martedì 23 dicembre 2008

BUON NATALE

Un abbraccio e l'augurio che queste feste portino serenità e pace

non solo perchè lo dice il calendario.

A presto.


Bianca


venerdì 19 dicembre 2008

IL CHIRURGO CLANDESTINO



Hamilton Naki un sudafricano di colore di 78 anni, morì nel maggio del 2005.
La notizia non apparve su giornali ma la sua storia è una delle più straordinarie del 20° secolo.
Naki era un grande chirurgo.

Fu colui che prese dal corpo della donatrice il cuore che fu poi trapiantato a Louis Washkanky nel 1967 a Città del Capo – Sud Africa, durante la prima operazione di trapianto cardiaco umano con esito positivo. Fu un lavoro molto delicato : il cuore doveva essere rimosso e conservato con la massima cura.

Naki era il secondo uomo più importante dell’equipe medica che fece il primo trapianto della storia, ma non potè mai apparire perché era un nero nel paese dell’apartheid.

Il chirurgo capo del gruppo, il bianco Christian Barnard divenne immediatamente una celebrità.

Ma Hamilton Naki non poteva apparire nella fotografia dell’equipe medica, quando successe per errore , l’ospedale lo qualificò come un addetto alle pulizie.

Naki portava il cappello e la mascherina ma non studiò mai medicina né chirurgia, aveva abbandonato la scuola a 14 anni.
Faceva il giardiniere nella scuola di medicina di Città del Capo.

Iniziò pulendo le aule, però era curioso e apprendeva velocemente. Imparò la tecnica chirurgica vedendo la pratica dei medici bianchi, le tecniche di trapianto su cani e maiali. Divenne un chirurgo eccezionale al punto che il Dottor Barnard lo volle a far parte della sua equipe. Era un problema : per le leggi del Sud Africa Naki era un negro, non poteva operare pazienti né toccare il sangue dei bianchi.

Ma l’ospedale lo considerava talmente valido che fece con lui un’eccezione.
Lo trasformò in chirurgo…ma clandestino.
Ma questo non importava a Naki che continuò a studiare e a dare il meglio di sé, indipendentemente dalle discriminazioni.

Era il migliore. Dava lezione agli studenti bianchi ma aveva il salario di un tecnico da laboratorio: il massimo che un ospedale poteva pagare a un negro. Viveva in una baracca senza luce né acqua corrente in un ghetto di periferia come si confaceva a un negro.

Hamilton Naki insegnò chirurgia per 40 anni e andò in pensione come giardiniere con un mensile di 275 dollari.

Quando terminò l’apartheid gli offrirono una decorazione e il titolo di medico honoris causa.

Nessuno si preoccupò di far rilevare le ingiustizie che Naki aveva dovuto sopportare in tutta la sua vita. Naki nonostante la clandestinità e la discriminazione non cessò mai di dare il meglio di sé: il suo amore per aiutare a vivere.
***

Non ero a conoscenza di questa storia, ma mi inchino con rispetto davanti a quest’uomo per tutto quello che ha fatto per l’umanità al di sopra dei sui stessi interessi.

mercoledì 17 dicembre 2008

LA SOCIA


Quando parlo di lei con altri, la chiamo spesso “la mia socia”. E' Loredana, le voglio molto bene e la apprezzo e stimo molto. Spesso facciamo bancarella al mercatino insieme, siamo due hobbyste, io con il mio decoupage, lei con degli splendidi fiori di carta crespa, raccolti in deliziose composizioni e bellissimi bouquet.

E’ un sodalizio che dura ormai da tre anni, ci siamo trovate ed è subito nato un buon feeling come accade ogni tanto quando si incontrano persone che ci somigliano (tra l’altro lei è una cancrina come me).

Siamo anche amiche, benché il tempo per raccontarci sia spesso relegato solo alla domenica o al sabato in cui stiamo insieme, ma non è un problema perché le belle amicizie si costruiscono con il tempo e noi non abbiamo fretta, il nostro rapporto sta crescendo alla giusta maniera, piano piano.

Il nostro hobby ci dà tantissime soddisfazioni e apprezzamento da parte di chi si avvicina al nostro banchetto, alla faccia di chi cerca di farci litigare. Lei conosce benissimo il mio prodotto, ha un’ottima parlantina e una buona tecnica di vendita, è convincente ed è sempre molto positiva anche quando magari non è dell’umore giusto.

Ci capiamo, stiamo bene insieme, inoltre è un’ottima cuoca: fa delle ottime lasagne e delle polpette gustosissime, migliori delle mie; è una persona semplice e di buon cuore, porta sempre il pranzo anche per me, è una generosa e io le voglio molto bene.

Entrambe ci diamo una mano e dove non arriva una, arriva l’altra, senza nulla da recriminare .

E’ proprio vero che stiamo bene con chi ci somiglia!

Una delle cose divertenti quando facciamo il mercatino è Antonio suo marito, tifoso interista che mi stressa e ha sempre da dire (io sono milanista) , il quale mi “insegna” parole e proverbi in dialetto leccese dalla dizione assurda, che una nata a Milano come me, fa fatica a imparare, ma ce la ridiamo e ci divertiamo tanto. E poi dopo mesi e mesi, magari la pronuncia va quasi bene!

Il nostro banchetto ha due prodotti che sono ben abbinati, una bella macchia di colore e colpo d’occhio veramente attraente.

E poi diciamoci la verità, due come noi non le fan più.

S’è perso lo stampino.

lunedì 15 dicembre 2008

PENSIERI NELLA PIOGGIA



















Una mattina come tante, piena di pioggia, ed io diretta al lavoro .

Vado piano senza fretta perché sono in anticipo e piove molto.

L’asfalto bagnato gioca di riflessi colorati, mentre il vento smuove
le cime degli alberi del viale;

passo davanti ad una scuola e rallento alla vista di tanti
ombrellini colorati che attraversano la strada .

E penso che dopo una settimana di assenza chissà cosa troverò in ufficio…
Ma è solo un attimo, perché sono quasi arrivata e anche la mia canzone
preferita sta sfumando le ultime note.

Forza e coraggio rimbocchiamoci le maniche e avanti tutta .

Timbratura di oggi 08.12.
Ancora nove ore e mezza e ripercorrerò la stessa strada

tornerò a casa, ai miei affetti ,alle mie mura, alle mie abitudini e al mio da fare.

Già sto meglio al solo pensiero.

Continua a piovere, fa freddo e ho la scrivania piena di carte,

ma ho dentro un caldo raggio di sole.
:-)

venerdì 5 dicembre 2008

NON HO PAROLE

Non ho parole per la violenza che vedo alla tv e che leggo tutti i giorni sul giornale. Per la cattiveria, la presunzione, la poca sensibilità, l'indifferenza, l'egoismo e l'assenza di valori che vedo e che vivo intorno a me.
Accidenti sono troppo buona e cucù! Riesco sempre a farmi ferire, vorrei essere un pò più forte e cattiva, saper cacciare indietro i magoni, specie quando so che ho ragione.
Perchè la forza che ho dentro non esce nei momenti che deve uscire?
" E invece continuo a cadere, come pioggia arrabbiata e non vedo l'ora di arrivare, poichè tocca cadere a volte per potersi rialzare" - Stefano

Consigli per la mente, gli occhi, il cuore

  • IL PICCOLO AVIATORE - Andrea Scanzi
  • IO & MARLEY - John Grogan
  • IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO - Marcello D'orta
  • L'ONDA PERFETTA - Sergio Bambaren
  • LA BIBBIA
  • LA PROFEZIA DI CELESTINO - James Redfield
  • MESSAGGI DAI MAESTRI - Brian Weiss
  • NEL FUOCO - Nicholas Evans
  • RITROVARSI - Rosemary Altea
  • SE SOLO FOSSE VERO - Marc Levy
  • STORYTELLERS - Paola Maugeri, Luca De Gennaro
  • UN'ALTRA OCCASIONE PER VIVERE - Ken Grimwood