lunedì 18 gennaio 2010

IO & MARLEY

Questo libro è stupendo.

Scritto davvero con amore...Riporto qui di seguito quanto scritto dall'autore
nelle pagine finali. Commuoversi e piangere non è simbolo di debolezza e vulnerabilità prettamente femminile, ma denota soprattutto che siamo vivi, abbiamo delle emozioni, e il nostro cuore è ancora...NOSTRO.





"Nessuno l’ha mai definito in grande cane o anche un buon cane. Era sfrenato come un ossesso e forte come un toro. Affrontava gioiosamente la vita, con un entusiasmo associato spesso a disastri naturali. E’ l’unico cane che sia mai stato espulso da un corso di educazione all’obbedienza….Marley era un divoratore di divani, un demolitore di porte a zanzariera, un dispensatore di saliva, un ribaltatore di coperchi di pattumiera. Quanto al cervello, lasciatemi dire che ha dato la caccia alla sua coda fino al giorno in cui è morto, apparentemente convinto di essere sull’orlo di una grossa svolta nel mondo canino. Ma c’era dell’altro in lui e descrissi il suo intuito e la sua empatia, la sua dolcezza con i bambini e il suo cuore puro.

Quello che volevo realmente dire era come quest’animale aveva toccato le nostre anime e ci aveva insegnato alcune delle lezioni più importanti della vita e mentre diventava vecchio e malandato.
Mi ha insegnato l’ottimismo di fronte alle avversità. Soprattutto mi ha insegnato l’amicizia, l’altruismo e una profonda devozione.

Era uno straordinario concetto che solo ora, sulla scia della sua morte, stavo assorbendo totalmente : Marley come mentore. Era un maestro e modello di comportamento. Era possibile per un cane, qualsiasi cane, ma soprattutto un pazzo cane incontrollabile come il nostro, indicare agli umani le cose che contavano realmente nella vita? Direi di sì. Lealtà, coraggio, devozione, semplicità, gioia. E le cose che non contavano.

A un cane non servono automobili lussuose o grandi case o vestiti di sartoria. Gli status symbol non significano niente per lui. Un bastone fradicio gli va altrettanto bene. Un cane giudica gli altri non dal colore, il credo o la classe ma da chi sono interiormente. A un cane non importa se sei ricco o povero, istruito o analfabeta, intelligente o stupido. Dagli il tuo cuore e lui ti darà il suo.

Era molto semplice, eppure noi umani, così più saggi e più sofisticati, abbiamo smpre avuto difficoltà a immaginare quel che conta e non conta realmente…….Era il protagonista di alcuni tra i più felici capitoli della nostra vita. Capitoli di amore giovanile e nuovi inizi, di carriere in erba e bambini piccoli. Di inebrianti successi e dolorose delusioni; di scoperta, libertà e presa di coscienza.

Era entrato nelle nostre vite mentre stavamo cercando di immaginare come sarebbero diventate……Divenne parte del nostro tessuto, un filo inseparabile e strettamente intrecciato con ciò che eravamo noi. Così come noi l’avevamo aiutato a plasmarsi nel cane di famiglia che sarebbe diventato, lui aveva aiutato noi a plasmarci come coppia, come genitori, come amanti degli animali, come adulti.

Nonostante tutte le delusioni e le aspettative disattese, Marley ci aveva fatto un dono, spontaneo e inestimabile. Ci aveva insegnato l’arte dell’amore incondizionato. Come darlo, come accettarlo.


Dove c’è questo amore, gli altri pezzi vanno quasi sempre a posto. "


IO & MARLEY – John Grogan (Sperling & Kupfer Editori)










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