lunedì 28 giugno 2010

Oggi spengo una candelina in più


Ho poco fiato e dovrò soffiare più forte: gli anni pesano un pò nel fisico, a giorni, ma non nel cuore . Sento tanto l'amore dei miei cari in questo periodo, più del solito, e degli amici, mi sento protetta da tanti pensieri buoni ed è uno "stato di grazia" che vorrei poter prolungare nel tempo, tutto quello che ho ancora da "consumare".

Però vivo l'oggi con serenità, felice di stare al mondo nonostante qualche piccolo acciacco fisico.

Sto bene con me e ho deciso che smetterò di fumare .

Mi voglio bene.

:-)

venerdì 25 giugno 2010

LETTERA DI UNA MAMMA ALLA Gelmini

UNA MAMMA ITALIANA HA SCRITTO UNA LETTERA ALLA GELMINI : E' IMPORTANTE LEGGERLA E DIVULGARLA!!!!


Gentile Ministro Gelmini,
l'altro giorno, leggendo la sua intervista sul Corriere della Sera, in cui dichiarava che l'ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO è un privilegio, sono rimasta basita.

Che lei fosse poco ferrata sui problemi dell'educazione, non era necessaria la laurea in pedagogia, che io possiedo e lei no, o i tre corsi post laurea, che io possiedo e lei no, visto quello che sta combinando alla scuola statale. Ma almeno speravo avesse competenze giuridiche, essendo lei avvocato ed io no.

Certo, dato che lei, ora paladina della regionalizzazione, si è abilitata in "zona franca" (quel di Reggio Calabria), perché più facile (come da lei con un'ingenuità e candore imbarazzante affermato), lo si poteva supporre. E allora, prima le faccio una piccola lezione di diritto e poi parliamo d'educazione. L'astensione dopo il parto, sulla quale lei oggi con tanta leggerezza motteggia, è definita OBBLIGATORIA ed è un diritto inalienabile previsto da quelle leggi, per cui donne molto più in gamba di lei e di me, hanno combattuto strenuamente, a tutela delle lavoratrici madri.
Discorso diverso è il congedo parentale, di cui si può fruire, dopo i tre mesi di vita del bambino, per un totale di 180g, solo in parte retribuiti integralmente. Ovviamente per persone come lei, con un reddito di oltre 150.000 euro l'anno, pari quasi a quello del governatore della California Arnold Schwarzenegger, discutere di retribuzione, in questo caso più che un privilegio, è un'eresia.

Ovviamente lei non può immaginare, perché può permettersi tate, tatine, nido "aziendale" al ministero, ma LA GENTE NORMALE, che lei dice di comprendere, ha a che fare con file d'attesa interminabili per nidi insufficienti e costi per baby-sitter superiori a quelli della propria retribuzione.
Voglio dirle una cosa però, consapevole che le mie affermazioni susciteranno più clamore delle sue, DA PEDAGOGISTA E DA ESPERTA, affermo che fruire dell'astensione OBBLIGATORIA oltre che un DIRITTO è anche un DOVERE, prima di tutto morale e poi anche sociale.
Come vede ho più volte sottolineato la parola OBBLIGATORIA, che già di per se dovrebbe suggerirle qualcosa. Ma preferisco spiegarmi meglio, anche se è necessaria una piccola premessa doverosa.
Lei come tante donne, crede che l'essere madre, anche se nel suo caso da pochi giorni, le dia la competenza per parlare e pontificare su educazione e sviluppo del bambino, ai quali grandi studiosi hanno dedicato anni e anni di studio. In realtà, per dibattere sulla pedagogia, oggi chiamata più propriamente SCIENZE DELL'EDUCAZIONE, bisogna avere competenze specifiche, che dalle sue dichiarazione lei non sembra possedere.
Le potrei parlare della teoria sull'attaccamento di Bowlby, dell'imprinting e di etologia, ma non voglio confonderle le idee e quindi ricorro ad esempi più accessibili.
Basta guardare il regno animale per rendersi conto come le femmine di tutte le specie non si allontanano dai cuccioli e dedicano loro attenzione massima e cura FINO ALLO SVEZZAMENTO Non è una legge specifica relativa agli umani, ma della natura tutta. Procreare, infatti, implica delle responsabilità precise, è una scelta di vita, CHE SE CAMBIA IL COMPORTAMENTO ANIMALE, A MAGGIOR RAGIONE CAMBIA LA VITA DI UNA DONNA.
Sbaglia chi crede che l'arrivo di un figlio, non comporti cambiamenti nella propria vita. Un bambino non chiede di nascere, fare un figlio non è un capriccio da togliersi, ma una scelta di servizio, di dono di se stessi e anche del proprio tempo. Non sono i figli che devono inserirsi nella nostra vita, siamo noi che dobbiamo cambiarla per renderla a loro misura. Se non facciamo questo, potremmo fare crescere bambini soli, senza autostima e con poca sicurezza di sé. Bambini affamati di attenzioni, perché non gliene è stata data abbastanza nel momento in cui ne avevano massimo bisogno, cioè i primi mesi di vita. L'idea che non capiscono niente, che non percepiscono la differenza ad esempio tra un seno materno e un biberon della tata, è solo nostra. Ciò non vuol certo dire che tutti bambini allattati artificialmente o che tutti bambini con genitori che tornano subito a lavoro, saranno dei disadattati. Ma bisogna fare del nostro meglio per farli crescere bene, come quando in gravidanza assumevamo l'acido folico, per prevenire la "spina bifida".
I bambini hanno nette percezioni, già nel grembo materno. L'idea, che se piangono non si devono prendere in braccio "perché si abituano alle braccia", è un luogo comune.
Le "abitudini" arrivano dopo i 6 mesi, fino ad allora è tutto AMORE. Non è un caso che studi recenti, riabilitano il co-sleeping, (dormire nel lettone) e i migliori pediatri sostengono la scelta dell'allattamento a richiesta. Il volere educare i bambini inquadrandoli come soldati, già dai primi giorni di vita, non solo é antisociale, perché una generazione cresciuta senza il rispetto dei suoi ritmi di crescita può essere inevitabilmente compromessa, ma è un comportamento al di fuori delle più elementari regole umane e naturali.
Poi è anche vero che per molte donne, tornare a lavorare subito dopo il parto sia una necessità assoluta. Ma per questo problema dovrebbe intervenire adeguatamente lo Stato e non certo con affermazioni come le sue.

Mi rendo conto che il suo lavoro le permette di lasciare la bambina, rilasciare interviste di questo tipo (di cui noi non sentivamo la necessità) e tornare con comodo da sua figlia. Ma ci sono lavori che richiedono tempi e una fatica fisica e mentale che lei non conosce. Tempo che sarebbe inevitabilmente tolto ad un neonato che ha bisogno di una mamma "fresca", che gli dedichi la massima attenzione.

Noi donne infatti, se spesso per necessità ci comportiamo come Wonder Woman, poi siamo colpite da sindrome di sovra affaticamento.E non è vero che è importante la qualità e non la quantità:
- perché la qualità del tempo di una mamma da pochi giorni, che rientra nel tritacarne della routine quotidiana, aggiungendo il carico della gestione di un neonato, può essere compromessa.
- perché un bambino non dovrebbe scegliere tra qualità e quantità, almeno nei primi mesi, dovrebbe disporre di entrambe le cose.
Per non parlare poi del fatto, che se un genitore non può permettersi qualcuno che tenga il bambino nella propria casa, nel corso degli spostamenti, lo espone, con un bagaglio immunologico ancora carente, alle intemperie o alle inevitabili possibilità di contagio presenti in un nido. Infatti, è scientificamente provato che i bambini, che vanno al Nido troppo presto, o che non vengono allattati al seno, sono più soggetti ad ammalarsi, con danno economico sia per le famiglie che per il sistema sanitario.
Poi per carità, si può obiettare, che ci sono bambini che si ammalano anche in casa, o come succede anche ai bambini allattati al seno, ma è come dire ad un medico, che giacché si è avuto un nonno fumatore campato 100 anni, non è vero che il fumo fa male.
Bisogna dunque incentivare i comportamenti da genitore virtuoso, anche con la consapevolezza che i bambini non sono funzioni matematiche, ma si può fare molto, per favorire una crescita armoniosa, già dalla prima infanzia, se non addirittura durante la gravidanza.

E allora le domando Ministro, di svolgere il suo ruolo importante istituzionale con maggiore serietà, cercando di evitare affermazioni fuori luogo come questa, o come quella secondo cui "studiare non è poi così importante", prendendo Renzo Bossi come esempio.

Si dovrebbe impegnare di più nell'analisi dei problemi, per evitare valutazioni errate e posizioni dannose per lei, per gli altri e per il Paese.
Perché forse qualcuno potrebbe aver pensato che tutto sommato il suo era un ministero poco importante, che se guidato da un giovane ministro senza competenze specifiche, "non poteva arrecare grossi danni", soprattutto obbedendo ciecamente ai dettami del Tesoro, ma lei con la sua presunzione di voler parlare di cose che non conosce, sta contribuendo a minare il futuro di un'intera generazione.

Un'ultima cosa, lei che di privilegi se ne intende bene, essendo un politico, la usi con maggiore pudore questa parola.

05-05-10 Rosalinda Gianguzzi

-.-.-.-Qualsiasi commento è superfluo. Come mamma lavoratrice sono rimasta scandalizzata e
basita ; la Gelmini è mamma da poco con tanti privilegi che noi mamme NORMALI non abbiamo avuto e avremo mai. Troppo superficiale questo parlare a vanvera che ferisce.

Un bagno di umiltà sarebbe salutare, nonchè una lettera di scuse a tutte le mamme,
forse la Gelmini non ha collegato bocca e cervello, come spesso le succede ....

:-O

sabato 12 giugno 2010

IN VACANZA IN LUNIGIANA

QUI SIAMO A BAGNONE UN BELLISSIMO BORGO. NOI TRE SUL PONTE VECCHIO
I PAPAVERI DELLA LUNIGIANA - Luni 2 giugno 2010
ANNINA , io e ANNALISA

Qui siamo in pausa fuori dal Castello del Piagnaro a Pontremoli dove si sono delle bellissime stele antiche da vedere.

venerdì 4 giugno 2010

STARE BENE INSIEME





Eccomi qui. Sono partita domenica 30 maggio con Anna, Giuliano e Annina per andare a trovare Claudio e Annalisa a Pontremoli, come promesso tanto tempo fa. Una bella gita di tre giorni che non ha visto con noi Massimo perché impegnato nel nuovo lavoro.

Non potete immaginare come mi ha fatto bene questa vacanza!

A parte la compagnia (più che collaudata da oltre vent’anni) delle mie due ex colleghe-amiche , il marito di Anna, Giuliano si è rivelato uno splendido Cicerone in diverse occasioni; colto, con linguaggio forbito, elegante nel muovere la sua simpatica massa di muscoli, ci ha sciorinato tante notizie storiche relative ai posti visitati.

Quando siamo arrivati in tarda mattinata Claudio e Annalisa ci hanno accolto con grandi feste, contenti di vederci e ci hanno accompagnati all’agriturismo dove abbiamo occupato un bell’appartamento in questa costruzione romantica in mezzo al verde, con tanto di amaca, altalena e piscina (che non abbiamo avuto tempo di sfruttare); per un attimo ho avuto il flash del film di Mary Poppins quando lei e i ragazzi saltano dentro nel disegno…era tutto così bello, semplice e l’aria così profumata, si sentiva il canto dei grilli accompagnato dal leggero scroscio d’acqua del mulino.

Poi ci siamo recati subito a casa di Claudio e Annalisa. Un gioiello. Una casetta in mezzo al verde con un piccolo orto e tante aiuole fiorite, un sogno. Una casetta piccola piccola che però li rispecchia pienamente, nell’attesa di sistemarla come vogliono loro.

Siamo stati insieme con amore, nel senso bello e pulito della parola, assaporando ogni momento ridendo e scherzando. E sono stata felicissima per Annina Anna e Giuliano che si siano trovati bene perché conoscevano i miei amici solo da poco tempo, ma Claudio e Annalisa sono VERI come loro, quindi tra persone speciali ci si intende subito.

Abbiamo camminato davvero tanto ogni giorno. Ci hanno proprio scarrozzato per la Lunigiana! Tappa anche alla legatoria di Donatella situata in una costruzione che una volta era una vecchia farmacia, con tantissime cose, non belle ma di più : una meraviglia. Non si può andare a Pontremoli senza fare tappa lì : è davanti al tabaccaio, vicino al Duomo.

Abbiamo visto tanti borghi antichi, dei veri capolavori. Bagnone (dove abbiamo giocato una schedina vincente), Mulazzo, Filetto dove abbiamo visto la bottega di un artigiano che costruiva sedie, Arzengio, Pontremoli dove abbiamo visitato il Castello del Piagnaro, Scorcetoli e Ponticello bellissimo borgo medievale del XIV secolo.



Siamo andati anche a Portovenere, stupenda cittadina ligure (per quel che ho visto) dalle casette colorate, con il suo castello davanti all’isola di Palmara, Sarzana con il suo castello del 500, altra bella cittadina macchiata di fiori (rose) fucsia dappertutto.

Insomma ho ancora adesso dopo due giorni, i piedi stra-cotti e il polpaccio duro.

Non vi dico poi il cibo. Perché anche la gola e lo stomaco vanno deliziati. Con Annalisa abbiamo colto i fiori di sambuco e abbiamo gustato delle frittelle a dir poco sublimi!!




E poi...evviva i testaroli !! Pasta fatta con acqua e farina di frumento da mangiare con il pesto – quello strabuono - che cuore in un attimo, salamini saporiti e deliziosi, per finire poi martedì sera a Corchia di Berceto a mangiare la pizza cotta al testo, in un ristorante pizzeria in cima a una montagna, dopo 20 minuti di strada impervia e deserta tra tornanti e tanto tanto verde e qui c’erano anche Claudio e Maria Grazia amici dei nostri amici con i quali abbiamo passato una bellissima serata, gustando una pizza mai mangiata prima d’ora, troppo buona e difficile da descrivere. Ma varrebbe proprio la pena tornarci a gustarla; praticamente la pizza è enorme, ha un diametro di circa 60 cm e viene cotta su una stufa e coperta con un coperchio sul quale viene messa della brace. Va fatta almeno per 6 persone; noi eravamo in 8 e ne abbiamo prese due tanto era buona perché poi non era di un unico gusto : la portano in tavola su un grande tagliere praticamente sezionata a piccoli quadrati e rombi
Con i gusti che uno vuole : io ho divorato quella con porri e patate e verdure grigliate con il formaggio brie. Abbiamo ripulito i due taglieri, proprio spazzolati. Poi ormai in tarda serata abbiamo fatto una passeggiata per il borgo – stupendo – e verso mezzanotte siamo rientrati e siamo andati a nanna.

Mercoledì mattina visita al mercato a Pontremoli, qualche acquisto e ultimo pranzo con gli amici con ottime torte di verdura.

Poi siamo partiti con il rammarico di lasciarci ma con la viva speranza di rivederci presto.



A metà pomeriggio entravo in casa e il mio uomo mi abbracciava felice di rivedermi .

Due parole per l’Agriturismo il Mulino dei Signori Moscatelli che ci ha ospitato :ci tornerò con Massimo, in moto, o anche a piedi, è piccolo, molto intimo, mi sembra ci siano circa una decina di posti letto o poco più, tre appartamenti molto curati; pulito, molto romantico, da mulino bianco ecco, questo sì che andrebbe davvero bene per la pubblicità almeno è REALE. E la Signora Stefania bella e gentilissima.

Ecco il sito che troverete anche nei miei link amici http://www.agriturismomulinomoscatelli.it/, Vi assicuro che merita.

Ora che sono al lavoro già da un paio di giorni, ho ancora nel cuore il sorriso di Annalisa e mi vien da ridere al pensiero che quando dormimmo insieme un capodanno di qualche anno fa, io parlavo in aramaico nel sonno e lei mi prendeva in giro, al solo pensiero mi vien da ridere anche adesso…

Voglio un bene dell’anima ai miei amici, apprezzo da sempre la loro onestà e sincerità, sono come me e non interessa loro di apparire, sono veri, con un cuore grande; e visto che anche Anna, Annina e Giuliano sono così, sono contenta che le nostre energie pulite abbiano potuto interagire.

Ci ha solo fatto bene. Tanto bene.

E ho apprezzato il fatto che ci fossero anche Maria Grazia e Claudio l’ultima sera, perché trovo che siamo stati tutti bene insieme.

Insieme con il cuore, lo spirito, con la bellezza della nostra semplicità
.

sabato 29 maggio 2010

CRESCERE


Dopo un po' impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.

E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bimbo.

Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perché il terreno di domani è troppo incerto
per fare piani.

Dopo un po' impari che il sole scotta,
se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.

E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte, e che vali davvero.


Veronica A. Shoffstall

---troppo vera!---

giovedì 27 maggio 2010

ACCENDERE IL CERVELLO



Oggi sono stata in sede a Bologna. Nel pomeriggio rientrando ho preso il treno e dopo essermi accomodata al mio posto, ho riordinato i pensieri e mi sono messa a fare un cruciverba.

L'enigmistica è un bel passatempo che non pratico spesso,quindi mi sono applicata per risolverlo e mettere le definizioni e le caselline nere al posto giusto.

Ad un certo punto mi sono guardata intorno.

Avevo seduto davanti a me un signore molto impegnato a parlare al cellulare, con voce stentorea; a fianco una ragazza romana che litigava con qualcuno al telefonino, lateralmente un ragazzo intento guardare un cartone animato dei Simpson con tanto di auricolare.
Ho spaziato con lo sguardo nel vagone...su 25 persone ne ho contate 7 che usavano un portatile e 12 al cellulare. Sono 2 leggevano un libro e un quotidiano.

Mi sentivo quasi fuori posto a fare il mio cruciverba.

Ma quando non c'erano cellulari e pc portatili, la gente sono sicura che COMUNICAVA molto di più.

Troppa tecnologia sono dell'idea che spenga il cervello.
Bisognerebbe fare qualche passo indietro, tornare a concentrarsi veramente su un buon libro, sulla comunicazione vera.

Le parole esprimono uno stato d'animo,le emozioni di ognuno di noi, che accompagnate dai gesti delle mani, da un tono di voce, da un'espressione del viso, fanno "vivere" i pensieri in modo reale.

Scesa dal treno ho preso la metropolitana e ho chiamato casa con il cellulare. "Tra un quarto d'ora sono a casa". 8 parole per dire, sono contenta perchè tra poco ti riabbraccerò, Vi riabbraccerò.

Tutto qui, niente chiamate urlanti e chilometriche. A casa, a tavola,
con la televisione spenta, cenando sul balcone ci siamo raccontati la giornata, guardandoci negli occhi con il cervello acceso.

Acceso si.

Come succede spesso.
:-)

lunedì 24 maggio 2010

IL TEMPO PASSA MA NON M'IMPORTA PIU' DI TANTO

Il tempo passa e imbianca i capelli, rallenta i movimenti e non riesco più a scavalcare il cancello del cortile.

Mi alzo presto ogni mattina e ogni mattina vorrei mettermi tuta e tennis per fare il giro dell'isolato di corsa per poi salire, fare la doccia e andare al lavoro, ma poi riordino i disegni della sera prima, le idee, preparo la cena, bagno i fiori e mi accorgo che le lancette son troppo avanti per il tempo che avevo in mente.


Son contrariata perchè alcune cose non vanno come vorrei, ma in fin dei conti poi penso che" il malcontento è il primo passo verso il progresso" come ha detto Oscar Wilde e quindi, cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, perchè in fondo nella mia vita ci sto bene e sono più fortunata di altri.


Il tempo passa e la sclero avanza, però so ancora ridere di me, so stare bene con i miei amici emi diverto ancora a cucinare per dieci / dodici persone, nonostante la casa piccola, basta stare insieme con amore, fa niente se non ho una linea da modella e il parrucchiere mi vede poco : è quello che ho nella testa che conta.

Il tempo passa, cambia i lineamenti, oscura la memoria ma rende anche un pochino saggi.

E nella testa ci sono tante idee tanti buoni propositi, tanti valori indimenticabili, tanti ricordi.

Ho ancora tante cose da fare, da dire, progetti da coltivare perchè da qualche parte ho letto che IL MARE CALMO NON RENDE BRAVO IL MARINAIO.

**

sabato 8 maggio 2010

UNA POESIA



Il più bello dei mari

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

- Nazim Hikmet

Il più bello dei mari
- E IO NON SO NUOTARE

Il più bello dei nostri figli
- NE ABBIAMO UNO SPLENDIDO

I più bei giorni
- QUELLI VISSUTI
E QUELLI CHE VERRANNO

E PER LE COSE PIU' BELLE DA DIRE,
SPESSO PARLANO GLI OCCHI.

:-)



ECCO ALCUNI LAVORI

QUESTA E' STATA LA PRIMA TEGOLA GRANDE (come quelle che si mettono sul tetto) TRIDIMENSIONALE CHE HO PROVATO A FARE.
DEVO DIRE CHE IL RISULTATO E' STATO SODDISFACENTE. ALCUNI PARTICOLARI LI HO COSTRUITI CON UNA PASTA MODELLABILE CHE SI SECCA A CONTATTO CON L'ARIA, TEGOLINE PORTAFIORI, PERSIANE ALLE FINESTRE, IL TUTTO FATTO A MANO, ANCHE LA SCALA, POI DIPINTO. VENDUTA SUBITO.
TEGOLINI IN BISCOTTO DI CERAMICA ALTEZZA 7 CM - COLLEZIONE FARI
TROPPO SIMPATICHE!!
DAMIGIANA GRANDE IN VETRO, DECORATA CON CARTA DI RISO E TOVAGLIOLINI RAFFIGURANTI ROSE. L'HO PORTATA CON ME A DIVERSI MERCATINI SUL SEDILE A FIANCO DEL GUIDATORE, LEGATA CON CINTURA DI SICUREZZA!!!

PIATTO IN VETRO DIAMETRO 32CM CENTROTAVOLA CON ROSE BLU E LIEVE CRACLE' DORATO .
FERRO DI CAVALLO SCACCIAGUAI . DOPO UNA NOTTE "A MOLLO" RIPASSO
IL FERRO CON MOLA E TRAPANO FINO A FARLO DIVENTARE LUCIDO TOGLIENDO OGNI RESIDUO DI TERRA O SPORCIZIA. PASSO L'ANTIRUGGINE, LO COLORO E INFINE LO DECORO CON NASTRI E FIORI.

QUESTA MOKA DA 6 TAZZE E' STATA PARTORITA TRE ANNI FA E VENDUTA ALLA SUA SECONDA USCITA SUL BANCHETTO DEL MERCATINO A PAULLO. QUESTO TIPO DI COLORE AZZURRO LO ADORO!

QUESTA TEGOLINA E' LA CASETTA DEI SOGNI. ALTEZZA 20 CM .
TEGOLINE, PALETTI, SCALINI, TUTTO FATTO A MANO ANCHE
CON MATERIALE DI RECUPERO.
VERNICI DI FINITURA ESCLUSIVAMENTE ALL'ACQUA.

Il mio decoupage è molto personale, molto "povero" ma esprime come sono io . Quando
lavoro non penso a niente e mi rilasso, sto bene. Fare i mercatini è una passione ed è gratificante ,sto all'aria aperta con tante amiche e amici e soprattutto mi diverto.

Altre foto dei miei lavori su www.fotolog.com/piccolemagie, il mio sito che purtroppo per ora ho poco tempo per sponsorizzare e promuovere.

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martedì 4 maggio 2010

ISTANTI



Poesia "non" scritta da Jorge Luis Borges, ma comunemente a lui attribuita, che esprime bene come molti non vivano la propria vita per semplice timore, eccessiva prudenza o inopportuna accortezza.

*

Se potessi vivere nuovamente la mia vita
nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere tanto perfetto,
mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto lo sono stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.

Correrei più rischi,

farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.

Andrei in più posti dove mai sono andato,

mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente

e proficuamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia.

Ma se potessi tornare indietro cercherei

di avere soltanto buoni momenti.
Che se non lo sapete, di quello è fatta la vita,
solo di momenti; non ti perdere l'oggi.

Io ero uno di quelli che non

andava mai da nessuna parte senza un termometro,
una borsa d'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.

Se potessi tornare a vivere

comincerei ad andare scalzo all'inizio
della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.

Farei più giri in calesse,

contemplerei più albe
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.

Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.


**


domenica 25 aprile 2010

SONO CONTENTA :-D



Le persone che si amano

in modo totale e sincero

sono le più felici del mondo.

Magari hanno poco,

magari non hanno nulla,

ma sono persone felici.

Tutto dipende dal modo

in cui ci amiamo.


Madre Teresa
**********


Sono contenta, ho visto il mio uomo sorridere felice oggi, pago, dopo tanto tempo e una giornata inaspettata dedicata al lavoro, di domenica, lontano da me. Quante ne abbiamo passate insieme....le mie preghiere allora sono state ascoltate.

Ho mandato un messaggio a Stefano che subito ha chiamato a casa e ha voluto parlare con suo padre. Piangeva di felicità.

Non vedo l'ora che arrivi a casa Stefano stasera, per abbracciare entrambi i miei uomini e fondere i nostri cuori con tutto l'amore possibile e godere insieme di questa contentezza.






venerdì 9 aprile 2010

COME FUNZIONA LA VITA?

****
Son più di cinquant’anni che ci sto dentro ma a volte non capisco quale strada prendere, quale percorso seguire, quale obiettivo rincorrere.
Quando sono triste mi manca la forza e la volontà di andare avanti…per andare dove?

Allora mi fermo, chiudo gli occhi e nella mia mente riaffiorano i momenti più belli, quelli dove
Ho assaporato la felicità in ogni sua effervescente presenza.

Quanti momenti belli e intensi in questa mia esistenza…se lascio andare a ruota libera la mente
Ecco cosa affiora:

Scavalcare il muro e il cancello della scuola per bigiare e andare al Parco Lambro a suonare la chitarra, ballare un lento stretta stretta a Massimo in quella sala vicino all’Arena, innamorarsi e non avere altri pensieri che il suo, divertirsi con gusto vendemmiando, poter dormire un’altra ora in più, fare l’amore mentre suona la nostra canzone, un regalo inaspettato, incontrare gli amici, una bellissima caccia al tesoro, il cuore che batte forte mentre suona il telefono , ridere con gli amici, fare l’indianata al villaggio e arrampicarsi sul totem, sentire un cuoricino che batte veloce dentro il mio pancione, incontrare dopo tanto tempo un vecchio amico perso di vista, giocare a nascondino con il mio bimbo, cantare a squarciagola le canzoni di Gatto e Renato, andare al lavoro con la sciarpa rossonera fuori dal finestrino, un biglietto con scritto ti amo, un regalo importante da Ste, il matrimonio di un caro amico, uno scritto di Francesco nipote stupendo, un abbraccio pieno d’affetto e d’amore, una foto di gruppo davanti ad una torta, un “ti voglio bene” detto con il cuore in mano, la “presenza” di un’amica che non vedo mai, in un suo scritto, preparare gli gnocchi insieme….

Se ci penso bene in questa vita, posso solo dire che sono stata fortunata più di altri; non sono mancati i momenti infelici, le delusioni, le speranze crollate, i tradimenti, le cattiverie, i lutti, i dispiaceri, certo chiunque ne farebbe a meno, ma anche queste situazioni devono essere vissute anche se a volte ti demoliscono o altre ti fortificano, in ogni caso l’importante è sempre rialzarsi…pancia in dentro schiena eretta e petto in fuori.
:-))

giovedì 1 aprile 2010

PENSIERO SULL'AMICIZIA





Amico mio,

tu e io rimarremo estranei alla vita,

e l'uno all'altro, e ognuno a se stesso,

fino al giorno in cui tu parlerai e io ascolterò,

ritenendo che la tua voce sia la mia voce,

e quando starò zitto dinanzi a te

pensando di star ritto dinanzi a uno specchio.


~ Kahlil Gibran


Dedicato ai miei amici, anche quelli lontani ma che
comunque mi son vicini specialmente in questi
momenti poco spensierati.

Dedicato ai miei amici che stanno tutti nel cuore
stretti stretti e vicini vicini, che tutti insieme,
così uniti mi fanno sentire il loro calore, quegli
amici che anche in una uggiosa giornata come oggi
hanno il potere di dipingere l'arcobaleno e seminare
la speranza nei solchi del mio cuore.

**

domenica 28 marzo 2010

AL MIO ANGELO CUSTODE

http://www.angelibuoni.it/angeli/anselm/globe10.gif

Ma come ti chiami ?

Ogni tanto mi domando dove sei, vorrei vederti, poterti toccare, avvertire la tua presenza per sentirmi più sicura. Ho questa necessità specialmente quando mi sento sola e afflitta, come succede da un pò di tempo a questa parte.

LA STRETTA DELLA TUA MANO è una poesia di Tagore che ho trovato in rete e qui riporto; vorrei anche poterti dare un nome e vorrei avere la costanza di pregarti un pò più spesso.

Voglio credere che tu ci sia,

perchè sono sicura che ancora non ti sei dimenticato di me.


Ti prego:
non togliermi i pericoli,
ma aiutami ad affrontarli.

Non calmar le mie pene,
ma aiutami a superarle.


Non darmi alleati nella lotta della vita,
eccetto la forza che mi proviene da te.

Non donarmi salvezza nella paura,
ma pazienza per conquistare la mia libertà.

Concedimi di non essere un vigliacco
usurpando la tua grazia nel successo,
ma non mi manchi la stretta della tua mano
nel mio fallimento.

***

Tagore nasce a Calcutta 6 maggio 1861

Poeta e mistico - Premio nobel per la letteratura nel 1913

Muore a Calcutta nel 1941.
**


mercoledì 10 marzo 2010

RICORDI NELLA NEVE


Nevica. Una coltre bianca ha coperto le case, i prati e gli alberi.
Guido piano sulla strada che mi porta al lavoro, per il momento è percorribile.

L’aria è frizzante, ma tutto fuori sembra rallentato.

Esco dalla tangenziale e passo davanti al Colleoni, un agglomerato di edifici attorniato da alberi che sembrano aprire le bianche braccia innevate al cielo. Sembra un paesaggio fiabesco.

La neve cade a piccoli fiocchi, con il suo dolce ritmo.

Ripenso a quando è nato Stefano.

C’era tantissima neve, aveva nevicato per un paio di giorni in continuo e molto forte.

Io uscivo spesso nonostante il freddo con il mio bimbo che stava al caldo dentro la sua bellissima carrozzina blu china con i fiori rossi arancioni e gialli, percorrevo il viottolo scavato sul marciapiede tra i muri di neve.

Abitavo vicino ad un piccolo parco dove erano chiusi in un grande recinto un asino, delle caprette, galli e galline e c’era anche un bellissimo pavone .

Anche con la neve la mattina avevamo la sveglia ecologica: un asino che raglia, un gallo che canta,
entrambi più o meno alla stessa ora.

Ricordi….

Avevo una piccola 500 beige, regalatami da mio suocero piacevolissima da guidare, bisognava
Giocare di frizione per cambiare marcia; vicino alla targa avevo l’adesivo di Gilles il mio mito
Di ieri e di oggi e spesso, il pedale dell’acceleratore si incantava…una volta feci un “pelo” incredibile a una vetrina ….

La neve…

I remember…
…. una battaglia di palle di neve con gli amici del karate, dopo l’allenamento una sera…arrivai a casa tutta bagnata, zuppa d’acqua….con la mia Renault 5 andavamo alla rotonda grande a guidare in controsterzo, facendo slittare le gomme e rischiando di finire fuori strada…..un ultimo dell’anno invece nevicava tantissimo e si ruppero i tergicristalli ; fu un cinema arrivare alla sala da ballo, quando uscimmo poi nell’anno nuovo alle 3 di notte non trovavamo più la macchina, coperta da diversi centimetri di neve….

Ora qui in ufficio guardo fuori dalla finestra e mi viene dal cuore una preghiera per ringraziare il cielo di darmi la possibilità di avere dei ricordi, di avere goduto di tanti momenti belli e no, di avere avuto tanto amore (e di averne ancora perché quello non basta mai) ma soprattutto di essere al mondo.

martedì 2 marzo 2010

LA CASETTA


Mi piacerebbe tanto
vivere in una casetta
così, con i mattoni
esterni a vista e il
soffitto con le travi
in legno; alle finestre
tendine di pizzo e
vasi di gerani rossi.

Un piccolo castello,
un nido in muratura
nelle campagne
toscane di Pontremoli, dove
abitano un principe e una
principessa innamorati della
vita e del loro stupendo bimbo.

Nelle sere d’inverno un bel fuoco
acceso nel camino, riscalda
l’ambiente mentre il principe suona la chitarra e canta una canzone d’amore…..
D’estate invece la principessa si reca spesso ai bordi del laghetto vicino e attorniata dagli animaletti del bosco, dipinge il paesaggio circostante.

Ma la cosa più bella è sdraiarsi nelle notti d’estate sull’erba fresca,
ascoltare il canto dei grilli e guardare i disegni delle stelle in cielo.

Sono molto soddisfatta di questo mio lavoro.


Questa mezza fiaba forse c’entra poco ma sognare rallegra.

domenica 21 febbraio 2010

CIAO KIKO

Domenica mattina.

Mi sono alzata presto, ho fatto colazione e poi ho preso una
scatolina decorata con fiori rossi, un panno azzurro di flanella
e ho avvolto il corpicino del mio canarino, morto venerdi sera.

Mi si stringeva il cuore mentre lo facevo...
sembrava dormire coricato su un fianco.

Ho chiuso la scatolina di legno e l'ho avvolta in una stoffa
resistente bianca con un nastro rosso e un fiore giallo.
Giallo come lui.

Sono scesa in giardino e ho scavato una buca ai piedi
dell'albero che si erge davanti al mio balcone, a pochi
centimetri dall'altra che ho sotterrato quattro anni fa:
un altro Kiko, un altro canto, un'altra compagnia che
mi ha lasciato.
Ho deposto la scatolina nella buca e l'ho poi ricoperta
di terra.

Ora sono qui davanti al computer in sala, e mi sembra
una cosa strana questo silenzio a cui non sono abituata;
forse dovrei mettere su un cd di Renato o di Battisti,
per far finta che Kiko riprenda a cinguettarci e cantare sopra...

E' anche questa una perdita, lascia un vuoto nel mio cuore,
perchè un animale in casa diventa uno di casa :
anche a lui ho dato affetto, amore, cure.

Speravo tanto stesse dormendo.....

Sono tanto dispiaciuta.

Stefano ha pianto come una fontana e anche questo mi ha
fatto stare male.

La vita è un viaggio che ancora non ho capito bene dove ci
porta, incontriamo dei compagni, dei viaggiatori che quando
ci lasciano, resta solo il ricordo e la consapevolezza che i nostri
occhi non li vedranno più.

Ciao Kiko, ti ho voluto tanto bene.

*

martedì 9 febbraio 2010

BACIAMI ANCORA


One, due, tre, four.




Un bellissimo spreco di tempo


un’impresa impossibile l’invenzione di un sogno


una vita in un giorno


una tenda al di là della duna




Un pianeta in un sasso,


l’infinito in un passo


il riflesso di un sole sull’onda di un fiume


son tornate le lucciole a Roma


nei parchi del centro l’estate profuma.




Una mamma, un amante, una figlia un impegno,


una volta una nuvola scura un magnete sul frigo,


un quaderno di appunti una casa, un aereo che vola.




Baciami ancora… Baciami ancora…




Tutto il resto è un rumore lontano


una stella che esplode ai confini del cielo.




Baciami ancora… Baciami ancora…




Voglio stare con te inseguire con te


tutte le onde del nostro destino.




Una bimba che danza, un cielo, una stanza


una strada, un lavoro, una scuola


un pensiero che sfugge una luce che sfiora una fiamma


che incendia l’aurora.




Un errore perfetto, un diamante, un difetto


uno strappo che non si ricuce.


Un respiro profondo per non impazzire


una semplice storia d’amore.




Un pirata, un soldato, un dio da tradire


e l’occasione che non hai mai incontrato.




La tua vera natura, la giustizia del mondo


che punisce chi ha le ali e non vola.




Baciami ancora… Baciami ancora…




Tutto il resto è un rumore lontano


una stella che esplode ai confini del cielo.




Baciami ancora… Baciami ancora…




Voglio stare con te invecchiare con te


stare soli io e te sulla luna.


Coincidenze, destino, un gigante,


un bambino che gioca con l’arco e le frecce


che colpisce e poi scappa


un tesoro, una mappa, l’amore che detta ogni legge


per provare a vedere che c’è laggiù in fondo


dove sembra impossibile stare da soli


a guardarsi negli occhi


a riempire gli specchi con i nostri riflessi migliori .




Baciami ancora…


Baciami ancora…




Voglio stare con te


inseguire con te tutte le onde del nostro destino.




Baciami ancora…


Baciami ancora…


Baciami ancora…


Baciami ancora…


Baciami ancora…


Baciami ancora…


Baciami ancora… Baciami ancora… Baciami ancora…




***




Bellissima canzone di Lorenzo Cherubini, dopo "A TE " una delle mie preferite.

domenica 31 gennaio 2010

IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO


Mettendo a posto la libreria mi sono ritrovata tra le mani questo libro al quale sono molto legata.
Tanti anni fa lo portai con me in una primavera al mare ai lidi ferraresi con la mia mamma, che già era malata, ospite nell'appartamento di amici ai lidi ferraresi.

Io e lei per tre giorni, sole tranquille a fare passeggiate sulla spiaggia deserta, con quell'aria leggermente frizzantina, già imbastita di freddo, che speravo potesse curare il suo male.

Stamattina ho i flash di quei tre giorni...mi manca tanto anche se mi sorride tutte le mattine quando apro gli occhi.

I genitori sono la colonna vertebrale della vita e senza di loro le costole si incrinano, manca l'appoggio affettivo e comprensivo che da il LA, che accorda tutte le note della vita.

Sfogliando le pagine, ho trovato i miei e suoi appunti scritti a matita accanto ad alcuni paragrafi che ricordo, la divertirono tanto..eccone qui di seguito uno di quelli più divertenti, lo riporto fedelmente con tanto di punteggiatura e errori grammaticali compresi.

" SE FOSSI MILARDARIO - pagina 79

Se fossi miliardario non farei come Berlusconi, che si tiene tutto per sè e non dà niente a nessuno e fa solo i film sporchi. Lui ai poveri non li pensa. Lui è miliardario per sè e la sua famiglia, ma per gli altri non lo è. Io se fossi ricco come lui farei il bene, per andare in Paradiso.

Se io dossi miliardario li darei tutti ai poveri, ai ciechi, al Terzo Mondo, ai cani randaggi. A Caivano ci sono un sacco di cani randaggi che li sperdono per le strade. Loro vanno in villeggiatura, li sperdono, e quelli vanno sotto le macchine.

Io se fossi miliardario costruirei tutta Napoli nuova e farei i parcheggi. Ai ricchi di Napoli non darei una lira, ma ai poveri tutto, soprattutto ai terremoti. Poi farei uccidere tutta la camorra e salverei i drogati.

Per me mi comprerei una Ferrari Testarossa vera, una villa e una cameriera per mamma. A papà non lo farei andare più a lavorare ma lo farei stare in penzione a riposarsi, a Nicolino gli comprerei i vestiti e una 126, a Patrizia tutti i dischi di Madonna. Poi comprerei una macchina nuova pure al mio maestro, perchè la sua è tutta ammaccata, e infine vorrei andare a Venezia per vedere Venezia.
Infine vorrei parlare con Maradona e invitare a casa mia Madonna, per mia sorella Patrizia.
Io tutto questo lo potrò fare, se vincerò il biglietto di Agnano che ha comprato papà. "



Chissà se ha potuto realizzare qualcosa di tutto ciò....

:-)Io speriamo che me la cavo - sessanta temi di bambini napoletani di Marcello D'Orta
Edizione Arnoldo Mondadori Editore - 1990

lunedì 18 gennaio 2010

IO & MARLEY

Questo libro è stupendo.

Scritto davvero con amore...Riporto qui di seguito quanto scritto dall'autore
nelle pagine finali. Commuoversi e piangere non è simbolo di debolezza e vulnerabilità prettamente femminile, ma denota soprattutto che siamo vivi, abbiamo delle emozioni, e il nostro cuore è ancora...NOSTRO.





"Nessuno l’ha mai definito in grande cane o anche un buon cane. Era sfrenato come un ossesso e forte come un toro. Affrontava gioiosamente la vita, con un entusiasmo associato spesso a disastri naturali. E’ l’unico cane che sia mai stato espulso da un corso di educazione all’obbedienza….Marley era un divoratore di divani, un demolitore di porte a zanzariera, un dispensatore di saliva, un ribaltatore di coperchi di pattumiera. Quanto al cervello, lasciatemi dire che ha dato la caccia alla sua coda fino al giorno in cui è morto, apparentemente convinto di essere sull’orlo di una grossa svolta nel mondo canino. Ma c’era dell’altro in lui e descrissi il suo intuito e la sua empatia, la sua dolcezza con i bambini e il suo cuore puro.

Quello che volevo realmente dire era come quest’animale aveva toccato le nostre anime e ci aveva insegnato alcune delle lezioni più importanti della vita e mentre diventava vecchio e malandato.
Mi ha insegnato l’ottimismo di fronte alle avversità. Soprattutto mi ha insegnato l’amicizia, l’altruismo e una profonda devozione.

Era uno straordinario concetto che solo ora, sulla scia della sua morte, stavo assorbendo totalmente : Marley come mentore. Era un maestro e modello di comportamento. Era possibile per un cane, qualsiasi cane, ma soprattutto un pazzo cane incontrollabile come il nostro, indicare agli umani le cose che contavano realmente nella vita? Direi di sì. Lealtà, coraggio, devozione, semplicità, gioia. E le cose che non contavano.

A un cane non servono automobili lussuose o grandi case o vestiti di sartoria. Gli status symbol non significano niente per lui. Un bastone fradicio gli va altrettanto bene. Un cane giudica gli altri non dal colore, il credo o la classe ma da chi sono interiormente. A un cane non importa se sei ricco o povero, istruito o analfabeta, intelligente o stupido. Dagli il tuo cuore e lui ti darà il suo.

Era molto semplice, eppure noi umani, così più saggi e più sofisticati, abbiamo smpre avuto difficoltà a immaginare quel che conta e non conta realmente…….Era il protagonista di alcuni tra i più felici capitoli della nostra vita. Capitoli di amore giovanile e nuovi inizi, di carriere in erba e bambini piccoli. Di inebrianti successi e dolorose delusioni; di scoperta, libertà e presa di coscienza.

Era entrato nelle nostre vite mentre stavamo cercando di immaginare come sarebbero diventate……Divenne parte del nostro tessuto, un filo inseparabile e strettamente intrecciato con ciò che eravamo noi. Così come noi l’avevamo aiutato a plasmarsi nel cane di famiglia che sarebbe diventato, lui aveva aiutato noi a plasmarci come coppia, come genitori, come amanti degli animali, come adulti.

Nonostante tutte le delusioni e le aspettative disattese, Marley ci aveva fatto un dono, spontaneo e inestimabile. Ci aveva insegnato l’arte dell’amore incondizionato. Come darlo, come accettarlo.


Dove c’è questo amore, gli altri pezzi vanno quasi sempre a posto. "


IO & MARLEY – John Grogan (Sperling & Kupfer Editori)










Consigli per la mente, gli occhi, il cuore

  • IL PICCOLO AVIATORE - Andrea Scanzi
  • IO & MARLEY - John Grogan
  • IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO - Marcello D'orta
  • L'ONDA PERFETTA - Sergio Bambaren
  • LA BIBBIA
  • LA PROFEZIA DI CELESTINO - James Redfield
  • MESSAGGI DAI MAESTRI - Brian Weiss
  • NEL FUOCO - Nicholas Evans
  • SE SOLO FOSSE VERO - Marc Levy
  • STORYTELLERS - Paola Maugeri, Luca De Gennaro
  • UN'ALTRA OCCASIONE PER VIVERE - Ken Grimwood