lunedì 12 marzo 2018

GESTI

Quante volte un gesto ha espresso emozioni o parole che la bocca non ha detto? Ci sono persone che non amano "scoprirsi"e quindi non è possibile capire cosa davvero provano, ma cosa c'è dentro a un'espressione dello sguardo o ad un mezzo sorriso, o a una parola detta quasi sussurrando? Non lo fanno per aridità di sentimenti o cattiveria,è che probabilmente non sono abituati ad esternare le loro emozioni oppure, hanno ricevuto talmente tante bastonate (dette anche fregature), che più di tanto non amano sbilanciarsi oppure lo fanno poi, quando hanno capito o inquadrato la persona che riceve il gesto. C' è anche chi è talmente trasparente che magari ti stupisce con un abbraccio da incrinarti una vertebra, o una telefonata solo per dirti " pensavo a te e ti ho chiamato". Siamo tutti diversi. Diversi e unici. Uniche sono certe amicizie appena nate che vale la pena di coltivare, anche per scoprire cosa possiamo imparare, cosa possiamo trasmettere di nostro, cosa possiamo fare entrambi per darci serenità, empatia e condivisione. Non è sempre facile interagire, lo so, ci si può anche scontrare ma la cosa bella è trovare il sistema per fare lo specchio, ovvero vedere negli altri piccole parti di noi ed essere talmente obiettivi da capire cosa possiamo fare per star bene noi, soli o insieme agli altri. Ci sono gesti che insegnano, che esprimono sentimenti. L'altra mattina durante la mia mezza giornata di volontariato, siamo andati a prendere Romano per portarlo al diurno ; lui abita in una villetta con un piccolo giardino; è un omone con due grandi occhi azzurri e sarà vicino al settanta. Dopo quasi due anni che mi vede tutti i mercoledi mattina, ora mi viene incontro con un mezzo sorriso e mi porge la mano per fare che io la prenda e lo accompagni a salire sul furgone, e quando arriviamo a destinazione e lo saluto, da qualche tempo mi sorride : penso sia un progresso per uno che all'inizio non voleva farsi prendere per mano ed era tanto diffidente, a causa della sua malattia. Sua moglie ch lo accompagna al cancello da me, ha visto che stavo osservando due rose sbocciate nonostante il freddo e senza dire nulla ne ha reciso una rossa e me l'ha donata. E' stato un gesto che mi ha commosso e l'ho ringraziata con gli occhi leggermente umidi e pieni di affetto. Capita di ascoltare una canzone alla radio mentre sto preparando da mangiare, canticchiarla con Massimo e magari ballarla. Siamo pazzerelli lo so, ma non mi va di guarire e va bene così. Poi dopo pranzo lui esce a fare un giro e al rientro mi dà il CD di quell'artista con quella canzone che abbiamo canticchiato insieme. E qui non dobbiamo stupirci perchè Massimo è così, fa le cose ... "di pancia". Però dopo tanti anni insieme, riesce sempre a sorprendermi. Ma ci sono anche gesti poco consoni, che non sanno di "buono" a volte deplorevoli. Gesti che fanno male, composti da parole non dette e azioni nascoste. Bhe, lì c'è bisogno di amore per suturare la ferita e il filo deve essere forte e trasparente, non si deve vedere, anche se una volta guarita resterà il segno,bisognerà lenire il cuore con il perdono, anche se la battaglia più dura sarà quella di dimenticare. Ma si deve andare avanti, tagliare i rami secchi e avere lìopportunità di fare in modo che nascano nuovi "germogli", ricordare solo i gesti d'amore, perchè ricordare gli altri, oscura sempre una parte di cuore, facendo riaffiorare risentimento e tristezza, quindi guardare avanti e mai più indietro. E' sempre un gran dispendio di energie ma non esiste altro da fare perchè in tempi lontano, come scrisse un bimbo di pochi anni alle elementari, l'unica risposta è davvero l'amore.

martedì 27 febbraio 2018

IN CAMMINO

Cammino nel bosco e una leggera brezza mi sfiora la pelle del viso. L'aria è gelida anche se sono le 10 del mattino. Siamo un piccolo gruppo di sei persone e in questo martedi mattina, ci siamo incamminati lungo il sentiero conosciuto delle campagne brianzole, godendoci la bella vista dei campi dove un pallido sole, anzi ,smorto è l'aggettivo giusto, sta facendo breccia sciogliendo quella che sembra brina. Braccia e gambe si muovono coordinando i movimenti e i bastoncini puntano in sintonia il terreno. Sono l'ultima della fila e ascolto attenta ogni fruscio, ogni piccolo rumore, ho intravisto uno scoiattolo o per lo meno mi sembrava tale e mi son fermata a fotografare delle primule e un prato pieno di fiorellini bianchi che assomigliano ai mughetti.
Quando cammino in silenzio sono talmente concentrata che capisco di avere alcuni sensi più che mai attivi: udito, vista, olfatto, tatto. E sto in silenzio insieme a me, ma dentro sottovoce, spesso riesco a dire una preghiera, non so perché, forse il verde mi ispira di più, ma so che mi sento bene, ho una fortissima sensazione di benessere, mi sento...libera.
Non penso a nulla e cammino. Poi allargo lo sguardo su un fiore e i pensieri si rincorrono, cerco di metterli in ordine e sorrido tra me e me. E' un po' un casino lo so, ma sto bene e mi sento in pace con il mondo intero. Ogni tanto canticchio arie sconosciute, proprio perché mi sono talmente lasciata andare che non ho voglia di canticchiare qualcosa che so, voglio solo ascoltarmi e percepire quello che ho intorno. E' un concetto strano ma è una sensazione intensa. Con i piedi che mi ritrovo non credo riuscirò mai a fare almeno un pezzettino del cammino di Santiago, ma ce ne sono tanti altri molto belli alla portata; il cammino interiore io sto cercando di imparare a farlo dentro di me, con me, accompagnando una Bianca che ha sete di arrivare a capire, vedere e sapere tutto quel che tra le righe della vita non so e non vedo. Voglio stare bene al mondo e devo darmi una mano a farlo.
Anche con i piedi, aiutata da due bastoncini.

sabato 30 dicembre 2017

Vorrei un bacio

Vorrei un bacio. Uno di quelli pieni di passione come quelli che ho visto nei film in bianco e nero. Vorrei un bacio e di contorno un abbraccio da togliere il fiato, ad occhi chiusi respirare il tuo profumo e fare in modo che le tue labbra non si stacchino finchè non lo decido io. Vorrei un bacio dolce, con la lingua che tentenna ma poi si decide e mi trasmette tutto l’amore del mondo. Vorrei un bacio che non c’è mai stato, che ho mille volte immaginato, sognato e per sempre perduto. Vorrei un bacio. Un altro.Un bacio di papà, uno di quelli con lo schiocco come quando tornava dal lavoro dopo mesi che mancava da casa, oppure un bacio col sorriso come quando mi prendeva a sedere sulle sue gambe e mi raccontava le storie di Giovannin Pipetta. Vorrei il suo caldo abbraccio anche se la mente rammenta l’ultima immagine, l’ultimo sorriso che vidi sul suo volto un giorno di fine luglio tanti anni fa; aveva avuto un guizzo di felicitàe gli sorridevano gli occhi alla vista del suo nipotino appena nato....era bello il mio babbo, non avrei voluto che se ne andasse così come se n’è andato... Vorrei sognarlo un bacio di mio padre, vorrei dirgli tante cose, tutte quelle che non ho fatto in tempo a dirgli a raccontargli, vorrei potergli inviare tutto il mio amore, tutto quello versato nella nostra storia insieme, incompiuta infinita, contornata di rammarico e rimpianto per ciò che ho fatto, ciò che non ho fatto e ciò che si sarebbe potuto fare. Ho la guerra dentro quando ci penso, ma vorrei un bacio, un bacio abbracciati da quell’ amore infinito, quello cominciato alla vista di un fiocco rosa inaspettato, perduto dentro a un mare di domande spesso senza risposta, ma pieno di poche grandi certezze. E ti vengo a trovare e ti guardo sorridere da un freddo muro di marmo, il tuo bel sorriso simpatico che mi manca e che cerco oltre la fotografia...vorrei il miracolo di riaverti al fianco per dirti mille cose, condividere la mia esperienza di mamma e di donna fragile. Vorrei tanto ti arrivassero il mio pensiero ed il mio amore e vorrei tanto che mi mandassi un bacio come per dire “...tranquilla, sono arrivato. E adesso dammi un bacino”.

giovedì 8 giugno 2017

Istantanee di mare - Torre Pedrera

Solo qualche giorno fa, camminavo di prima mattina in riva al mare. Il sole si era appena affacciato all'orizzonte e il gentile andirivieni a riva dell'acqua, accompagnava i miei pensieri; unico rumore insieme al cinguettio degli uccelli , il leggero puntello dei bastoncini sulla sabbia piena di piccole conchiglie. Non sono ancora le 7 del mattino ma il passo è sicuro e leggero, otto chilometri fino a Igea Marina e ritorno, l'aria è fresca e il sole accarezza la pelle , il mare in alcuni punti è immobile e la marea è molto bassa, si potrebbe tranquillamente arrivare fino agli scogli, la porta sul mare aperto.
Camminiamo Massimo ed io, lui ha il passo più lungo del mio. Camminare in questo modo apre la mente che a gradi si concentra : il passo, l'apertura delle mani, la retta postura , il respiro, la tecnica. Si "aprono" i sensi, si colgono piccoli rumori, che arrivano dalla strada poco lontano, qualcuno canta una vecchia canzone, lo stridìo dei gabbiani . I mosconi vicino alla torretta del bagnino sono un intercalare di colori e uno,
solo soletto è fermo tra la riva e gli scogli; incrociamo pochissime persone, qualcuno che corre, altri che camminano nell'acqua con le ciabatte in mano. Vedo persone nell'acqua chine a raccogliere vongole e cannolicchi, mentre davanti a noi una ragazza raccoglie conchiglie e il suo cane ci corre incontro scodinzolando. Come uno schiaffo ci arriva alle narici un profumo di torta, forse torta di mele ed è inebriante, io che devo sempre dare un'occhio alla linea... Da una radio lontana arrivano le note di "Volare" e ci fermiamo contemporaneamente senza parlare per bere un sorso d'acqua "Tutto ok?" Mi chiede Massimo "Andiamo" E' la mia risposta. Camminando i pensieri si mettono in fila indiana, come quando si va alla cassa del supermercato, è quasi più facile aspettarli, dare loro il benvenuto a mettersi ad un tavolo immaginario dove sorridendo il tuo cuore ne prende uno e dice " allora come va? Raccontati dai!" Son solo le 7.30 e sono a digiuno e già ho accantonato tanti argomenti da analizzare, capire e ordinare oggi e la prima cosa che penso è che appena a casa aprirò la pagina del mio blog (dove sto scrivendo ora) e metterò nero su bianco quel che mi passa per la testa stamattina. E' tanto che non scrivo, più di un anno durante il quale ho fatto mille cose, forse non mi sono fermata a respirare con il cuore come ora. Fermare come fossero istantanee i pensieri, le immagini, le sensazioni è possibile, per me ora è il momento.
Incrociamo due vecchietti che ci salutano, anche loro hanno i bastoncini ma sono da trekking, fanno più la parte del sostegno mentre i nostri muovono il corpo in modo più armonico e oltre. "Aiutano vero?" Mi dice lei alludendo ai miei "Certamente" rispondo sorridendole. Li salutiamo , sono teneri, non riesco a definire la loro età . Penso che mi piacerebbe invecchiare con il cervello a posto, sarebbe bello. Riprendiamo a camminare in silenzio aprendo tutti i sensi pronti a ricevere ogni suono, odore, sensazione, riflettendo su questo si ha la percezione più profonda della "presenza" del sè, non so spiegarlo in modo diverso, scrivo come vivo questa emozione. Prima non era così, camminare mi aiuta a scoprire e a capire, approfondire tante cose date spesso per scontate, in questo modo, uguale e diverso insieme rifletto. Quante speranze, aspettative, delusioni, gioie, mi aspettano nel prossimo futuro e quanto durerà? Il tutto è inevitabile, respiro, sono viva, sono storia, il passato di speranza non ne ha, per lo meno non ne ha più , tutto sopito, vissuto spremuto, morto o resuscitato in qualche blando pensiero. Ma è passato. Ed è mio, niente e nessuno può cancellarlo o portarmelo via anche se la memoria spesso perde i pezzi di questo puzzle che è la vita. Ora ci fermiamo , lasciati i bastoncini sulla sabbia osserviamo rapiti l'orizzonte. Un peschereccio passa lento tra il blu del mare e l'azzurro del clielo, sembra di essere dentro una cartolina.
Prima abbiamo visto un airone che al nostro avvicinarsi ha spiegato le ali ed è volato via.
Guardo Massimo, siamo seduti sugli scogli e ci teniamo per mano in silenzio; ogni tanto lui si volta mi guarda e sorride. Siamo due compagni di viaggio lungo una strada che speriamo di percorrere insieme ancora per molto tempo.
" Il cammino trova chi è pronto " e quando c'è l'appello noi rispondiamo " Presente!".

mercoledì 30 dicembre 2015

Ciao 2015



Il fascino di un foglio bianco e una bic posata di lato che aspetta di dare vita a tutte quelle parole che da giorni si muovono dentro la mia testa.

Domani un altro anno finirà aprendo il sipario  su altri giorni durante i quali spenderò la mia vita con tutto ciò che il futuro mi riserva.

Quest'anno è stato un anno nuovo per me, ho avuto più tempo per tutto, a volte l'ho speso bene, a volte l'ho sciupato, altre volte l'ho centellinato assaporando quel che capitava.

Un anno fa  contavamo i giorni che ci separavano dal 18 gennaio, da due mesi  avevamo in mano i biglietti  per volare dall'altra parte del mondo per il trentesimo compleanno di Stefano, una sorpresa fermata in un video che in questi giorni ho rivisto spesso.




Non amo fare bilanci di cosa è andato bene e cosa no,  ho dei bei ricordi che quando meno me l'aspetto riaffiorano, insieme ad altri magari un pò meno carini .

Non mi è mancato il lavoro in sè, mi sono mancate le persone specie quelle con cui  c'è  stato un rapporto sincero di amicizia che non vogliamo reciprocamente dimenticare.

Ho dedicato tanto tempo a me, ho "cazzeggiato" molto, cosa che prima non ero abituata a fare; ho imparato a non correre e a rimandare a domani le cose che non ho voglia di fare ora, ho trovato più tempo per le mie amicizie, per il volontariato, per curare la mia casa, dedicarmi alla mia famiglia, a Massimo, ai miei hobby.

Ho sperimentato il cucito, cosa che ho sempre odiato fare fin da piccola : non so cucire faccio dei mugugnoni da paura quando riparo le calze, però ho imparato a fare i gufetti e ho in mente cose nuove da elaborare....





Son conteta di essere  al mondo, di avere delle buone amiche sulle quali posso sempre contare e loro lo sanno, anche se vorrei dedicare loro più tempo...ma tornerò a Selvino con Mitzy  e a Pontremoli da  Annalisa e Claudio e a Melpignano da Angelo e Beatrice,  prima o poi, porterò Annina ancora a Canale 5 e con Lida e Anna un bel giretto a Milano lo faremo per bene e Fiorenzo mi vedrà ancora mangiare le sue favolose pizze.



Stefano e Massimo , uno lontano e uno vicino, un figlio e un marito, due amori grandi, incommensurabili. Il primo è un regalo che la vita mi ha fatto e sono grata per questo dono che vorrei poter toccare con mano ogni giorno; il secondo è un regalo ricevuto una domenica di settembre oltre quarant'anni fa, abbiamo fatto tanta strada alternando gioie e dispiaceri, difficoltà e cose belle, quest'anno ho nuovamente rischiato di perderlo ma abbiamo combattuto insieme per restare insieme.  So che qualcuno ci prende in giro perchè quando camminiamo ci teniamo per mano, ma non mi interessa niente...io quando vedo due che si tengono per mano sorrido, per me un significato ce l'ha questo gesto, è dentro il nostro vissuto, che ne possono sapere gli altri?

Prego poco anche se credo, ma quando lo faccio mi emoziono, specie in questi giorni pre e post Natale, sono i giorni dell'anno più difficili per me, perchè avverto più forte le assenze di chi non è più qui, quindi la mia preghiera è sempre la stessa ma un pò più tremolante ....


Se ci penso bene sono molto ricca , perchè mi sento amata, non ho risentimenti con nessuno, voglio bene a un sacco di gente, familiari e non, cerco di migliorare a 360° perchè voglio essere in pace con tutto ciò che mi circonda, persone, cose, animali, piante....forse non è normale  parlare così al giorno d 'oggi ma che vi piaccia o no , così sono , prendere o lasciare .






Auguro a tutti un buon 2016, che la gentilezza, la cortesia, la pace e soprattutto il buon senso, non vi abbandonino mai, che possano moltiplicarsi nelle vostre azioni di tutti i giorni con un sorriso, perchè
come scrisse un certo bambino di 7 anni,  tanti anni fa : " l'amore è la risposta " .
 





giovedì 26 novembre 2015

A VERY BIG SURPRISE !!!

"Aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più..", noi ne abbiamo aggiunti tre in un colpo solo, qualche settimana fa!

Citofona un caro amico di Stefano,  ogni tanto capita; Andrea sale le scale ed entra in casa  è passato per un saluto e.....mentre sto chiudendo la porta si apre l'ascensore e chi vedo? Stefano e Chloe!!!!

A very big surprise !!!! E Massimo " Lo sapevo, lo sapevo...!!! " Che bello riabbracciare i nostri ragazzi (oramai anche il mio cuore parla al plurare)!

Quel birbante di mio figlio qualche settimana fa ci dice che lui e Chloe si prenderanno  una ventina di giorni di ferie per visitare l'entroterra australiano, quindi sarebbe stato difficile trovare nel deserto una rete di conessione per internet decente. Ok,  questo quindi implica l'impossibilità probabile di non  vedersi durante il week end come al solito e in questo lasso di tempo arrivano messaggi del tipo :

" Ciao bella, noi siamo arrivati oggi a Cooper Pedy, abbiamo trovato un ostello con una connessione schifosa ma almeno vi scrivo..... - il viaggio è una figata c'è sempre un sacco di roba da vedere......
- domani partiamo per Port Augusta ...... - domattina si parte per Esperance.......- siamo in viaggio per Margaret River.....ecc."

E invece la verità è che sono stati in Francia a Montelimar e a Parigi , per poi venire qui .

Ho preparato al volo un piatto di pasta, tagliato  il salame buono e tutti intorno al tavolo a guardarci
contentissimi, compreso Andrea il nostro critico letterario preferito che ha giocato il ruolo di loro gancio.

Bellissima sorpresa!! Volentieri hanno quindi felicemente movimentato così la nostra routine fino a ieri 25 novembre giorno della partenza e ritorno in terra australiana.

Sono stati giorni durante i quali abbiamo assaporato ogni momento, ogni attimo passato insieme.

Avevamo in programma di andare insieme a mio fratello Massimo, da mia sorella Paola per festeggiare insieme il suo compleanno;  le espressioni delle facce sorprese sono state diverse divertenti e uniche, difficile trattenere la lacrimuccia.

                                                 Dado, Stefano e Chloe da Paola

Abbiamo passato una bellissima domenica con i miei familiari e anche Giuliana e Giampietro, amici  di vecchissima data. Paola per l'occasione aveva preparato la casoeula e Chloe l'ha mangiata volentieri. 


Il martedi successivo tutti a Portomaggiore , altra sorpresa all'altro pezzo di parentado emiliano; qui
i ragazzi hanno gustato le delizie del posto fatte a mano da Teresa: passatelli in brodo, tagliatelle, dolci, ecc.ecc.

Chloe aveva il grande desiderio di mangiare una pizza come si deve, poichè in Australia  nonostante qualche cuoco o pizzaiolo italiano, la pizza è mooolto diversa sia per proporzioni che per ingredienti, quindi tutti da Fiorenzo (cenetta già pianificata tempo addietro) con Gigi, Lida, Anna, Giuliano, Tony e Mery. Sorpresona anche per i nostri amici accompagnata da dolci parolacce e pacche sulle spalle.

                              La favolosa pizza di Fiorenzo (Credevo Peggio - Cornate d'Adda)

Ci siamo poi ritrovati tutti da mio fratello Massimo dove Stefano a potuto riabbracciare i suoi cugini
Francesco e Candida e conoscere Irene la mia bellissima pro nipotina, figlia di Candida e Lorenzo.
Anche qui Chloe ha potuto gustare i vari manicaretti di Benedetta, mia cognata e qui, pancia mia fatti capanna (ma come si fa a mantenere la linea???!!).

Una sera Chloe si è impadronita della cucina e ha preparato una cenetta tipicamente francese, dall'antipasto al dolce ; tutto buonissimo ! Oltre ad essere brava e bella, è un'ottima cuoca .

                                                                     Chloe in cucina



             
                                 Il Vino francese che apriremo per un'occasione speciale


Abbiamo dato fondo alla nostra piccola cantina, esaurendo sia il vino bianco che quello rosso , ma ne valeva la pena anche se in confronto a quello francese che Chloe ci aveva portato direttamente dalla Francia, i nostri Bonarda e Vermentino, potevano tranquillamente nascondersi. Comunque abbiamo tracannato tutto, è rimasta solo una bottiglia di  Laurent Combier   che berremo per una occasione speciale prima o poi.

I giorni son volati via velocemente, Stefano e Chloe spesso fuori a cena con amici,  a fare climbing ad Agrate o in giro a passeggio. 

Siamo stati insieme a Lecco, dove abbiamo gironzolato per librerie e mercatini, incrociato cavalli e caprette della Coldiretti insieme a tacchini e altro bestiame, visto sfilata di vecchi trattori, camminato tanto in una domenica stupenda culminata poi la sera con una pizza improvvisata a casa nostra insieme a mio fratello, Benedetta, Francesco e il mio nipotino Claudio con la sua ragazza Laura. 


                                                                  Stefano e  Chloe

I  colori del lago e dell'autunno
La chiesa

Controluce

Stefano e Chloe

I colori del lago e dell'autunno

Verso le 16.30 fa capolino la luna

Barchette

Le caprette

Mamma e figlio - equini

Il giorno dopo lunedi 23 arrivano qui a casa Simone e Sabrina, amici di Stefano che lavorano in Germania da diversi anni e da cinque non si riabbracciavano. Questa volta il gancio l'abbiamo fatto noi con Rosy e Abramo i genitori di Simone, infatti dopo mangiato con i due ragazzi nel baule della nostra macchina (è bello grande), ci siamo presentati a casa dei nostri amici e anche lì, facce stupite e lacrime in quanto arrivo inaspettato.

Questi figli , quante gioie  e quanti passi nella loro vita, spesso lontano da noi come Stefano e
Simone, passi importanti per costruirsi un futuro migliore .....Come si fa a non emozionarsi? Ho visto la mia amica con gli occhi lucidi, tutta rossa in faccia che si perdeva dentro l'abbraccio di suo figlio, come me del resto  due settimane prima...


E' stato bello averli a casa, avere confusione in camera, cambiare i nostri programmi e le nostre abitudini, fatto tutto volentieri e con amore senza pensarci due volte.
Stefano Chloe e Massimo

E' stato bello giocare a Jenga, a Spedy, mischiare a volte un pò di italiano con inglese e francese,
ridere con Chloe e giocare con Stefano come avevamo voglia di fare da tempo.

Ed arriva anche il momento di partire e ripensando a quell'ultimo abbraccio con i miei ragazzi ho un brivido forte che mi scuote: il desiderio già di rivederli presto.

Al check in in aeroporto

Mentre ci avviamo a casa in auto ho  dei flash che mi fanno sorridere e spegnere la lacrimuccia che indugia dietro le lenti dei miei occhiali; li vedo abbracciati, a giocare come due bambini con la Play Station, rincorrersi giù in cortile, cantare insieme in  bagno sotto la doccia, prendermi in giro per la mia risata.....le loro mani sempre intrecciate o vicine che si sfiorano anche a tavola..

I gesti a volte sono dettagli, ma penso che la gentilezza di una carezza può stare anche in uno sguardo ed è in uno sguardo, uno dei tanti,  che ho visto non due persone innamorate, ma una sola persona .


Cuor  di salame

La strada corre, siamo quasi a casa e penso a Gibran, all'arco (che siamo noi genitori) e alle frecce ( i figli), certo la nostra freccia è andata davvero lontano...fosse stato un boomerang, tornava indietro.

O no? :-)

martedì 29 settembre 2015

FEBBRE ALTA. Sempre




I paragoni sono spesso antipatici e molto personali, piedi di piombo quindi a mettere nero su bianco le sensazioni, scrivendo di getto, solo per stoppare nel tempo le emozioni, che non fermano il batticuore e non asciugano la lacrimuccia che impavida scende al solo ricordo, al solo pensiero di qualcosa di appena simile vissuto prima, in un tempo lontano.

Gilles e Renè, luglio 1979 Digione. Tutti lo definirono un pazzo, i giornali titolarono epiteti e aggettivi di tutti i tipi, in pochi capirono cosa c'era dentro, nel profondo di quell'esserino che guidava quella macchinina rossa duellando fino all'ultimo respiro con la gialla Renault.





Lì salì la febbre. La covavamo in tanti già da qualche tempo e ancora dopo tanti anni non è passata.
Non c'è cura ormai per questo virus, per questa passione che ancora resiste agli attacchi del tempo.



Non ho più voluto bene a  nessuno come a lui, può sembrare stupido, ma certi "amori" sono incredibilmente resistenti, anche se virtuali, perchè purtroppo non ho mai avuto il piacere di stringergli la mano , anche se ho una cartellina piena di foto, autografi, biglietti e un mio disegno  autografato di suo pugno.

Ieri assistendo al motogp, ai sorpassi continui tra Valentino e Pedrosa, ho avuto il flash di quei momenti vissuti davanti alla mia tv ben trentasei anni fa, un batticuore simile, la paura che potesse succedere l'irreparabile, mi son trovata a sudare freddo , le mani intrecciate strette fino a farmi male
accompagnando con lo sguardo e con il fiato sospeso le due figure sullo schermo .

Non tifavo per nessuno dei due  anche se ho una grande simpatia per Valentino, ma però speravo davvero che Daniel vincesse quella battaglia per un secondo posto .  E così è stato. Giusto così.

Amo  guidare , sono a mio agio con il sedere su quattro ruote, un pò meno su due (come passeggera), mi piacciono i motori e quando la mia tv è accesa "batte" i canali di sport su Sky  dove spesso capita di assistere a gran premi di formula uno e moto gp degli anni scorsi .

Ieri s'è vista una bella pagina di sport, un'emozione vera. Ogni tanto ci vuole.

Insomma  volevo solo dire che ci manchi tanto Gilles, ma è bello ogni tanto vedere qualcosa che fa riaffiorare il tuo ricordo, anche se quando capita è un pugno invisibile nello stomaco, un 'emozione  che riaccende la febbre.


    Era giunto in cima alla sua montagna e certamente, da lassù, vedeva le cose in un'ottica
diversa  dalla  nostra,  di  noi  che,  umili  formiche,  abbiamo  scelto  di  vederle  dal  basso.

             (Jeff Hutchinson da "Grand Prix International magazine" del 13 maggio 1982)

Consigli per la mente, gli occhi, il cuore

  • IL PICCOLO AVIATORE - Andrea Scanzi
  • IO & MARLEY - John Grogan
  • IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO - Marcello D'orta
  • L'ONDA PERFETTA - Sergio Bambaren
  • LA BIBBIA
  • LA PROFEZIA DI CELESTINO - James Redfield
  • MESSAGGI DAI MAESTRI - Brian Weiss
  • NEL FUOCO - Nicholas Evans
  • SE SOLO FOSSE VERO - Marc Levy
  • STORYTELLERS - Paola Maugeri, Luca De Gennaro
  • UN'ALTRA OCCASIONE PER VIVERE - Ken Grimwood