mercoledì 6 giugno 2018

VOGLIO STARE BENE AL MONDO

Guardo estasiata una virgola di luna bianca, appesa nel blu del cielo questa sera.

E' tanto strano quanto possa farti riflettere un pensiero apparso dal niente nella mente , come può, legandosi ad altri, formare una lunga catena di anelli, ricordi di momenti passati che mi fanno sorridere, anche se sbiaditi un po' dai colori del tempo .

Il tempo. Lui passa, scandendo i secondi aprendo e chiudendo nuovi capitoli di vita , trovandomi sempre più o meno pronta con un foglio bianco davanti , a scrivere ancora di quello che è stato o che verrà.


Forse brinderò alla chiusura di questa porta e aprirò il portone, butterò nella spazzatura i rimpianti, gli errori, le cose che fin'ora non sono andate come avrei voluto, i sacrifici, le cattiverie, le paure, le perdite, le lacrime, tutte le cose negative digerite e tirerò una linea incancellabile ; aprirò poi un cassetto speciale e metterò in ordine per bene tutte le cose belle che la vita mi ha regalato e sono tante, se ci penso bene…. come le nuove amicizie, le promesse mantenute, le soddisfazioni, il bene che ho inaspettatamente ricevuto e quello che ho donato, i sorrisi, gli abbracci, le camminate in allegria, il mare, la compagnia salutare ed il cammino con i miei bastoncini, la spensieratezza di stare in compagnia davanti a una bella tavola imbandita, la salute, le grasse risate e tutte quelle cose che compongono la parola più astratta e incredibilmente effimera che conosco : felicità.

Ho tra le mani la mia tazza preferita con una tisana calda ancora fumante e sorridendo penso che tra un attimo brinderò a me, al nuovo giorno di domani, perchè mi voglio bene, perchè mi sento amata, perchè sono la persona che sono, senza maschere, brinderò ai miei progetti, alle mie idee, alle mie rinunce, a quello che la vita mi regalerà ogni giorno e anche a quel che mi porterà via, sperando che sia lieve l’ammanco.

Tutto continuerà ad avere un senso e quando sarò triste penserò che non l’avrà, arriverà ancora qualche badilata sui denti perché non si finisce mai di imparare e non sempre si può stare in guardia, ma i pensieri positivi devono sempre avere il sopravvento, perché se son caduta da una stella per atterrare in questo mondo, io ci voglio stare bene.

Sbocceranno di nuovo i miei fiori sul balcone, continuerò a cantare le mie canzoni preferite, a guidare l’auto come fosse un go kart, a pensare e ad amare le persone che ho intorno e quelle che amo con tutta me stessa .

E intanto fra le dita scorrerà il mio tempo, le chiuderò a pugno solo quando poi non ne avrò più .

E allora sorriderò alle nuvole.

martedì 24 aprile 2018

LEVICO - CALDONAZZO - ARTE SELLA





Siam partiti venerdi direzione Levico (TN). C'eravamo già stati lo scorso dicembre ma solo per i mercatini di Natale, questa volta si andava a camminare e il programma era davvero troppo invitante per non aderire.
L'Hotel Sport ha accolto il nostro gruppo con la solita simpatia e cordialità che lo contraddistingue.
Lasciati i bagagli ci siamo incamminati su per i sentieri a Caldonazzo, in una giornata a dir poco stupenda, un bel sole i nostri bastoncini e i piedi che avevan fretta di andare; ci siamo trovati con Ivana collega di cammino di Roberta e Sandra le promotrici della gita by INMYLIFE .


Io ogni tanto mi domando se ho i piedini di Cenerentola perché sempre sul più bello del cammino, cominciano i miei dolorini ma ho tenuto botta fino alla fine anche se come sempre, chiudevo il gruppo. Siamo arrivati fino in cima e potevamo ammirare lo splendido paesaggio che ci ha lascato a bocca aperta, il lago la natura, un verde splendido, insomma mi sentivo rigenerata anche se i miei piedi gridavano vendetta dopo soli 9 km.
Camminando tranquillamente sul sentiero si potevano assaporare i suoni i cinguettii, i profumi del bosco, e una volta arrivati a destinazione dopo una bella doccia e una cena tipicamente trentina (un'abbuffata) siamo andati a nanna.


L'indomani , sabato, il gruppo si è avviato verso il Forte Colle delle Benne. Li sapevo che non ce l'avrei fatta poiché ero ancora dolorante e insieme a Massimo Maurizio Susanna e Silvestro, abbiamo gironzolato fino al sentiero degli gnomi a Tenna, avventurandoci per qualche tratto nel bosco e dove abbiamo goduto di uno splendido paesaggio.
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Prima di cena abbiamo bevuto un ottimo spritz aperitivo della casa che ha fatto ridere a crepapelle
me e Susanna, praticamente abbiamo avuto un attacco di ridolinite acuta che non finiva più, ci siamo divertite un sacco, poi ci siamo calmate un pochino (solo un pochino) per poi andare a nanna e risvegliarci sobrie la mattina dopo.


Il programma della domenica era di andare in Valle Sella e visitare Artesella, con pranzo all'aperto da Carlon.
Qui Maurizio, una guida del posto anch'egli Istruttore di Nordic Walking ci ha accompagnato nel bosco e lì è cominciata per me la meraviglia e lo stupore. Lungo i sentieri del bosco a lato trovavamo delle opere d'arte naturali in tutti i sensi: fasci di rami intrecciati e lavorati con ritmo, figure geometriche di legno rami e qualsiasi altro elemento naturale del bosco, abbracciati o appoggiati ad alberi, formavano una scenografia incredibilmente naturale e unica. E' talmente difficile da descrivere ma ci provo.

Penso che questo viaggio ad Artesella sia stato la cosa più particolare che io abbia mai visto, come un vasaio dà la forma a un vaso, gli artisti hanno modificato con rispetto e ingegno angoli di verde, una natura che non è più solo protetta ma interpretata nella sua essenza più profonda, fonte di sapere ed esperienza.


Ad un certo punto Maurizio ha zittito tutti quanti guardando in alto, allora abbiamo ascoltato con attenzione il canto di un uccellino. La Cincia Mora un uccellino che cantava a squarciagola in modo dolcissimo, ha preso dal suo zaino un tablet e ha attivato il richiamo di questo uccellino che si è avvicinato e l'abbiamo anche visto anche se non si è fidato ad avvicinarsi più di tanto. Dolcissimo.
E così è arrivato anche il momento di accantonare i bastoncini e sedersi a tavola. Che goduria per il palato! Ottimo vino , ottimo cibo e compagnia.


E dopo pranzo tutti in mezzo al prato a fare un po di foto con i 5 maestri istruttori della Scuola Italiana di Nordic Walking con i quali abbiamo camminato, riso e scherzato.


Che dire? Cosa si può dire di più?


IN MY LIFE I WANT TO FEEL GOOD

lunedì 12 marzo 2018

GESTI

Quante volte un gesto ha espresso emozioni o parole che la bocca non ha detto? Ci sono persone che non amano "scoprirsi"e quindi non è possibile capire cosa davvero provano, ma cosa c'è dentro a un'espressione dello sguardo o ad un mezzo sorriso, o a una parola detta quasi sussurrando? Non lo fanno per aridità di sentimenti o cattiveria,è che probabilmente non sono abituati ad esternare le loro emozioni oppure, hanno ricevuto talmente tante bastonate (dette anche fregature), che più di tanto non amano sbilanciarsi oppure lo fanno poi, quando hanno capito o inquadrato la persona che riceve il gesto. C' è anche chi è talmente trasparente che magari ti stupisce con un abbraccio da incrinarti una vertebra, o una telefonata solo per dirti " pensavo a te e ti ho chiamato". Siamo tutti diversi. Diversi e unici. Uniche sono certe amicizie appena nate che vale la pena di coltivare, anche per scoprire cosa possiamo imparare, cosa possiamo trasmettere di nostro, cosa possiamo fare entrambi per darci serenità, empatia e condivisione. Non è sempre facile interagire, lo so, ci si può anche scontrare ma la cosa bella è trovare il sistema per fare lo specchio, ovvero vedere negli altri piccole parti di noi ed essere talmente obiettivi da capire cosa possiamo fare per star bene noi, soli o insieme agli altri. Ci sono gesti che insegnano, che esprimono sentimenti. L'altra mattina durante la mia mezza giornata di volontariato, siamo andati a prendere Romano per portarlo al diurno ; lui abita in una villetta con un piccolo giardino; è un omone con due grandi occhi azzurri e sarà vicino al settanta. Dopo quasi due anni che mi vede tutti i mercoledi mattina, ora mi viene incontro con un mezzo sorriso e mi porge la mano per fare che io la prenda e lo accompagni a salire sul furgone, e quando arriviamo a destinazione e lo saluto, da qualche tempo mi sorride : penso sia un progresso per uno che all'inizio non voleva farsi prendere per mano ed era tanto diffidente, a causa della sua malattia. Sua moglie ch lo accompagna al cancello da me, ha visto che stavo osservando due rose sbocciate nonostante il freddo e senza dire nulla ne ha reciso una rossa e me l'ha donata. E' stato un gesto che mi ha commosso e l'ho ringraziata con gli occhi leggermente umidi e pieni di affetto. Capita di ascoltare una canzone alla radio mentre sto preparando da mangiare, canticchiarla con Massimo e magari ballarla. Siamo pazzerelli lo so, ma non mi va di guarire e va bene così. Poi dopo pranzo lui esce a fare un giro e al rientro mi dà il CD di quell'artista con quella canzone che abbiamo canticchiato insieme. E qui non dobbiamo stupirci perchè Massimo è così, fa le cose ... "di pancia". Però dopo tanti anni insieme, riesce sempre a sorprendermi. Ma ci sono anche gesti poco consoni, che non sanno di "buono" a volte deplorevoli. Gesti che fanno male, composti da parole non dette e azioni nascoste. Bhe, lì c'è bisogno di amore per suturare la ferita e il filo deve essere forte e trasparente, non si deve vedere, anche se una volta guarita resterà il segno,bisognerà lenire il cuore con il perdono, anche se la battaglia più dura sarà quella di dimenticare. Ma si deve andare avanti, tagliare i rami secchi e avere lìopportunità di fare in modo che nascano nuovi "germogli", ricordare solo i gesti d'amore, perchè ricordare gli altri, oscura sempre una parte di cuore, facendo riaffiorare risentimento e tristezza, quindi guardare avanti e mai più indietro. E' sempre un gran dispendio di energie ma non esiste altro da fare perchè in tempi lontano, come scrisse un bimbo di pochi anni alle elementari, l'unica risposta è davvero l'amore.

martedì 27 febbraio 2018

IN CAMMINO

Cammino nel bosco e una leggera brezza mi sfiora la pelle del viso. L'aria è gelida anche se sono le 10 del mattino. Siamo un piccolo gruppo di sei persone e in questo martedi mattina, ci siamo incamminati lungo il sentiero conosciuto delle campagne brianzole, godendoci la bella vista dei campi dove un pallido sole, anzi ,smorto è l'aggettivo giusto, sta facendo breccia sciogliendo quella che sembra brina. Braccia e gambe si muovono coordinando i movimenti e i bastoncini puntano in sintonia il terreno. Sono l'ultima della fila e ascolto attenta ogni fruscio, ogni piccolo rumore, ho intravisto uno scoiattolo o per lo meno mi sembrava tale e mi son fermata a fotografare delle primule e un prato pieno di fiorellini bianchi che assomigliano ai mughetti.
Quando cammino in silenzio sono talmente concentrata che capisco di avere alcuni sensi più che mai attivi: udito, vista, olfatto, tatto. E sto in silenzio insieme a me, ma dentro sottovoce, spesso riesco a dire una preghiera, non so perché, forse il verde mi ispira di più, ma so che mi sento bene, ho una fortissima sensazione di benessere, mi sento...libera.
Non penso a nulla e cammino. Poi allargo lo sguardo su un fiore e i pensieri si rincorrono, cerco di metterli in ordine e sorrido tra me e me. E' un po' un casino lo so, ma sto bene e mi sento in pace con il mondo intero. Ogni tanto canticchio arie sconosciute, proprio perché mi sono talmente lasciata andare che non ho voglia di canticchiare qualcosa che so, voglio solo ascoltarmi e percepire quello che ho intorno. E' un concetto strano ma è una sensazione intensa. Con i piedi che mi ritrovo non credo riuscirò mai a fare almeno un pezzettino del cammino di Santiago, ma ce ne sono tanti altri molto belli alla portata; il cammino interiore io sto cercando di imparare a farlo dentro di me, con me, accompagnando una Bianca che ha sete di arrivare a capire, vedere e sapere tutto quel che tra le righe della vita non so e non vedo. Voglio stare bene al mondo e devo darmi una mano a farlo.
Anche con i piedi, aiutata da due bastoncini.

sabato 30 dicembre 2017

Vorrei un bacio

Vorrei un bacio. Uno di quelli pieni di passione come quelli che ho visto nei film in bianco e nero. Vorrei un bacio e di contorno un abbraccio da togliere il fiato, ad occhi chiusi respirare il tuo profumo e fare in modo che le tue labbra non si stacchino finchè non lo decido io. Vorrei un bacio dolce, con la lingua che tentenna ma poi si decide e mi trasmette tutto l’amore del mondo. Vorrei un bacio che non c’è mai stato, che ho mille volte immaginato, sognato e per sempre perduto. Vorrei un bacio. Un altro.Un bacio di papà, uno di quelli con lo schiocco come quando tornava dal lavoro dopo mesi che mancava da casa, oppure un bacio col sorriso come quando mi prendeva a sedere sulle sue gambe e mi raccontava le storie di Giovannin Pipetta. Vorrei il suo caldo abbraccio anche se la mente rammenta l’ultima immagine, l’ultimo sorriso che vidi sul suo volto un giorno di fine luglio tanti anni fa; aveva avuto un guizzo di felicitàe gli sorridevano gli occhi alla vista del suo nipotino appena nato....era bello il mio babbo, non avrei voluto che se ne andasse così come se n’è andato... Vorrei sognarlo un bacio di mio padre, vorrei dirgli tante cose, tutte quelle che non ho fatto in tempo a dirgli a raccontargli, vorrei potergli inviare tutto il mio amore, tutto quello versato nella nostra storia insieme, incompiuta infinita, contornata di rammarico e rimpianto per ciò che ho fatto, ciò che non ho fatto e ciò che si sarebbe potuto fare. Ho la guerra dentro quando ci penso, ma vorrei un bacio, un bacio abbracciati da quell’ amore infinito, quello cominciato alla vista di un fiocco rosa inaspettato, perduto dentro a un mare di domande spesso senza risposta, ma pieno di poche grandi certezze. E ti vengo a trovare e ti guardo sorridere da un freddo muro di marmo, il tuo bel sorriso simpatico che mi manca e che cerco oltre la fotografia...vorrei il miracolo di riaverti al fianco per dirti mille cose, condividere la mia esperienza di mamma e di donna fragile. Vorrei tanto ti arrivassero il mio pensiero ed il mio amore e vorrei tanto che mi mandassi un bacio come per dire “...tranquilla, sono arrivato. E adesso dammi un bacino”.

giovedì 8 giugno 2017

Istantanee di mare - Torre Pedrera

Solo qualche giorno fa, camminavo di prima mattina in riva al mare. Il sole si era appena affacciato all'orizzonte e il gentile andirivieni a riva dell'acqua, accompagnava i miei pensieri; unico rumore insieme al cinguettio degli uccelli , il leggero puntello dei bastoncini sulla sabbia piena di piccole conchiglie. Non sono ancora le 7 del mattino ma il passo è sicuro e leggero, otto chilometri fino a Igea Marina e ritorno, l'aria è fresca e il sole accarezza la pelle , il mare in alcuni punti è immobile e la marea è molto bassa, si potrebbe tranquillamente arrivare fino agli scogli, la porta sul mare aperto.
Camminiamo Massimo ed io, lui ha il passo più lungo del mio. Camminare in questo modo apre la mente che a gradi si concentra : il passo, l'apertura delle mani, la retta postura , il respiro, la tecnica. Si "aprono" i sensi, si colgono piccoli rumori, che arrivano dalla strada poco lontano, qualcuno canta una vecchia canzone, lo stridìo dei gabbiani . I mosconi vicino alla torretta del bagnino sono un intercalare di colori e uno,
solo soletto è fermo tra la riva e gli scogli; incrociamo pochissime persone, qualcuno che corre, altri che camminano nell'acqua con le ciabatte in mano. Vedo persone nell'acqua chine a raccogliere vongole e cannolicchi, mentre davanti a noi una ragazza raccoglie conchiglie e il suo cane ci corre incontro scodinzolando. Come uno schiaffo ci arriva alle narici un profumo di torta, forse torta di mele ed è inebriante, io che devo sempre dare un'occhio alla linea... Da una radio lontana arrivano le note di "Volare" e ci fermiamo contemporaneamente senza parlare per bere un sorso d'acqua "Tutto ok?" Mi chiede Massimo "Andiamo" E' la mia risposta. Camminando i pensieri si mettono in fila indiana, come quando si va alla cassa del supermercato, è quasi più facile aspettarli, dare loro il benvenuto a mettersi ad un tavolo immaginario dove sorridendo il tuo cuore ne prende uno e dice " allora come va? Raccontati dai!" Son solo le 7.30 e sono a digiuno e già ho accantonato tanti argomenti da analizzare, capire e ordinare oggi e la prima cosa che penso è che appena a casa aprirò la pagina del mio blog (dove sto scrivendo ora) e metterò nero su bianco quel che mi passa per la testa stamattina. E' tanto che non scrivo, più di un anno durante il quale ho fatto mille cose, forse non mi sono fermata a respirare con il cuore come ora. Fermare come fossero istantanee i pensieri, le immagini, le sensazioni è possibile, per me ora è il momento.
Incrociamo due vecchietti che ci salutano, anche loro hanno i bastoncini ma sono da trekking, fanno più la parte del sostegno mentre i nostri muovono il corpo in modo più armonico e oltre. "Aiutano vero?" Mi dice lei alludendo ai miei "Certamente" rispondo sorridendole. Li salutiamo , sono teneri, non riesco a definire la loro età . Penso che mi piacerebbe invecchiare con il cervello a posto, sarebbe bello. Riprendiamo a camminare in silenzio aprendo tutti i sensi pronti a ricevere ogni suono, odore, sensazione, riflettendo su questo si ha la percezione più profonda della "presenza" del sè, non so spiegarlo in modo diverso, scrivo come vivo questa emozione. Prima non era così, camminare mi aiuta a scoprire e a capire, approfondire tante cose date spesso per scontate, in questo modo, uguale e diverso insieme rifletto. Quante speranze, aspettative, delusioni, gioie, mi aspettano nel prossimo futuro e quanto durerà? Il tutto è inevitabile, respiro, sono viva, sono storia, il passato di speranza non ne ha, per lo meno non ne ha più , tutto sopito, vissuto spremuto, morto o resuscitato in qualche blando pensiero. Ma è passato. Ed è mio, niente e nessuno può cancellarlo o portarmelo via anche se la memoria spesso perde i pezzi di questo puzzle che è la vita. Ora ci fermiamo , lasciati i bastoncini sulla sabbia osserviamo rapiti l'orizzonte. Un peschereccio passa lento tra il blu del mare e l'azzurro del clielo, sembra di essere dentro una cartolina.
Prima abbiamo visto un airone che al nostro avvicinarsi ha spiegato le ali ed è volato via.
Guardo Massimo, siamo seduti sugli scogli e ci teniamo per mano in silenzio; ogni tanto lui si volta mi guarda e sorride. Siamo due compagni di viaggio lungo una strada che speriamo di percorrere insieme ancora per molto tempo.
" Il cammino trova chi è pronto " e quando c'è l'appello noi rispondiamo " Presente!".

mercoledì 30 dicembre 2015

Ciao 2015



Il fascino di un foglio bianco e una bic posata di lato che aspetta di dare vita a tutte quelle parole che da giorni si muovono dentro la mia testa.

Domani un altro anno finirà aprendo il sipario  su altri giorni durante i quali spenderò la mia vita con tutto ciò che il futuro mi riserva.

Quest'anno è stato un anno nuovo per me, ho avuto più tempo per tutto, a volte l'ho speso bene, a volte l'ho sciupato, altre volte l'ho centellinato assaporando quel che capitava.

Un anno fa  contavamo i giorni che ci separavano dal 18 gennaio, da due mesi  avevamo in mano i biglietti  per volare dall'altra parte del mondo per il trentesimo compleanno di Stefano, una sorpresa fermata in un video che in questi giorni ho rivisto spesso.




Non amo fare bilanci di cosa è andato bene e cosa no,  ho dei bei ricordi che quando meno me l'aspetto riaffiorano, insieme ad altri magari un pò meno carini .

Non mi è mancato il lavoro in sè, mi sono mancate le persone specie quelle con cui  c'è  stato un rapporto sincero di amicizia che non vogliamo reciprocamente dimenticare.

Ho dedicato tanto tempo a me, ho "cazzeggiato" molto, cosa che prima non ero abituata a fare; ho imparato a non correre e a rimandare a domani le cose che non ho voglia di fare ora, ho trovato più tempo per le mie amicizie, per il volontariato, per curare la mia casa, dedicarmi alla mia famiglia, a Massimo, ai miei hobby.

Ho sperimentato il cucito, cosa che ho sempre odiato fare fin da piccola : non so cucire faccio dei mugugnoni da paura quando riparo le calze, però ho imparato a fare i gufetti e ho in mente cose nuove da elaborare....





Son conteta di essere  al mondo, di avere delle buone amiche sulle quali posso sempre contare e loro lo sanno, anche se vorrei dedicare loro più tempo...ma tornerò a Selvino con Mitzy  e a Pontremoli da  Annalisa e Claudio e a Melpignano da Angelo e Beatrice,  prima o poi, porterò Annina ancora a Canale 5 e con Lida e Anna un bel giretto a Milano lo faremo per bene e Fiorenzo mi vedrà ancora mangiare le sue favolose pizze.



Stefano e Massimo , uno lontano e uno vicino, un figlio e un marito, due amori grandi, incommensurabili. Il primo è un regalo che la vita mi ha fatto e sono grata per questo dono che vorrei poter toccare con mano ogni giorno; il secondo è un regalo ricevuto una domenica di settembre oltre quarant'anni fa, abbiamo fatto tanta strada alternando gioie e dispiaceri, difficoltà e cose belle, quest'anno ho nuovamente rischiato di perderlo ma abbiamo combattuto insieme per restare insieme.  So che qualcuno ci prende in giro perchè quando camminiamo ci teniamo per mano, ma non mi interessa niente...io quando vedo due che si tengono per mano sorrido, per me un significato ce l'ha questo gesto, è dentro il nostro vissuto, che ne possono sapere gli altri?

Prego poco anche se credo, ma quando lo faccio mi emoziono, specie in questi giorni pre e post Natale, sono i giorni dell'anno più difficili per me, perchè avverto più forte le assenze di chi non è più qui, quindi la mia preghiera è sempre la stessa ma un pò più tremolante ....


Se ci penso bene sono molto ricca , perchè mi sento amata, non ho risentimenti con nessuno, voglio bene a un sacco di gente, familiari e non, cerco di migliorare a 360° perchè voglio essere in pace con tutto ciò che mi circonda, persone, cose, animali, piante....forse non è normale  parlare così al giorno d 'oggi ma che vi piaccia o no , così sono , prendere o lasciare .






Auguro a tutti un buon 2016, che la gentilezza, la cortesia, la pace e soprattutto il buon senso, non vi abbandonino mai, che possano moltiplicarsi nelle vostre azioni di tutti i giorni con un sorriso, perchè
come scrisse un certo bambino di 7 anni,  tanti anni fa : " l'amore è la risposta " .
 





Consigli per la mente, gli occhi, il cuore

  • IL PICCOLO AVIATORE - Andrea Scanzi
  • IO & MARLEY - John Grogan
  • IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO - Marcello D'orta
  • L'ONDA PERFETTA - Sergio Bambaren
  • LA BIBBIA
  • LA PROFEZIA DI CELESTINO - James Redfield
  • MESSAGGI DAI MAESTRI - Brian Weiss
  • NEL FUOCO - Nicholas Evans
  • SE SOLO FOSSE VERO - Marc Levy
  • STORYTELLERS - Paola Maugeri, Luca De Gennaro
  • UN'ALTRA OCCASIONE PER VIVERE - Ken Grimwood