino per fare provvista delle sue cose..un paese transennato e privo della solita gioiosità emiliana; Teresa, i mie colleghi e parenti bolognesi, gli amici in rete...tutti hanno paura. Io l'altra notte sono stata svegliata dalle grandi ante scorrevoli dell'armadio in camera da letto che sbattevano e il letto che si muoveva. Tutti abbiamo paura. Non mi piace ballare in questo modo. Padre Eterno te lo dico tutte le mattine e tutte le sere " per favore, spegni sta musica che non ci piace".

sabato 19 maggio 2012

19 maggio 2012 - Brindisi

Ascolto le parole di Guido Meda mentre commenta le qualifiche di moto GP1 e rivolge un commosso pensiero a quel che è successo stamane a Brindisi.

Rifletto. Come mamma mi si stringe il cuore a pensare a quelle famiglie, a quelle vite strappate a quei destini dei ragazzi coinvolti, che non riusciranno più ad avere la spensieratezza che avevano ieri.

E' una sensazione di smarrimento, di paura, di impotenza. Un'altra strage scritta sul libro della storia d'Italia. Un'altro delitto che resterà impunito.

Poi squilla il telefono e la voce di Stefano ci parla. Il nostro pezzo di vita, il pezzo del nostro puzzle, per qualche minuto si aggancia e completa il quadro . L'amarezza si sente anche se dall'altra parte del mondo, anche lui è stato studente, anche lui ha avuto 16 anni...

Una scuola con nome Falcone Morvillo, in giorni in cui la polizia fa retate, in un'area particolarmente ammaffionata.

Ma io mi domando se questa gente che mette le bombe un cuore ce l'ha, se ha famiglia....perchè colpire in questo modo? Perchè questo cancro di cattiveria/potere o mafia che sia non si riesce a debellarlo?

Non amo la politica, penso che la nostra casta a Roma e dintorni sia una piaga indelebile, mi fanno tutti ribrezzo ma la guerra civile incombe se continua così, sempre che si abbia il coraggio di voltare pagina e scriverne una nuova usando la parola PACE, seguita da quella FRATELLANZA.

Ma forse han buttato via i vocabolari.

Ho una grande tristezza dentro, spengo la TV e recito una preghiera, sperando possa servire a
lenire un pò il dolore.




sabato 12 maggio 2012

Auguri Mamma




"      Un bimbo che stava per nascere si rivolse al Signore:
«Mi dicono che domani mi farai scendere sulla terra. Come potrò vivere così piccolo e indifeso?».
«Fra tanti angeli ne ho scelto uno per te. Lui ti proteggerà. – rispose
Dio. E continuò: Il tuo angelo canterà per te parole dolci e tenere,
con infinita pazienza e tenerezza ti insegnerà a parlare».
Ma il bambino chiese con apprensione: «Come potrò parlare ancora con te?».
«Il tuo angelo unirà le tue manine e ti insegnerà a pregare». Rispose Dio con dolcezza infinita.
«Ho sentito dire che la terra è abitata da uomini cattivi… Chi mi difenderà?». Chiese il bimbo preoccupato.
Dio, guardandolo con tenerezza gli rispose: «Il tuo angelo ti difenderà a costo della propria vita».
«Ma il mio cuore sarà sempre triste, Signore, perché non ti vedrò più!». Disse il bimbo con molta tristezza…
«Il tuo angelo ti parlerà di me e ti indicherà il cammino per ritornare
alla mia presenza; sappi, però, che io sarò ogni istante accanto a te!».
In quel momento si diffusero delle voci e dei rumori ed il bambino angosciato gridò a gran voce:
«Signore, sto scendendo verso la terra! Dimmi ancora una cosa: qual è il nome del mio angelo?!?».
E Dio sorridendo rispose: «Il nome non importa, tu lo chiamerai…Mamma!».  "





Che dire? Ho trovato questo scritto in rete e mi sono commossa. Succede.
Oggi alle 19 ora italiana dall'altra parte del mondo 6 ore avanti era già domani e Stefano chiudeva la chiamata facendomi gli auguri per domani.


Avrei proprio bisogno di un abbraccio della mia di mamma...stasera mi addormenterò con questo desiderio, chissà che non si avveri.

sabato 5 maggio 2012

BOLLINO BLU, REVISIONE O ROTTAMAZIONE?



Sabato mattina. Mi son svegliata tutta incriccata, piena di dolori. Ultimamente non dormo bene e quel che è peggio quando mi alzo dal letto e mi metto in verticae ho le ossa che scricchiolano, però ingrano le marce e inizio questa giornata ad occhi aperti.

Il peso degli anni si fa sentire anche così. Eppure non sono ancora da rottamare, comunque mi alzo e cammino dondolando finchè poi l'assetto base si ripristina normalmente.

Quando si avvicina la data in cui bisogna revisionare macchina o moto, la casella postale è piena di pubblicità e di inviti da parte di officine specializzate, ma per il nostro corpo non arriva nessun avviso di fare tagliandi. Fra poco più di un mese spegnerò la 54esima candelina. Di solito quando ci penso mi guardo la mano sinistra e mi domando a che punto della linea della vita sono arrivata : è lunga e si biforca un paio di centimetri prima del primo bracciale del polso. Lo so che son discorsi strani di prima mattina poi, ma a volte è un gesto che non posso frenare e un pensiero che ha messo radici da quache tempo in qualche parte di me e ogni tanto, si affaccia e dice " son qui".

Non voglio vivere cent'anni, voglio solo stare bene . Ma ho talmente tante cose che vorrei e devo fare.

La radio sta trasmettendo una vecchia canzone di Eugenio Finardi che dice " extraterrestre portami via, voglio una stella che sia tutta mia.."; io le mie stelle  le ho già, brillano forte nella mia vita, una è qui  dall'altra parte del mondo è l'altra che attendo di vedere  forse tra poche ore o domani.
Questa è l'attesa più bella. Il tempo. Il valore di un istante. Flash di un sorriso, di carezze, di lacrime di gioia, di abbracci. Momenti indelebili che riaffiorano galleggiando nella memoria.
Si, ho tante cose ancora da fare,  ora la più importante è farmi una bella doccia e darmi una mossa.

martedì 1 maggio 2012

SOGNO O SON DESTA?

Ogni tanto lo sognavo.


Si trovava sempre sullo sfondo della scena, non parlava e stava in piedi osservando quanto aveva davanti agli occhi tenendo le mani raccolte dietro la schiena: la sua solita postura quando guardava qualcosa con attenzione.

Mio padre entrava nel sogno di soppiatto, in silenzio e si metteva lì, da spettatore ed io mi risvegliavo sempre con quella sensazione di incompiuto, di qualcosa che c'era da fare e non era stato fatto, con il solito amaro in bocca, che nemmeno il dentifricio più potente riusciva a mandare via.

Avrei voluto dirgli tante cose, chiedergli come stava, dov'era davvero, accarezzarlo, ma i pochi attimi prima del risveglio in cui lo vedevo nel sogno, non mi davano tempo e spazio per agire, per comporre azioni o pensieri.

Dov'era, come stava ? Aveva incontrato la mamma, aveva perdonato?

Chissà...quante domande galleggiavano nella realtà dell'esser desta.

Anche quella mattina mi alzai più scombussolata del solito; mentre aprivo l'armadio per prendere i jeans i miei occhi si spensero sulla luce del giorno. Lontano sentivo delle voci che cercavo di focalizzare mentre cercavo di aprire gli occhi. Una mano ruvida mi accarezzò il viso e aprii gli occhi.

" Ciao, che ci fai qui?" mi domandò la sua voce. Avevo davanti il suo viso e sentivo forte l'odore del suo dopobarba. Non riuscivo a proferir parola. Certamente stavo sognando di nuovo.

"Ciao Papi" dissi stropicciandomi gli occhi e lo guardai : era bellissimo. Lo toccai e lui mi sorrise.

"Tranquilla, va tutto bene. Cerca di non pensare, non tormentarti per quel che non hai avuto tempo di dire o fare. Il tuo cuore è un libro aperto e qui abbiamo letto tutto : porta avanti la tua vita come sai, serenamente".

Ci abbracciammo forte e chiusi gli occhi pieni di lacrime e quando li riaprii avevo davanti a me la radiosveglia che segnava le 06.34, il solito orario del risveglio, quello di quella mattina.

Cos'era successo, com'era possibile? Avevo forse attraversato il tempo, oppure la nostalgia mi aveva proiettato attraverso, spinta dai sogni notturni ricorrenti ?

Forse avevo trovato delle risposte, ma avevo perso le tante domande...oppure la vita me le aveva cambiate senza dirmi nulla?



venerdì 20 aprile 2012

LA MUSICA CHE GIRA INTORNO



Musica.
Sinfonia di note che rallegrano la vita, suoni che coccolano alcuni ricordi, parole che ti fanno piangere o cantare a squarciagola.
Abbiamo tutti una o più canzoni del cuore, legate ad un ricordo, ad un'immagine passata, ad un momento particolare vissuto.
Stanotte ho sognato che cantavo mentre lavavo i piatti, cosa che faccio di rado nella realtà anche se in cucina quando sono a casa, la radio è sempre accesa (su R101).

MI piacerebbe tanto saper ballare come fanno in televisione, so qualche passo di salsa quasi per caso, nonostante un breve corso di tre mesi insieme a Massimo  un paio di anni fa; è stato divertente anche se la musica latino americana, la conosco poco, ma quando vedo ballare alla tele i professionisti quelli che si muovono come si deve, ragazzi, mi verrebbe da applaudire e provo una grande stima verso di loro.

Musica da ballare, da ascoltare....alle superiori quando si bigiava e si andava al Parco Lambro quei pezzi di vita erano accompagnati dal suono di una chitarra (so solo fare gli accordi della canzone del sole), poi si passò a quelli dei lenti stracciamutande, quando ballare il lento era la scusa per stare abbracciati e baciarsi nella sala con luci soffuse.

La musica della spiaggia mentre si prende il sole, quella che si canticchia mentre il cruciverba prende forma ad ogni casella nera composta;  note che mi accompagnano al lavoro la mattina, che alleggeriscono l'inizio di giornata, quelle che canto il sabato mattina mentre faccio i mestieri o quelle che  accompagno cantandoci sopra mentre stiro; quando è così sento che sto "ricamando"alcuni  momenti di vita con allegria.

Quante arie che rammento, quanti "the best voice" ho visto in concerto.....La musica che gira intorno come dice Fossati, quella che ti illumina, che ti fotografa, quella  per le mie orecchie, che spazza via
pensieri pesanti e che rallegra la mia quotidianità.

Note, messe una vicina all'altra con maestrìa e sapienza, insieme a parole che raccontano la vita di qualcuno e nella quale a volte ognuno di noi si rispecchia un pò.

Musica nelle pubblicità che spara la tv, spesso storpiata, spesso abusata, che ti illude, ma poi ti conquista perchè canticchi il motivetto spesso stupido.

Paole e note, condimento di istanti vissuti, ricordati, stampati nella memoria...musica che fa riflettere...

Rammento un concerto di Ligabue a San Siro qualche anno fa (scrissi anche un post in merito)
tornai a casa emozionata, con le immagini di Buonanotte all'Italia impresse negli occhi, le parole incise nella mente, come piccole ferite......come questo nostro stivale davvero ferito e sanguinante.
Ogni volta che riascolto questa canzone, dimentico chi la canta e rammento le immagini di una storia passata, quasi dimenticata, ma che grazie alla musica riaffiora, viene a salutarmi e mi dice " son qui, questa canzone mi rende eterna".

Tanto tempo fa scrivevo poesie, le ho ancora da qualche parte, un centinaio di fogli ingialliti che dovrei rispolverare e rileggere per rivivere le emozioni di allora. Ma forse mi farebbe un pò male visto il tanto tempo passato...

Anche adesso la radio canta Alta Marea di Venditti, e il sax mi fa pensare a Stefano, che "buffa"
nel suo strumento, che stamattina ha scritto un nuovo post sul suo blog, che ho letto e riletto almeno una decina di volte, perchè me le devo ricordare le sue parole serene: saranno la musica speciale che miaccompagna oggi in questa giornata, in questo venerdi uggioso, dove devo alzarmi e dire al mio cuore e alle mie gambe " ma vai a lavorare muoviti!" e non vorrei farlo.

Ma devo.





mercoledì 11 aprile 2012

47 PAROLE : ENERGIA




"....... inutile ribadire quanto mi ritenga fortunato ad avere mamma e te come genitori. Siete spesso nelle mie giornate e, come gia vi ho scritto, siete il riflesso di tutto ciò che faccio poichè costruisco la mia vita qui sulla base di quello che VOI mi avete insegnato."

Stampate quste parole su un biglietto nascosto nel portafoglio , rileggerle spesso, perchè scritte dall'altra parte del mondo, hanno un altro senso, fa stare bene, dà la forza di un leone. 

Questo è un amore speciale, il più grande di tutti, un tesoro incommensurabile, una vitamina incredibile.

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martedì 10 aprile 2012

INNAMORATEVI, che fa bene!

http://www.youtube.com/watch?v=AuHOxwO4xKg

CAMPAGNA

 
Ascolto i rumori della natura in questa mattina dove il cielo è plumbeo e dove una leggera pioggerellina, bagna la campagna.

Siamo da Teresa. I rumori e i suoni della campagna mi accompagnano passeggiando tra l’erba bagnata con le mie tennis bianche e azzurre.

Raissa è sdraiata al coperto nel pollaio e mi guarda  agitando la coda, mentre Scooby il cagnolino che ha preso il posto di Teo, mi cammina trotterellando a fianco.

Il rumore delle fronde che si muovono al tocco del vento, la brezza  mattutina e una radio lontana che canta…spazia il mio sguardo nel verde che ho intorno.
Vedo passare lontano il trenino locale,
quattro vagoni dipinti tricolore, una macchia verde bianco rossa, nel verde multicolore della campagna.

Fra un po’ le bimbe si sveglieranno e la casa, tutto si animerà con le loro risa e i loro giochi.
E’ il giorno di Pasqua, il giorno del pranzo importante, c’è da fare in cucina.

La campagna ferrarese ormai fa un po’ parte di me, è un posto a cui sono molto legata, il posto natìo di Massimo, un pezzo di vita importante.

Sento chiamare il mio nome, mi rimbocco le maniche : vado a fare gli gnocchi.  

 

:-)

lunedì 2 aprile 2012

GRAZIE A VOI




Questo blog nacque a maggio del 2008, così per gioco. Mi piace scrivere mi piace esprimere le mie emozioni e non avrei mai pensato di raggiungere una quota di visite così alta. 5838 a stasera.
Incredibile.
Poco più di un mese fa ho installato il contatore visite e con mio grande stupore ho contato ad oggi oltre 400 visite in 30 giorni.

GRAZIE!

Sono entusiasta! Ma chi visita il mio blog a parte una decina di affezionati (Gianna
in testa)? Lasciare una piccolissima traccia di me nella rete è qualcosa di strano.
Non so scrivere come chi lo fa di mestiere, non ho pretesa di essere capita al volo, sono così, al naturale in tutti i sensi , faccio fatica a capirmi anche io a volte.

Questo blog doveva parlare del mio passatempo preferito, del mio hobby, il decoupage, ha invece cambiato direzione, istintivamente. Ha seguito il cuore, mettendo nero su bianco le mie emozioni, parlando un pò del mio mondo, un pò della musica che amo, della sfera dei miei piccoli piaceri, delle sensazioni, dei miei sogni, di spicchi di vita colorati, mettendo in evidenza specie ultimamente, l'amore per il grande amore della vita di ogni mamma.

Il mio desiderio da piccola era quello di fare tante cose : sognavo di fare la scrittrice, la giornalista e la veterinaria. (!!)
Non ho potuto fare nulla di tutto ciò, ma sono una creativa e coltivo con amore le cose che amo , i valori e le cose in cui credo e che ho.

Per la prossima vita forse mi organizzerò diversamente, se capita, ma... mi raccomando, come dice Renato :

" NON DIMENTICATEMI ...EH?"

venerdì 30 marzo 2012

VITA VARIOPINTA


La mia vita è piena di colori, anche se non sono immune dal dipingere alcune giornate con colori bui,in tonalità grige o anche nere. Dipende dalle tempeste ormonali in corso.
Ah ah ah!!!

Sono una creativa di base, quindi mi costruisco, demolisco, conosco e scompongo giorno per giorno, anche questo fa parte del vivere. Sogno a colori, sogno in bianco e nero, sogno ad occhi aperti e ad occhi chiusi.

Il mondo non si ferma, perchè dovrei farlo io? Finchè respiro sto in movimento, sia nelle giornate colorate che in quelle sbiadite, ma sono sempre io.

Così, pazzamente Bianca, colorata dentro e fuori.
**

domenica 25 marzo 2012

IL SENTIERO




Ci sono giorni in cui l’età prende velocità come una formula 1, mentre la mente alza le vele e va lontano.

Ogni tanto mi domando dove vanno a finire le giornate, galoppano troppo in fretta e a volte non riesco ad assaporare le sensazioni pienamente.

L’incanto di un momento che non riesco a scordare, quell’attesa di vedere il tuo sorriso, di sentire il tuo ciao, di ascoltare il tuo pezzo di vita della settimana in pochi minuti.

Sei l’amore più grande e anche lontani un elastico fra noi, più si tende e più ci attira, senza spezzarsi.

Forse è questo il destino delle anime annodate come le nostre : hanno le ali per l'azzurro del cielo e i pensieri son come i sassi che emergono dal torrente, quando ci cammini sopra : un sentiero che segna la strada, come le briciole per Pollicino.


Ma che dici, ci porterà da te prima o poi?

venerdì 23 marzo 2012

FLASH



Metto insieme queste parole solo perché ho tanti pensieri nel salotto della mente e non ci stanno più, spingono spingono, ogni tanto qualcuno scappa fuori, ed esausto si stampa sul foglio che scrivo, forse serve anche questo per dare un senso, una forma, a quella vena che abbiamo dentro, quella che ci fa vestire le parole nascoste o dimenticate. Dopo sto bene, ho messo nero su bianco delle sensazioni e questa cosa mi appaga.

Lo faccio quando ne sento il bisogno, come stasera.
Ho un flash di un giorno in campagna da Teresa.Ho preso il largo dalla casa nel verde camminando sul sentiero che mi porta fino alla ferrovia, tra il grano e i filari di piante da frutta.
Che grande sensazione di libertà! Avevo Teo che mi trotterellava vicino e il vento sulla faccia.

In campagna le voci volano insieme a quegli esserini con le ali che popolano il cielo, non ci sono muri, non ci son cartelli, il vento non ha ostacoli e mi fa star bene respirare a pieni polmoni , assaporando ogni suono, ogni fruscio, mentre lontano si sente un cane abbaiare.

Ho voglia di verde, ho voglia di mare, ho voglia di ridere, di cantare, di stare bene con me stessa e di non pensare.

Mi piace coccolarmi in questi pensieri.
Mi piace riflettere e ricordare momenti archiviati nella memoria, scrivere dei frammenti sbiaditi di un vissuto lontano.

Ma sono viva e prendo la vita al volo. Perchè in fondo questo stare al mondo è una partita e non la gioco da sola, ma ne assaporo comunque ogni istante.

Finchè continuo a respirare.

domenica 11 marzo 2012

PENSIERI AL CIELO

Fra qualche giorno sarà la festa del papà.

Il mio mi sorride tutte le mattine dalla foto insieme alla mamma, sul comodino.
Aspettavo Stefano in quella foto e siamo tutte e tre sorridenti.
Io con il mio bel pancione in piedi dietro di loro, che bellina che ero.

Ogni tanto mi acchiappa una vorace nostalgia che non riesco a quietare.

Mi mancano, anche se ho la mia famiglia, ci sono momenti in cui un pò mi sento monca.

Però penso a tutto quello che ho imparato da loro, quel che hanno fatto per me
a come " mi hanno tirata su".

E devo ringraziarli perchè anche se il risultato non è eccellente, non penso sia stato deludente.

Non sono mai contenta di me, però mi voglio bene e tutto sommato nella mia vita
ho fatto tante cose, mi sono tanto divertita, ho scavalcato cancelli, fatto karate, cantato, ballato, scherzato, amato, urlato allo stadio,prestato soldi che non ho piu rivisto, ho fatto la pazza in vacanza, ho girato con il go kart e ho persino picchiato una coetanea a scuola per un ragazzo dai capelli rossi!!! Non è stato sempre tutto rose e fiori, ho conosciuto anche sofferenza e lacrime, dolore e dispiacere, delusione, e sconfitte li ho assaporati fino in fondo--..

Ma fa parte del giro di ruota anche quello.

In alcuni momenti lo sento forte l'amore degli altri verso di me, specie quando Stefano ci parla da lontano con il suo magico sorriso, o quando Massimo viene a svegliarmi la mattina ...in altri invece sento indifferenza, a volte invidia, e
ho compassione per questi "occasionali compagni di vita ".

MA NON M'IMPORTA DI NULLA!!! Vivo tranquilla, più o meno serena, senza fare del male a nessuno cercando di essere positiva, pregando quando ne sento il bisogno, perchè un pensiero al cielo è necessario mandarlo, anche quando non ci si sente smarriti .

... tutto sommato potevate capitare peggio !
**

venerdì 9 marzo 2012

LE RONDINI (tornano)


Ecco una delle più belle canzoni che ci ha lasciato Lucio.




Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle,, anche più in là

Coro :
Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.

Vorrei girare il cielo come le rondini

E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici

E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.

Vorrei seguire ogni battito del mio cuore

Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove

Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà

.......................... :-O

sabato 3 marzo 2012

Ciao Lucio

Non eri uno dei miei cantautori preferiti, ma ho sempre apprezzato la tua ruvida semplicità , mi piacevano le tue canzoni e ho anche un cd "Canzoni". Oggi l'ho ascoltato con più attenzione, era tanto che stava lì tra De Gregori e Ligabue...

Mi hai accompagnato per un pezzo di vita, insieme ad altri che apprezzavo e se ne sono andati, come Ivan Graziani , Battisti e Tanti Altri, conosciuti e no .


Eri un uomo sincero, dalla faccia e i modi simpatici, mi sarebbe piaciuto conoscerti di persona. E poi uno che chiama la sua barca Catarro, è senz'altro una persona singolare!


Ci lasci in eredità le tue canzoni , spaccati di vita quotidiana, di alcune che non conoscevo ho letto i testi questa mattina e mi ha stupito il sentimento, la verità che ho letto tra le righe, le parole graffiate dalla tua voce mi risuonavano nella mente....

Una su tutte LE STELLE NEL SACCO.

Una canzone d'amore bellissima. Grazie Lucio.

Arrivederci

mercoledì 22 febbraio 2012

ALDA : un cuore all'aperto

Ho letto questa poesia e tale la riporto, è
troppo vera e poi in alcune righe mi ritrovo

Grande Alda, non trovo parole adeguate per
esprimermi in merito questa mattina...sono
solo le 06.30 e sono"piena" del saluto di Ste.
Ma un piccolo omaggio a questa gran donna
è doveroso.
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Quelle come me regalano sogni,
anche a costo di rimanerne prive…
Quelle come me donano l’Anima,
perché un’anima da sola è come
una goccia d’acqua nel deserto…
... Quelle come me tendono la mano
ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio
di cadere a loro volta…
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro…
Quelle come me cercano un senso all’esistere e,
quando lo trovano, tentano d’insegnarlo
a chi sta solo sopravvivendo…
Quelle come me quando amano, amano per sempre…
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono
inermi nelle mani della vita…
Quelle come me inseguono un sogno…
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero…
Quelle come me girano il mondo
alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima…
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo…
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime…
Quelle come me sono quelle cui tu riesci
sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare,
senza chiederti nulla…
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che,
in cambio, non riceveranno altro che briciole…
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza…
Quelle come me passano innosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero…
Quelle come me sono quelle che,
nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…

(Alda Merini)

sabato 4 febbraio 2012

SIAMO FORTUNATI 2




Stamattina è arrivata una busta grande dall'Australia !

Stefano ha ricambiato i nostri auguri e in questo freddo e gelido sabato di febbraio non poteva farci regalo migliore! E' stata una grande emozione aprirla vedere i souvenir che ci ha mandato, una bandanna australiana, un paio di orecchini a monachella con piume di gufo (portano fortuna) e una targa da appendere al muro. Leggere le parole scritte di suo pugno, quelle parole che oramai so a memoria riga per riga in quanto lette e riletta per un tempo indefinito, mi ha a perto il cuore.

E' uno di quei momenti in cui si assapora a pieno la parola felicità.

"..quanto vorrei avervi qui con me anche solo 10 minuti....nonostante io qui stia vivendo uno dei periodi più belli della mia vita e nonostante le molte persone conosciute che a volte sento "vicine" VOI SIETE CASA MIA, SIETE LA MIA FAMIGLIA....sono FELICEMENTE COLPEVOLE PER L'IMMENSO AMORE CHE NUTRO PER VOI....papà sei per me una figura ESSENZIALE da 27 anni a questa parte...complimenti per l'"ottimo lavoro" svolto fin'ora....Vi penso un sacco"

Che dire? Non ho più parole, ho pianto come una fontana, ho chiamato Massimo che appena a casa dal lavoro leggerà la lettera. Fuori fa freddo e i miei occhi sono umidi, ma sto bene e ho dentro una grande pace.


Ringrazio Dio ogni giorno di averci regalato un figlio così.

giovedì 26 gennaio 2012

GRAZIE

" Ho passato un'incantevole mezz'ora a leggere i suoi pensieri ,devo dire mi ha commosso il suo modo di scrivere e l'amore che ha per suo figlio .
fa piacere al giorno d'oggi vedere persone con sentimenti cosi' genuini e sinceri .
grazie per averli condivisi in un modo cosi toccante , almeno per me .
Le auguro tutta la salute del pianeta .
un abbraccio . "
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Questo è il commento che un lettore anonimo, ha gentilmente lasciato sul blog nel post precedente.

Devo dire che mi sono commossa a leggere queste righe ma la gioia ha preso il sopravvento.

Gioia di aver lasciato una piccola impronta, gioia che qualcuno che nemmeno mi conosce abbia potuto CAPIRE lo stato d'animo e infine gioia per aver fatto un piccolissimo regalo che qualcuno ha apprezzato.

Grazie, sconosciuto lettore o lettrice, grazie del dono che ho stampato e conservo tra le cose più care.

Quando si scrive spesso non è semplice trovare le parole giuste che possono rendere l'idea dei sensi: il campo visivo , i gesti delle mani, il tono della voce, le espressioni del viso... se sono riuscita a trasmettere le mie emozioni, le sensazioni di una mamma, allora davvero
scrivere, mettere nero su bianco da dare in pasto a occhi anche sconosciuti, allora non so....la sensazione è strana...è quella di sentirsi utili.

E' una bella sensazione che mi fa stare bene.

Grazie .

:-) :-) :-)

martedì 17 gennaio 2012

18-01-1985 / 18-01-2012




Entrai nell'ufficio del mio Capo e dissi : "Devo dirle una cosa"
E lui rispose " Lo so, è incinta" Per un attimo pensai di avere di fronte un veggente, lo sapevamo solo in tre....
Il pancione a tre mesi già si vedeva e con orgoglio indossavo i premaman, mangiavo tanto pollo e cocco di cui ero e sono ancora golosissima.

Stefano avrebbe dovuto nascere il 10 gennaio, ma ritardò otto giorni.C'era tantissima neve in quel gennaio dell'85....

Sorrido al pensiero di quel frugolino che strillava nella sua tutina rossa multicolore da Scaramacai. A 3 anni aveva i capelli biondissimi come un tedesco, Massimo quando andava in giro con lui lo cambiava anche tre volte al giorno. Era sempre sorridente e allegro.

Ricordi, tanti ricordi indelebili fuori dalle fotografie...

Ora il mio ometto è diventato un cittadino del mondo, è lontano, ma sempre presente nel cuore, nei bigliettini appesi in cucina, nei suoi pezzi di vita che leggo su Facebook, ed è bello pensarlo felice, contento anche se dall'altra parte del mondo.

Domani è il tuo compleanno, 27 anni la stessa età che avevo io quando sei venuto al mondo.

Un figlio è un amore diverso, incredibile, indefinibile. Solo da genitore si può forse comprenderne la portata e l'importanza.

"La prima cosa bella che ho avuto dalla vita è il tuo sorriso giovane sei tu" recita una famosa e datata canzone...

Non hai idea Stefano di quanto il tuo sorriso visto sul MacBook ci possa riscaldare in questo gelido gennaio.


Auguri Stefano e buona vita, con tutto l'amore che possono una mamma e un papà.

domenica 15 gennaio 2012

RIFLESSIONI


Da quindici giorni è cominciato il nuovo anno.

Mi ha dato il benvenuto con dei lancinanti dolori al braccio destro e con visite, cure risonanze e soldi spesi per capire che diavolo fare per poter rimediare, anche perchè ora il problema si sta ripresentando al braccio sinistro.

Sono in piedi e questa è la cosa più importante, a giorni ne saprò di più. C'è chi sta peggio d'altronde, il disagio più grande è che non riesco a guidare e questo limita molto il mio solito arrangiarmi, l'indipendenza, anche al lavoro me la cavo,
a casa ho l'aiuto di Elena , riesco a curarla quasi come prima.

Ho dato l'addio ai mercatini, questo è il mio più grosso dispiacere, troppo peso da trasportare, ma continuerò a coltivare sporadicamente la mia passione, solo per me ,trasferendola a Viola, fedele alunna finchè vorrà.

Potrei sperare tante cose per questo 2012 ma, per il momento, l’unica cosa che mi auguro non è di non incontrare difficoltà, anche se è da quelle che si impara di
più, mi piacerebbe semplicemente trovare lo stesso sostegno negli altri e la stessa forza in me stessa per affrontarle.

Non casca il mondo, lui va avanti lo stesso e io anche. Respiro, cammino, vivo.....tutto fa storia, anche se la mia è scritta a pezzetti quando ho voglia di farlo in questo blog.

domenica 8 gennaio 2012

SIAMO FORTUNATI



Aspettiamo il sabato come quando da piccoli si aspettava Gesù Bambino.
Vederti, mentre i tuoi occhi i tuoi gesti e la tua voce raccontano il tuo
pezzo di vita dall'altra parte del mondo, non ha prezzo.
Sembriamo due assetati nel deserto a volte.

Siamo Fortunati.
.............................................................



E una donna che reggeva un bimbo al seno disse,

Parlaci dei Figli.

E lui disse:

I vostri figli non sono figli vostri.

Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.

Essi vengono attraverso voi ma non da voi,

e sebbene siano con voi

non vi appartengono.

Potete donare loro il vostro amore

ma non i vostri pensieri.

Poiché hanno pensieri loro propri.

Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,

giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,

che voi non potete visitare neppure in sogno.

Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli come voi siete.

Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.

VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,

VIVENTI FRECCE,

SONO SCOCCATI INNANZI.

L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,

e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano

andare veloci e lontano.

Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;

poiché se ama il dardo sfrecciante,

così ama l’arco che saldo rimane.



K. GibraN

Consigli per la mente, gli occhi, il cuore

  • IL PICCOLO AVIATORE - Andrea Scanzi
  • IO & MARLEY - John Grogan
  • IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO - Marcello D'orta
  • L'ONDA PERFETTA - Sergio Bambaren
  • LA BIBBIA
  • LA PROFEZIA DI CELESTINO - James Redfield
  • MESSAGGI DAI MAESTRI - Brian Weiss
  • NEL FUOCO - Nicholas Evans
  • RITROVARSI - Rosemary Altea
  • SE SOLO FOSSE VERO - Marc Levy
  • STORYTELLERS - Paola Maugeri, Luca De Gennaro
  • UN'ALTRA OCCASIONE PER VIVERE - Ken Grimwood