domenica 25 aprile 2010

SONO CONTENTA :-D



Le persone che si amano

in modo totale e sincero

sono le più felici del mondo.

Magari hanno poco,

magari non hanno nulla,

ma sono persone felici.

Tutto dipende dal modo

in cui ci amiamo.


Madre Teresa
**********


Sono contenta, ho visto il mio uomo sorridere felice oggi, pago, dopo tanto tempo e una giornata inaspettata dedicata al lavoro, di domenica, lontano da me. Quante ne abbiamo passate insieme....le mie preghiere allora sono state ascoltate.

Ho mandato un messaggio a Stefano che subito ha chiamato a casa e ha voluto parlare con suo padre. Piangeva di felicità.

Non vedo l'ora che arrivi a casa Stefano stasera, per abbracciare entrambi i miei uomini e fondere i nostri cuori con tutto l'amore possibile e godere insieme di questa contentezza.






venerdì 9 aprile 2010

COME FUNZIONA LA VITA?

****
Son più di cinquant’anni che ci sto dentro ma a volte non capisco quale strada prendere, quale percorso seguire, quale obiettivo rincorrere.
Quando sono triste mi manca la forza e la volontà di andare avanti…per andare dove?

Allora mi fermo, chiudo gli occhi e nella mia mente riaffiorano i momenti più belli, quelli dove
Ho assaporato la felicità in ogni sua effervescente presenza.

Quanti momenti belli e intensi in questa mia esistenza…se lascio andare a ruota libera la mente
Ecco cosa affiora:

Scavalcare il muro e il cancello della scuola per bigiare e andare al Parco Lambro a suonare la chitarra, ballare un lento stretta stretta a Massimo in quella sala vicino all’Arena, innamorarsi e non avere altri pensieri che il suo, divertirsi con gusto vendemmiando, poter dormire un’altra ora in più, fare l’amore mentre suona la nostra canzone, un regalo inaspettato, incontrare gli amici, una bellissima caccia al tesoro, il cuore che batte forte mentre suona il telefono , ridere con gli amici, fare l’indianata al villaggio e arrampicarsi sul totem, sentire un cuoricino che batte veloce dentro il mio pancione, incontrare dopo tanto tempo un vecchio amico perso di vista, giocare a nascondino con il mio bimbo, cantare a squarciagola le canzoni di Gatto e Renato, andare al lavoro con la sciarpa rossonera fuori dal finestrino, un biglietto con scritto ti amo, un regalo importante da Ste, il matrimonio di un caro amico, uno scritto di Francesco nipote stupendo, un abbraccio pieno d’affetto e d’amore, una foto di gruppo davanti ad una torta, un “ti voglio bene” detto con il cuore in mano, la “presenza” di un’amica che non vedo mai, in un suo scritto, preparare gli gnocchi insieme….

Se ci penso bene in questa vita, posso solo dire che sono stata fortunata più di altri; non sono mancati i momenti infelici, le delusioni, le speranze crollate, i tradimenti, le cattiverie, i lutti, i dispiaceri, certo chiunque ne farebbe a meno, ma anche queste situazioni devono essere vissute anche se a volte ti demoliscono o altre ti fortificano, in ogni caso l’importante è sempre rialzarsi…pancia in dentro schiena eretta e petto in fuori.
:-))

giovedì 1 aprile 2010

PENSIERO SULL'AMICIZIA





Amico mio,

tu e io rimarremo estranei alla vita,

e l'uno all'altro, e ognuno a se stesso,

fino al giorno in cui tu parlerai e io ascolterò,

ritenendo che la tua voce sia la mia voce,

e quando starò zitto dinanzi a te

pensando di star ritto dinanzi a uno specchio.


~ Kahlil Gibran


Dedicato ai miei amici, anche quelli lontani ma che
comunque mi son vicini specialmente in questi
momenti poco spensierati.

Dedicato ai miei amici che stanno tutti nel cuore
stretti stretti e vicini vicini, che tutti insieme,
così uniti mi fanno sentire il loro calore, quegli
amici che anche in una uggiosa giornata come oggi
hanno il potere di dipingere l'arcobaleno e seminare
la speranza nei solchi del mio cuore.

**

domenica 28 marzo 2010

AL MIO ANGELO CUSTODE

http://www.angelibuoni.it/angeli/anselm/globe10.gif

Ma come ti chiami ?

Ogni tanto mi domando dove sei, vorrei vederti, poterti toccare, avvertire la tua presenza per sentirmi più sicura. Ho questa necessità specialmente quando mi sento sola e afflitta, come succede da un pò di tempo a questa parte.

LA STRETTA DELLA TUA MANO è una poesia di Tagore che ho trovato in rete e qui riporto; vorrei anche poterti dare un nome e vorrei avere la costanza di pregarti un pò più spesso.

Voglio credere che tu ci sia,

perchè sono sicura che ancora non ti sei dimenticato di me.


Ti prego:
non togliermi i pericoli,
ma aiutami ad affrontarli.

Non calmar le mie pene,
ma aiutami a superarle.


Non darmi alleati nella lotta della vita,
eccetto la forza che mi proviene da te.

Non donarmi salvezza nella paura,
ma pazienza per conquistare la mia libertà.

Concedimi di non essere un vigliacco
usurpando la tua grazia nel successo,
ma non mi manchi la stretta della tua mano
nel mio fallimento.

***

Tagore nasce a Calcutta 6 maggio 1861

Poeta e mistico - Premio nobel per la letteratura nel 1913

Muore a Calcutta nel 1941.
**


mercoledì 10 marzo 2010

RICORDI NELLA NEVE


Nevica. Una coltre bianca ha coperto le case, i prati e gli alberi.
Guido piano sulla strada che mi porta al lavoro, per il momento è percorribile.

L’aria è frizzante, ma tutto fuori sembra rallentato.

Esco dalla tangenziale e passo davanti al Colleoni, un agglomerato di edifici attorniato da alberi che sembrano aprire le bianche braccia innevate al cielo. Sembra un paesaggio fiabesco.

La neve cade a piccoli fiocchi, con il suo dolce ritmo.

Ripenso a quando è nato Stefano.

C’era tantissima neve, aveva nevicato per un paio di giorni in continuo e molto forte.

Io uscivo spesso nonostante il freddo con il mio bimbo che stava al caldo dentro la sua bellissima carrozzina blu china con i fiori rossi arancioni e gialli, percorrevo il viottolo scavato sul marciapiede tra i muri di neve.

Abitavo vicino ad un piccolo parco dove erano chiusi in un grande recinto un asino, delle caprette, galli e galline e c’era anche un bellissimo pavone .

Anche con la neve la mattina avevamo la sveglia ecologica: un asino che raglia, un gallo che canta,
entrambi più o meno alla stessa ora.

Ricordi….

Avevo una piccola 500 beige, regalatami da mio suocero piacevolissima da guidare, bisognava
Giocare di frizione per cambiare marcia; vicino alla targa avevo l’adesivo di Gilles il mio mito
Di ieri e di oggi e spesso, il pedale dell’acceleratore si incantava…una volta feci un “pelo” incredibile a una vetrina ….

La neve…

I remember…
…. una battaglia di palle di neve con gli amici del karate, dopo l’allenamento una sera…arrivai a casa tutta bagnata, zuppa d’acqua….con la mia Renault 5 andavamo alla rotonda grande a guidare in controsterzo, facendo slittare le gomme e rischiando di finire fuori strada…..un ultimo dell’anno invece nevicava tantissimo e si ruppero i tergicristalli ; fu un cinema arrivare alla sala da ballo, quando uscimmo poi nell’anno nuovo alle 3 di notte non trovavamo più la macchina, coperta da diversi centimetri di neve….

Ora qui in ufficio guardo fuori dalla finestra e mi viene dal cuore una preghiera per ringraziare il cielo di darmi la possibilità di avere dei ricordi, di avere goduto di tanti momenti belli e no, di avere avuto tanto amore (e di averne ancora perché quello non basta mai) ma soprattutto di essere al mondo.

martedì 2 marzo 2010

LA CASETTA


Mi piacerebbe tanto
vivere in una casetta
così, con i mattoni
esterni a vista e il
soffitto con le travi
in legno; alle finestre
tendine di pizzo e
vasi di gerani rossi.

Un piccolo castello,
un nido in muratura
nelle campagne
toscane di Pontremoli, dove
abitano un principe e una
principessa innamorati della
vita e del loro stupendo bimbo.

Nelle sere d’inverno un bel fuoco
acceso nel camino, riscalda
l’ambiente mentre il principe suona la chitarra e canta una canzone d’amore…..
D’estate invece la principessa si reca spesso ai bordi del laghetto vicino e attorniata dagli animaletti del bosco, dipinge il paesaggio circostante.

Ma la cosa più bella è sdraiarsi nelle notti d’estate sull’erba fresca,
ascoltare il canto dei grilli e guardare i disegni delle stelle in cielo.

Sono molto soddisfatta di questo mio lavoro.


Questa mezza fiaba forse c’entra poco ma sognare rallegra.

domenica 21 febbraio 2010

CIAO KIKO

Domenica mattina.

Mi sono alzata presto, ho fatto colazione e poi ho preso una
scatolina decorata con fiori rossi, un panno azzurro di flanella
e ho avvolto il corpicino del mio canarino, morto venerdi sera.

Mi si stringeva il cuore mentre lo facevo...
sembrava dormire coricato su un fianco.

Ho chiuso la scatolina di legno e l'ho avvolta in una stoffa
resistente bianca con un nastro rosso e un fiore giallo.
Giallo come lui.

Sono scesa in giardino e ho scavato una buca ai piedi
dell'albero che si erge davanti al mio balcone, a pochi
centimetri dall'altra che ho sotterrato quattro anni fa:
un altro Kiko, un altro canto, un'altra compagnia che
mi ha lasciato.
Ho deposto la scatolina nella buca e l'ho poi ricoperta
di terra.

Ora sono qui davanti al computer in sala, e mi sembra
una cosa strana questo silenzio a cui non sono abituata;
forse dovrei mettere su un cd di Renato o di Battisti,
per far finta che Kiko riprenda a cinguettarci e cantare sopra...

E' anche questa una perdita, lascia un vuoto nel mio cuore,
perchè un animale in casa diventa uno di casa :
anche a lui ho dato affetto, amore, cure.

Speravo tanto stesse dormendo.....

Sono tanto dispiaciuta.

Stefano ha pianto come una fontana e anche questo mi ha
fatto stare male.

La vita è un viaggio che ancora non ho capito bene dove ci
porta, incontriamo dei compagni, dei viaggiatori che quando
ci lasciano, resta solo il ricordo e la consapevolezza che i nostri
occhi non li vedranno più.

Ciao Kiko, ti ho voluto tanto bene.

*

martedì 9 febbraio 2010

BACIAMI ANCORA


One, due, tre, four.




Un bellissimo spreco di tempo


un’impresa impossibile l’invenzione di un sogno


una vita in un giorno


una tenda al di là della duna




Un pianeta in un sasso,


l’infinito in un passo


il riflesso di un sole sull’onda di un fiume


son tornate le lucciole a Roma


nei parchi del centro l’estate profuma.




Una mamma, un amante, una figlia un impegno,


una volta una nuvola scura un magnete sul frigo,


un quaderno di appunti una casa, un aereo che vola.




Baciami ancora… Baciami ancora…




Tutto il resto è un rumore lontano


una stella che esplode ai confini del cielo.




Baciami ancora… Baciami ancora…




Voglio stare con te inseguire con te


tutte le onde del nostro destino.




Una bimba che danza, un cielo, una stanza


una strada, un lavoro, una scuola


un pensiero che sfugge una luce che sfiora una fiamma


che incendia l’aurora.




Un errore perfetto, un diamante, un difetto


uno strappo che non si ricuce.


Un respiro profondo per non impazzire


una semplice storia d’amore.




Un pirata, un soldato, un dio da tradire


e l’occasione che non hai mai incontrato.




La tua vera natura, la giustizia del mondo


che punisce chi ha le ali e non vola.




Baciami ancora… Baciami ancora…




Tutto il resto è un rumore lontano


una stella che esplode ai confini del cielo.




Baciami ancora… Baciami ancora…




Voglio stare con te invecchiare con te


stare soli io e te sulla luna.


Coincidenze, destino, un gigante,


un bambino che gioca con l’arco e le frecce


che colpisce e poi scappa


un tesoro, una mappa, l’amore che detta ogni legge


per provare a vedere che c’è laggiù in fondo


dove sembra impossibile stare da soli


a guardarsi negli occhi


a riempire gli specchi con i nostri riflessi migliori .




Baciami ancora…


Baciami ancora…




Voglio stare con te


inseguire con te tutte le onde del nostro destino.




Baciami ancora…


Baciami ancora…


Baciami ancora…


Baciami ancora…


Baciami ancora…


Baciami ancora…


Baciami ancora… Baciami ancora… Baciami ancora…




***




Bellissima canzone di Lorenzo Cherubini, dopo "A TE " una delle mie preferite.

domenica 31 gennaio 2010

IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO


Mettendo a posto la libreria mi sono ritrovata tra le mani questo libro al quale sono molto legata.
Tanti anni fa lo portai con me in una primavera al mare ai lidi ferraresi con la mia mamma, che già era malata, ospite nell'appartamento di amici ai lidi ferraresi.

Io e lei per tre giorni, sole tranquille a fare passeggiate sulla spiaggia deserta, con quell'aria leggermente frizzantina, già imbastita di freddo, che speravo potesse curare il suo male.

Stamattina ho i flash di quei tre giorni...mi manca tanto anche se mi sorride tutte le mattine quando apro gli occhi.

I genitori sono la colonna vertebrale della vita e senza di loro le costole si incrinano, manca l'appoggio affettivo e comprensivo che da il LA, che accorda tutte le note della vita.

Sfogliando le pagine, ho trovato i miei e suoi appunti scritti a matita accanto ad alcuni paragrafi che ricordo, la divertirono tanto..eccone qui di seguito uno di quelli più divertenti, lo riporto fedelmente con tanto di punteggiatura e errori grammaticali compresi.

" SE FOSSI MILARDARIO - pagina 79

Se fossi miliardario non farei come Berlusconi, che si tiene tutto per sè e non dà niente a nessuno e fa solo i film sporchi. Lui ai poveri non li pensa. Lui è miliardario per sè e la sua famiglia, ma per gli altri non lo è. Io se fossi ricco come lui farei il bene, per andare in Paradiso.

Se io dossi miliardario li darei tutti ai poveri, ai ciechi, al Terzo Mondo, ai cani randaggi. A Caivano ci sono un sacco di cani randaggi che li sperdono per le strade. Loro vanno in villeggiatura, li sperdono, e quelli vanno sotto le macchine.

Io se fossi miliardario costruirei tutta Napoli nuova e farei i parcheggi. Ai ricchi di Napoli non darei una lira, ma ai poveri tutto, soprattutto ai terremoti. Poi farei uccidere tutta la camorra e salverei i drogati.

Per me mi comprerei una Ferrari Testarossa vera, una villa e una cameriera per mamma. A papà non lo farei andare più a lavorare ma lo farei stare in penzione a riposarsi, a Nicolino gli comprerei i vestiti e una 126, a Patrizia tutti i dischi di Madonna. Poi comprerei una macchina nuova pure al mio maestro, perchè la sua è tutta ammaccata, e infine vorrei andare a Venezia per vedere Venezia.
Infine vorrei parlare con Maradona e invitare a casa mia Madonna, per mia sorella Patrizia.
Io tutto questo lo potrò fare, se vincerò il biglietto di Agnano che ha comprato papà. "



Chissà se ha potuto realizzare qualcosa di tutto ciò....

:-)Io speriamo che me la cavo - sessanta temi di bambini napoletani di Marcello D'Orta
Edizione Arnoldo Mondadori Editore - 1990

lunedì 18 gennaio 2010

IO & MARLEY

Questo libro è stupendo.

Scritto davvero con amore...Riporto qui di seguito quanto scritto dall'autore
nelle pagine finali. Commuoversi e piangere non è simbolo di debolezza e vulnerabilità prettamente femminile, ma denota soprattutto che siamo vivi, abbiamo delle emozioni, e il nostro cuore è ancora...NOSTRO.





"Nessuno l’ha mai definito in grande cane o anche un buon cane. Era sfrenato come un ossesso e forte come un toro. Affrontava gioiosamente la vita, con un entusiasmo associato spesso a disastri naturali. E’ l’unico cane che sia mai stato espulso da un corso di educazione all’obbedienza….Marley era un divoratore di divani, un demolitore di porte a zanzariera, un dispensatore di saliva, un ribaltatore di coperchi di pattumiera. Quanto al cervello, lasciatemi dire che ha dato la caccia alla sua coda fino al giorno in cui è morto, apparentemente convinto di essere sull’orlo di una grossa svolta nel mondo canino. Ma c’era dell’altro in lui e descrissi il suo intuito e la sua empatia, la sua dolcezza con i bambini e il suo cuore puro.

Quello che volevo realmente dire era come quest’animale aveva toccato le nostre anime e ci aveva insegnato alcune delle lezioni più importanti della vita e mentre diventava vecchio e malandato.
Mi ha insegnato l’ottimismo di fronte alle avversità. Soprattutto mi ha insegnato l’amicizia, l’altruismo e una profonda devozione.

Era uno straordinario concetto che solo ora, sulla scia della sua morte, stavo assorbendo totalmente : Marley come mentore. Era un maestro e modello di comportamento. Era possibile per un cane, qualsiasi cane, ma soprattutto un pazzo cane incontrollabile come il nostro, indicare agli umani le cose che contavano realmente nella vita? Direi di sì. Lealtà, coraggio, devozione, semplicità, gioia. E le cose che non contavano.

A un cane non servono automobili lussuose o grandi case o vestiti di sartoria. Gli status symbol non significano niente per lui. Un bastone fradicio gli va altrettanto bene. Un cane giudica gli altri non dal colore, il credo o la classe ma da chi sono interiormente. A un cane non importa se sei ricco o povero, istruito o analfabeta, intelligente o stupido. Dagli il tuo cuore e lui ti darà il suo.

Era molto semplice, eppure noi umani, così più saggi e più sofisticati, abbiamo smpre avuto difficoltà a immaginare quel che conta e non conta realmente…….Era il protagonista di alcuni tra i più felici capitoli della nostra vita. Capitoli di amore giovanile e nuovi inizi, di carriere in erba e bambini piccoli. Di inebrianti successi e dolorose delusioni; di scoperta, libertà e presa di coscienza.

Era entrato nelle nostre vite mentre stavamo cercando di immaginare come sarebbero diventate……Divenne parte del nostro tessuto, un filo inseparabile e strettamente intrecciato con ciò che eravamo noi. Così come noi l’avevamo aiutato a plasmarsi nel cane di famiglia che sarebbe diventato, lui aveva aiutato noi a plasmarci come coppia, come genitori, come amanti degli animali, come adulti.

Nonostante tutte le delusioni e le aspettative disattese, Marley ci aveva fatto un dono, spontaneo e inestimabile. Ci aveva insegnato l’arte dell’amore incondizionato. Come darlo, come accettarlo.


Dove c’è questo amore, gli altri pezzi vanno quasi sempre a posto. "


IO & MARLEY – John Grogan (Sperling & Kupfer Editori)










mercoledì 13 gennaio 2010

PENSIERINO DI OGGI

"L'onda non riesce a prendere
il fiore che galleggia:
quando cerca di raggiungerlo
lo allontana"


Rabindranath Tagore

martedì 12 gennaio 2010

FIGLI



La nascita di un figlio, lo stupore.



Quanto bene gli si vuole, quanto bene fa volergli bene.



Lo guardi mentre dorme e pensi ai suoi sogni,




se assomigliano ai tuoi quando avevi la sua stessa età.



I figli sono l’espressione di chi li ha allevati.



Può germogliare una pianta senza radici?






Da : “ LE NOSTRE PAROLE D’AMORE” Rimini, Panozzo Editore – 2007 di Lorena Bianchi

giovedì 7 gennaio 2010

STARE BENE





Il primo desiderio dell'anno appena cominciato : STARE BENE.

Nel corpo, nello spirito, nella gioia di una giornata passata con i miei familiari .

I nostri sorrisi, la nostra felicità di questa foto, il nostro sentirci una cosa sola, oltre i legami di sangue, questo stato di euforica e incontenibile bellezza, vorrei tanto ci accompagnasse per tutto questo nuovo anno e quelli a venire.

Fermare il momento e prolungarlo all'infinito non si può, però ci ricorderemo questa giornata e ne vivremo delle altre altrettanto cariche della gioia di stare insieme e stare bene.



:-)


lunedì 4 gennaio 2010

STAGIONI





Le stagioni che il cuore vive spesso sono coperte dalla nebbia, come il respiro della vita quando è affannato, o come quando è felice, stati d'animo, emozioni spesso difficili da descrivere.

Quando siamo felici splende il sole e il cielo è blu senza nuvole e stiamo sdraiati sotto a un grande albero in un gran bel prato verde.

Quando siamo scontenti piove e le lacrime del cielo dipingono le nostre attraverso il vetro.

Quando abbiamo bisogno di riflettere e prendere decisioni ci facciamo avvolgere dal manto nevoso, per mettere nero su bianco i nostri pensieri.

Ma quando ci rendiamo conto che bisogna fare un punto a capo è bello raccogliere un fiore di campo e sorridere ascoltando il cinguettio degli uccellini che piroettano con le rondini...

Ho già vissuto più di 200 stagioni, ma mai nessuna uguale all'altra.

:-)

sabato 2 gennaio 2010

HACHIKO


HACHIKO A DOG’S STORY

Emozionante sceneggiatura ispirata ad una storia vera accaduta negli anni '20 in Giappone:
la storia di Hachi, cane di razza Akita-inu che ha lasciato il segno nel cuore dei giapponesi e non solo………...
Hachi nacque a Odate, nella Prefettura di Akita, il 10 novembre
1923. Era un esemplare maschio di Akita bianco. All'età di due
mesi venne adottato da Hidesamuroh Ueno, un professore universitario del dipartimento agricolo di Tokyo, che lo portò con sé nella sua abitazione a Shibuya. Ogni mattina, il professor Ueno si dirigeva alla stazione di Shibuya per andare a lavorare. Il suo fedele cane lo accompagnava sempre e ritornava alla stazione quando il suo padrone rientrava dalla giornata lavorativa. Purtroppo il 21 maggio 19-25, Ueno morì di arresto cardiaco mentre era all'università. Hachi, come ogni giorno, si presentò alla stazione per le 3:00 del pomeriggio (l'orario in cui il suo padrone solitamente arrivava), ma il professor Ueno non era ancora tornato.
Il cane attese invano il suo arrivo. Ciononostante, tornò alla stazione il giorno seguente e fece così anche nei giorni successivi.
Con il passare del tempo, il capostazione di Shibuya e le persone che prendevano
quotidianamente il treno iniziarono ad accorgersi di lui e cercarono di accudirlo offrendogli cibo e riparo. Con il tempo, tutto il popolo giapponese venne a conoscenza della storia di Hachi, tant'è che molte persone andavano a Shibuya solo per vederlo e per poterlo accarezzare. Nonostante il passare degli anni e la sua età avanzante che lo indebolì progressivamente, il cane continuò imperterrito a recarsi alla stazione per poter rivedere il suo padrone. Nell'aprile 1934, venne realizzata, ad opera dello scultore Teru Ando, una statua in bronzo con le sue sembianze che fu posta nella stazione di Shibuya (un'altra simile è stata eretta a Odate, il suo luogo natale); lo stesso cane fu presente all'inaugurazione. L'8 marzo 1935 Hachi morì di filariasi all'età di 12 anni, dopo aver atteso, ininterrottamente, per ben 10 anni, il ritorno del suo padrone. La sua morte impietosì la comunità nipponica, la notizia venne inserita in tutte le prime pagine dei giornali giapponesi e venne dichiarato un giorno di lutto per ricordare il suo reiterato gesto di fedeltà nei confronti del padrone. Con la venuta della Seconda guerra mondiale, il governo giapponese, necessitando quantità ingenti di metalli per costruire le armi, ordinò di usare anche quello della statua di Hachi. Nel 1948, tre anni dopo la fine del conflitto, Takeshi Ando, figlio di Teru, ricevette la commissione di scolpire una nuova statua raffigurante il cane, sempre nello stesso posto di quella precedente. Nonostante il corpo di Hachi sia stato preservato tramite tassidermia ed esposto al Museo Nazionale di Natura e Scienza a nordovest della stazione, alcune sue ossa sono sepolte nel cimitero di Aoyama, accanto alla tomba del professor Ueno.
L'8 aprile di ogni anno, in Giappone viene organizzata una cerimonia per ricordare Hachi, ove partecipano vari amanti dei cani che portano il loro omaggio alla sua lealtà e alla sua devozione.
(fonte Wikipedia)


Ho visto il film con Richard Geere ieri sera.
Troppo bello lui e la storia è commovente.


Fa riflettere. Sono certa che Gianna e Anna
non se lo perderanno , memori del legame
particolare con il loro "Fido".

Mi piacerebbe tanto avere un cane, ma purtroppo
almeno fino alla pensione non potrò
realizzare questo desiderio.

:-)

mercoledì 23 dicembre 2009

E' NATALE


E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi ai margini della società.
E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

Questo è uno dei regali più belli che ho ricevuto.

Lo condivido con Voi.

Un GRAZIE ad Alfio e Cinzia,

amici rossoneri fino al midollo!

***

lunedì 21 dicembre 2009

PICCOLI SOGNI NELLA NEVE

Nevica e tutto è coperto di un manto bianco.

Stasera salto la piscina perché la strada sarà impercorribile.

Chissà se la mia Camilla si avvierà al primo colpo…

Ho un freddo mastino.
E ho mal di testa.

Stasera sarebbe la sera giusta per giocare a Scarabeo dopo cena,
con le musiche di Natale in sottofondo.

Chiudo gli occhi e mi immagino di essere davanti a un bel camino dove arde un bel fuoco scoppiettante, in una stanza addobbata a festa con tanti amici intorno e tutti cantiamo una canzone di Battisti accompagnati dal suono di una chitarra.

Poi la voce della mamma chiama “tutti a tavola” e ognuno prende posto davanti a un piatto di fumante brasato con polenta…..

Apro gli occhi.
…………………..

Stavo sognando …però continua a nevicare.

**

mercoledì 16 dicembre 2009

IN QUALUNQUE POSTO........



Questa è una delle canzoni della mia vita.
Tanti ricordi, tanta nostalgia...bellissima.

Un poeta che canta l'amore...
Se la volete ascoltare ecco il link :
http://www.youtube.com/watch?v=22CvCLG9tdc



Gatto Panceri - In qualunque posto fuori o dentro di te

**

martedì 15 dicembre 2009

IL CALENDARIO DELL'AVVENTO





Martina mi ha mandato la mail che qui di seguito trascrivo.

Grazie Amica, queste parole oggi proprio oggi, assorbono un pò di amarezza.

Guardo avanti e ci provo.




Una volta ancora ti stai avvicinando alla fine di un calendario.



Se la fine è un punto di arrivo e di partenza nel contempo, nel periodo precedente tutto ciò che è stato vissuto – nella sofferenza, nella fatica e anche nella gioia – non ti sta solo alle spalle ma anche sulle spalle.



Avvicinandoti a questa tappa non fare consuntivi e non stendere nuovi progetti, ma lascia andare il vecchio creando spazio per il nuovo in arrivo. Il nuovo non può accomodarsi se in te non trova spazio libero per sé e questo spazio non lo crei ammassando in un angolo ciò che più non serve, con l’idea di conservarlo per un ipotetico bisogno futuro. Nel futuro non c’è bisogno del passato, e non è futuro il domani generato dal passato.



Da qui a Natale, creati il tuo calendario dell’avvento, e invece di scartare cioccolatini e caramelle, di recitare filastrocche e pensierini, ogni giorno svuota la tua tasca di un dolore, di un ricordo, di un pensiero fisso e tormentoso, di un rancore o di un rimorso, di un rimpianto o di un’illusione.




Lascia andare anche qualche gioia passata, perché le gioie passate ti impediscono di gustare quelle diverse gioie che ti attendono.Svuotati del desiderio e delle aspettative che si appoggiano sul fallimento e la frustrazione, che ti legano ancor più stretta a qualcosa che non è e non sarà.Chiudi i conti. Paga un debito di riconoscenza, di affetto, di amore. Azzera il credito di un torto, di un’incomprensione, di un’offesa.


Togli e togli… non sentirti persa per quel vuoto temporaneo: è pieno di potenziali che attendono un campo dissodato, senza sassi e vecchi ceppi, per affondare le radici e germinare.Non fare ora una lista di ciò che pensi non serva: non lo puoi sapere. Ogni giorno uscirà dalla tua tasca un pacchettino. Riconoscilo e liberalo dalla confezione dell’apparenza.


Sorprenditi: mai avresti pensato che fosse proprio quella cosa ad essere un inutile peso.


Sorridi: com’è facile e dolce lasciare ciò che chiede di essere lasciato.



Buon lavoro.



Il tuo Angelo del Tempo

Malinconia




Oggi sono triste.

Le luci e l’aria del Natale non riescono ad accendere la serenità e la gioia di cui ho bisogno.

Non ho voglia di niente e quel che è peggio non sento niente.

Vorrei addormentarmi e risvegliarmi da un sonno senza sogni, la prossima primavera.
Malinconia e nostalgia oggi, sono le mie compagne in questo tempo.

Consigli per la mente, gli occhi, il cuore

  • IL PICCOLO AVIATORE - Andrea Scanzi
  • IO & MARLEY - John Grogan
  • IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO - Marcello D'orta
  • L'ONDA PERFETTA - Sergio Bambaren
  • LA BIBBIA
  • LA PROFEZIA DI CELESTINO - James Redfield
  • MESSAGGI DAI MAESTRI - Brian Weiss
  • NEL FUOCO - Nicholas Evans
  • SE SOLO FOSSE VERO - Marc Levy
  • STORYTELLERS - Paola Maugeri, Luca De Gennaro
  • UN'ALTRA OCCASIONE PER VIVERE - Ken Grimwood