martedì 26 agosto 2008

MARE, MARE.....



Quando arriva l’estate, noi esseri “umani” ci sentiamo attratti dal mare. Tante persone si riuniscono sulle spiagge cercando il contatto con le onde che ci procurano piacere e riposo. Tuttavia il cammino dell’essere umano lascia spesso la sua traccia fatale sulla spiaggia.

Una grande quantità di buste di plastica di tutti i tipi viene lasciata sulla costa e il vento e le maree si incaricano di trascinarli nel mare. Un sacchetto di plastica può navigare decine di anni senza degradarsi.

Le tartarughe marine li confondono con le meduse e li mangiano, soffocando nel tentativo di ingoiarli. Anche i delfini muoiono così perché non hanno la capacità di riconoscere l’immondizia umana, tutto ciò che nel mare fluttua è mangiabile.

La plastica di una caraffa per esempio, molto più consistente di una busta di plastica può rimanere inalterata navigando nell’acqua del mare per centinaia di anni.

Il dottor James Ludwig, che stava studiando la vita degli albatros nell’isola di Midway nel Pacifico a molte miglia dai centri popolati, fece una scoperta spaventosa: quando cominciò ad esaminare il contenuto dello stomaco di 8 piccoli albatros morti, trovò 42 tappi di bottiglia in plastica, 18 accendini e resti fluttuanti in maggior parte piccoli pezzi di plastica. .

Questi piccoli erano stati alimentati dai genitori i quali non erano stati in grado di distinguere i rifiuti al momento di scegliere l’alimento.

La prossima volta che andrai sulla spiaggia preferita, potresti trovare nella sabbia la sporcizia che un’altra persona ha lasciato. Non è la tua sporcizia ma è la tua spiaggia, il tuo mare, il tuo mondo, quindi devi fare qualcosa per lui.

Molti genitori giocano con i loro figli a chi riesce a raccogliere + plastica, come forma di un’indimenticabile lezione di ecologia. Altri in silenzio raccolgono i rifiuti abbandonati e se li portano a casa con i loro avanzi da buttare. Questi ultimi li vedremo passare sorridendo perché hanno dato un piccolo ma prezioso contributo alla conservazione dell’ambiente.

Non si può difendere quel che non si ama e
non si può amare ciò che non si conosce.

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